Quaresima:
conoscere meglio Gesù Cristo

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La Quaresima è  stato tempo propizio per conoscere sempre meglio Gesù?
La conoscenza e la sequela di Cristo è il dramma del nostro tempo. I cristiani sono sempre meno cristiani (= discepoli del Signore). Infatti c
ristiano vuol dire “seguace di Cristo”. Ma non si può essere discepolo di un Maestro senza conoscerlo e perciò non si può essere cristiani senza conoscere Cristo. Bisogna conoscere il Maestro: bisogna conoscere il suo insegnamento: bisogna conoscere la sua vita.

 

Se un individuo non ha incontrato Cristo, non ha lo veduto, non lo ha ascoltato, non può dichiararsi discepolo di Cristo. Quindi la domanda "sei Cristiano?" significa: conosci Cristo? Naturalmente, la risposta non può evadere la realtà perché conoscere Cristo significa aver avuto incontrato Lui e aver stretto una relazione con Lui.

 

Gesù non si può conoscere “leggendo qualcosa di Cristo”. Cristo va incontrato, amato, seguito. Purtroppo molti vivono in una pigrizia spirituale che offre loro “una forma religiosa”, ma nasconde irrimediabilmente il vero cristianesimo. Essere membri di una comunità cristiana o appartenere ad una famiglia cristiana può dare “l'illusione” di essere cristiani, ma in realtà non rappresenta affatto una garanzia di salvezza perché, anche se coloro che ci circondano hanno “conosciuto Cristo”, noi non possiamo dichiararci cristiani fino a tanto che non esperimentiamo una conoscenza diretta e personale.

 

Papa Francesco ha ricordato: Gesù si conosce seguendolo, prima che studiandolo. Ogni giorno, ha spiegato, Cristo ci domanda "chi" Lui sia per noi, ma la risposta è possibile darla vivendo come suoi discepoli. È una vita da discepolo, più che una vita da studioso, che permette a un cristiano di conoscere davvero chi sia Gesù per lui”. Insiste Papa Francesco, “è necessario un incontro quotidiano con il Signore, tutti i giorni, con le nostre vittorie e le nostre debolezze”.

E con la saggezza del Padre della Chiesa papa Francesco indica 3 porte per giungere alla conoscenza di Gesù Cristo: Per conoscere Gesù” – afferma il Papa – “occorre aprire tre porte:

1.   Prima porta: pregare Gesù. Lo studio senza preghiera non serve. Pregare Gesù per meglio conoscerlo. I grandi teologi fanno teologia in ginocchio. Pregare Gesù! E con lo studio, con la preghiera ci avviciniamo un po’… Ma senza preghiera mai conosceremo Gesù. Mai! Mai!

2.   Seconda porta: celebrare Gesù. Non basta la preghiera, è necessaria la gioia della celebrazione. Celebrare Gesù nei suoi Sacramenti, perché lì ci dà la vita, ci dà la forza, ci dà il pasto, ci dà il conforto, ci dà l’alleanza, ci dà la missione. Senza la celebrazione dei Sacramenti, non arriviamo a conoscere Gesù. Questo è proprio della Chiesa: la celebrazione.

3.  Terza porta: imitare Gesù. Prendere il Vangelo: cosa ha fatto Lui, come era la sua vita, cosa ci ha detto, cosa ci ha insegnato e cercare di imitarlo”.

 

Insomma papa Francesco  dice: Non mi stancherò di ripetere quelle parole di Benedetto XVI che ci conducono al centro del Vangelo: «All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e, con ciò, la direzione decisiva» (EG 7)


L'esperienza genuina del credente è soltanto quella che gli permette di dire: Ho incontrato Cristo! Ma l'individuo che incontra Cristo lo incontra nel significato preciso di questa parola attraverso un reale contatto con Cristo. Un contatto che attraverso la preghiera, la celebrazione e l’imitazione si fa colloquio, contemplazione e passione.

 

Sì amici: la vita cristiana è solo a partire da un’autentica esperienza d’incontro con Cristo. Ma occorre chiedersi: questo è veramente così per me? Sono realmente convinto che Cristo è la via, è la verità, è la vita?

Il vero problema è la mancanza di Cristo. L'uomo senza Dio si corrompe facilmente. Solo Dio può salvarlo; solo Cristo, con la sua grazia redentrice, può far passare l’uomo dal suo stato di miseria allo stato di giustificazione; solo Cristo può salvare l’uomo.  Se vogliamo davvero sradicare i grandi mali della nostra società, dobbiamo applicare l'unico rimedio che sia veramente efficace. Cristo deve regnare, gli uomini devono tornare a conoscerlo, ad amarlo e essere trasformati da Lui.

 

La quaresima è momento provvido per mettere al centro della nostra vista  Cristo Gesù per riscoprirlo, ritrovarlo, incontrarlo, assumerlo come compagno di viaggio lungo l’itinerario della nostra esistenza. Forse occorrerà passare attraverso la scelta più decisiva della conversione. Convertirsi non è questione di un momento, ma di una vita. Sempre siamo in via di conversione. Ogni volta che ascoltiamo la Parola di Dio, essa ci svela ombre e luci della nostra vita e ci sprona affinché abbiamo il coraggio di tagliare ciò che va tagliato – egoismi, idolatrie, chiusure in se stessi, scarso amore verso gli altri – e di vincere il male con il bene. La Parola è come lampada che guida i nostri passi verso il Signore in un cammino spesso tenebroso, ma segnato dalla fiducia in lui. Il nostro conformismo mondano attraverso una seria opera di conversione consentirà di sentire come Cristo, pensare come Cristo, vivere come Cristo.

Sì il nostro tesoro è Gesù Cristo.

 

Il santo Paolo VI in una viva e appassionata testimonianza  il 29 novembre 1970, davanti a due milioni di persone nel "Quezon Circle" di Manila disse: “Gesù è il Cristo, Figlio del Dio vivo. Egli è il Maestro dell'umanità, e il Redentore. Egli è il centro della storia e del mondo. Egli è colui che ci conosce e che ci ama. Egli è il compagno e l'amico della nostra vita. Egli è l'uomo del dolore e della speranza... Io non finirei più di parlare di Lui. Egli è la luce, è la verità, anzi egli è 'la via, la verità, la vità (Gv 14,6). Egli è il pane, la fonte d'acqua viva per la nostra fame e per la nostra sete, egli è il pastore, la nostra guida, il nostro esempio, il nostro conforto, il nostro fratello... A tutti io lo annunzio: Gesù Cristo è il principio e la fine; l'alfa e l'omega. Egli è il re del nuovo mondo. Egli è il segreto della storia. Egli è la chiave dei nostri destini. Egli è il mediatore, il ponte fra la terra e il cielo; Egli è il Figlio dell'uomo, perché Egli è il Figlio di Dio, eterno, infinito; è il figlio di Maria”...

 

Gesù Cristo è il “cuore” dell’evangelizzazione e della fede. È il “cuore”! Questo termine vuole certamente dire che Gesù Cristo è il “centro”, il “fondamento”, il “nucleo” essenziale per la vita e nella vita del cristiano.

 

Lasciamoci guidare al termine del n ostgro itinerario quaresimale ancora dalle parole di papa Francesco: Invito ogni cristiano, in qualsiasi luogo e situazione si trovi, a rinnovare oggi stesso il suo incontro personale con Gesù Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta. Non c’è motivo per cui qualcuno possa pensare che questo invito non è per lui, perché «nessuno è escluso dalla gioia portata dal Signore»” (EG 3).

 

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