Verso la celebrazione
del Corpus Domini

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Il giovedì dopo la domenica della Santissima Trinità la Chiesa celebra il Corpo e il sangue del Signore. In molti Paesi, tra i quali il nostro, questa solennità è differita alla domenica successiva.

L’Eucaristia è mistero che esige l’ossequio della fede. L’Eucaristia è la prova provata dell’amore che Gesù Cristo nutre verso ciascuno di noi per essersi dato come vittima e altare.

 

Come preparazione alla celebrazione del grande mistero dell’Amore ecco dieci riflessioni sull’Eucarestia.

 

L’Eucarestia:

 

1. E’ Cristo stesso pane vivo disceso dal cielo.
2. E’ il sacramento dell’unità, il vincolo della carità.
3. E’ il cuore e la fonte della vita della Chiesa.
4. L'Eucaristia è «fonte e culmine di tutta la vita cristiana».

5. E’ il memoriale della Pasqua del Signore e la attualizzazione del suo sacrificio redentivo.

6. E’ il banchetto e la festa del Signore che ci invita alla comunione della Chiesa, alla mensa eucaristica, a nutrirci del suo Corpo e del suo Sangue.

7.  L’Eucarestia fa la Chiesa e la Chiesa fa l’Eucarestia.  

8. E’ il sacramento dell’amore e della carità, segno del Corpo del Signore offerto e del suo Sangue versato per la nostra salvezza.
9.  E’ la mensa della Parola, dell’azione di grazie, della lode, della preghiera, dell’unico alimento di salvezza.

10.E’ il sacramento della presenza continuativa e permanente del Signore in mezzo a noi. Nell’Eucarestia c’è la presenza vera, reale, sostanziale del Corpo del Sangue, dell’anima e della divinità del Signore risorto.

 

I nomi dell’Eucarestia

 

Il Catechismo della Chiesa Cattolica  risponde così alla domanda: “Come viene chiamato questo sacramento?”

 

1.  L’Eucarestia è chiamata rendimento di grazie a Dio nel ricordo delle benedizioni ebraiche che - soprattutto durante il pasto - proclamavano le opere di Dio: la creazione, la redenzione e la santificazione.

2.  Cena del Signore, perché si tratta della Cena che il Signore ha consumato con i suoi discepoli la vigilia della sua passione e dell'antici­pazione della cena delle nozze dell'Agnello nella Gerusalemme celeste.

3. Frazione del pane, perché questo rito, tipico della cena ebraica, è stato utilizzato da Gesù quando benediceva e distribuiva il pane come capo della mensa, soprattutto durante l'ultima Cena. Da questo gesto i discepoli lo riconosceranno dopo la sua risurrezione, e con tale espressione i primi cristiani designeranno le loro assemblee eucaristi­che.

4. Assemblea eucaristica, in quanto l'Eucaristia viene celebra­ta nell'assemblea dei fedeli, espressione visibile della Chiesa.

5. Memoriale della passione e della risurrezione del Signore.

6. Santo sacrificio, perché attualizza l'unico sacrificio di Cristo Salva­tore e comprende anche l'offerta della Chiesa; o ancora santo sacrificio o, poiché porta a compimento e supera tutti i sacrifici dell'Antica Alleanza.

7. Santa e divina liturgia, perché tutta la liturgia della Chiesa trova il suo centro e la sua più densa espressione nella celebrazione di questo sacramento; è nello stesso senso che lo si chiama pure celebrazione dei santi misteri.

8. Santissimo Sacramento, in quanto costituisce il sacramento dei sacramenti. Con questo nome si indicano le specie eucaristiche conservate nel tabernacolo.

9.  Comunione, perché, mediante questo sacramento, ci uniamo a Cristo, il quale ci rende partecipi del suo Corpo e del suo Sangue per formare un solo corpo.

10. Santa Messa, perché la liturgia, nella quale si è compiuto il mi­stero della salvezza, si conclude con l'invio dei fedeli («missio») affin­ché compiano la volontà di Dio nella loro vita quotidiana.