I nostri sacerdoti

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Ieri abbiamo celebrato la Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni.
Il pensiero corre immediatamente ai nostri sacerdoti.
Essi sono, per volontà di Dio, coloro che rendono presente il Signore nella proclamazione della Parola di Dio, nella celebrazione dei sacri misteri, nella amministrazione della misericordia infinita di Dio che ci ama infinitamente più di quanto noi amiamo noi stessi.

I sacerdoti sono ministri di Cristo per celebrare i sacri misteri nel corso della storia. In questo trova la sua ragion d'essere la Chiesa militante come il popolo di Dio che peregrina in questo mondo lungo la storia. Tant'è vero è stato detto con verità che senza il sacerdozio la Chiesa non potrebbe esistere.
 
E’ l’unico sacerdozio di Cristo che fa la Chiesa. Il sacerdozio di preti e dei vescovi, è partecipazione gratuita dell’unico sacerdozio di Cristo e dono prezioso che Dio fa alla Chiesa, ai cristiani e al mondo. Dio ha scelto i sacerdoti come messaggeri speciali e trasmettitori della sua grazia.
 
Non è facile parlare di preti oggi.
Sono sempre meno e sempre più vecchi.
Certo forse non è il periodo peggiore. La Rivoluzione Francese è stata per l’Europa una catastrofe dal punto di vista anche delle vocazioni sacerdotali.
Ma è pur vero che ogni epoca ha i propri problemi; ma è certo che non sono da disattendere anche gli aspetti positivi.
Dio ha bisogno di uomini per farsi presente tra loro, e gli uomini hanno bisogno di sacerdoti, in cui trovare il volto e la misericordia di Dio. Senza il sacerdozio ministeriale non ci sarebbe né l’Eucarestia né, tanto meno, la missione e la stessa Chiesa.
 
Senza il sacerdote, non ci sarebbe Chiesa. Solo lui può spezzare il pane e versare il vino; solo lui può dire 'Io ti assolvo', dove quel perdono è di Cristo.
Non potremo dimenticare mai la promessa/impegno di Gesù: “Io sarò con voi fino alla fine dei secoli” (Mt 28,20). In queste parole spera e confida la Chiesa.
E oggi come ieri essa è viva. Anche se è naturale la constatazione del fatto che anche nella Chiesa vi è il riflesso di una società invecchiata.

Certamente l’età media dei sacerdoti in generale è alta nelle terre di antica tradizione cristiana: l’Europa specialmente; tuttavia nel resto della Chiesa universale non è così.
E tuttavia non dovremmo adagiarci sui semplici numeri delle fredde statistiche; occorre avere uno sguardo più ampio e ammirare l’esempio della stragrande maggioranza dei sacerdoti che nonostante l’ingravescentem aetatem sono presenti sul fronte del ministero parrocchiale.
 
Quando nella società, i coetanei dei presbiteri godono la meritata pensione, essi, al contrario, continuano con gioia e fervore a rimanere al loro posto quasi sentinelle del mattino.
 
Infatti, sembrano essere fatti di una materia che non si fabbrica più!Quanto bene hanno fatto e fanno i nostri sacerdoti anziani nei villaggi, nei paesi  e nelle città. Essi sono una « biblioteca » di esperienza e di generosità.
 
Ogni volta che uno di essi se ne va è quasi un porre sottoterra un “chicco di grano che morendo, produce molto frutto” (cf. Gv 12,24).
 
Stiamo vicini ai nostri sacerdoti. Non hanno scelto una via facile. Hanno detto generosamente sì a Cristo Sommo sacerdote tra le insidie e le difficoltà del mondo. Quanto più il popolo fedele saprà essere vicino ai propri sacerdoti, tanto più essi a loro acquisteranno fiducia e saranno sempre più generosi nelle gioie e nelle difficoltà del ministero.

 

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