Preghiera nella notte di Natale
nelle nostre Chiese domestiche

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 NATALE DEL SIGNORE 2020

Preghiera nella notte

nelle nostre Chiese domestiche


 

L’espressione “famiglia chiesa domestica” è presente nella costituzione conciliare Lumen Gentium al numero 11 con l’intento di evidenziare i profondi rapporti che esistono tra la Chiesa mistero grande e la Chiesa famiglia, il mistero in miniatura. La famiglia chiesa domestica, che troviamo già in Sant’Agostino (Epistulae, lettera 14 a Doroteo) e in San Giovanni Crisostomo, è una “attuazione specifica della comunione ecclesiale” (FC 21): in essa si impara e si sperimenta la relazione coniugale, genitoriale, fraterna. Ne da chiara testimonianza San Paolo ai Corinzi, quando scrisse: “Vi salutano molto nel Signore Aquila e Prisca, con la comunità che si raduna nella loro casa.” (I Cor 16,19). Tanto che possiamo affermare che nelle case dei credenti è nata la Chiesa.
 


 

La famiglia si raccoglie intorno al presepe, dove non è stata ancora collocata l'immagine del Bambino Gesù. La luce nella stanza sia spenta e ogni membro della famiglia tenga in mano una candela accesa.

 

ANNUNCIO DEL NATALE 2020

 

La Kalenda è un testo “poetico” preso alla data del 25 dicembre del Martirologio Romano. Il testo per il giorno di Natale è più sviluppato degli altri e fa alcuni riferimenti storici e geografici per indicare la centralità della Natività del Signore nella vita dell’umanità e nella storia del mondo. Si potrà usare al termine della Veglia oppure prima o all’inizio della Messa della Notte di Natale.  

Venticinque dicembre, ottavo giorno

Prima delle calende di gennaio: luna decima.

 

Trascorsi molti secoli dalla creazione del mondo,

quando in principio Dio creò il cielo e la terra

e plasmò l’uomo a sua immagine;

 

E molti secoli da quando, dopo il diluvio,

l’Altissimo aveva fatto risplendere tra le nubi l’arcobaleno, segno di alleanza e di pace;

 

Ventuno secoli dopo che Abramo, nostro padre nella fede, migrò da Ur dei Caldei;

 

Tredici secoli dopo l’uscita del popolo d’Israele dall’Egitto sotto la guida di Mosè;

 

Circa mille anni dopo l’unzione regale di Davide;

nella 65ª settimana secondo la profezia di Daniele;

 

All’epoca della 194ª Olimpiade;

 

Nell’anno 752 dalla fondazione di Roma;

nel 42° anno dell’impero di Cesare Ottaviano Augusto,

 

Mentre su tutta la terra regnava la pace,

Gesù Cristo, Dio eterno e Figlio dell’eterno Padre,

volendo santificare il mondo

con la sua piissima venuta,  

concepito per opera dello Spirito Santo,

trascorsi nove mesi, nasce in Betlemme di Giuda

 dalla Vergine Maria, fatto uomo.

 

Natale di nostro Signore Gesù Cristo

secondo la carne.

 


 

A questo punto le luci possono essere riaccese e un membro della famiglia colloca l'immagine del Bambino Gesù nel presepe. Mentre si canta Tu scendi dalle stelle

 

 


E’ il canto natalizio per eccellenza composto nel dicembre 1754 a Nola dal vescovo e Santo Alfonso Maria de’ Liguori.

 

 Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,

e vieni in una grotta al freddo e al gelo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo.

O Bambino mio divino,
io ti vedo qui tremar;
o Dio beato!
Ahi quanto ti costò l'avermi amato!
ahi quanto ti costò l'avermi amato!

A te, che sei del mondo il Creatore,
mancano panni e foco, o mio Signore,
mancano panni e foco, o mio Signore.

Caro eletto pargoletto,
quanto questa povertà
più m'innamora,
giacché ti fece amor povero ancora,
giacché ti fece amor povero ancora.



Un membro della famiglia dice:

Lodiamo e rendiamo grazie al Signore, che  ha amato così tanto il mondo da dare il suo Figlio Unigenito. L'inno che recitetremo inizia con le parole del canto degli angeli nel notte del Natale del Signore. Facciamo i nostri sentimenti di adorazione e lode.

Gloria a Dio nell’alto dei cieli

e pace in terra agli uomini, amati dal Signore.

Noi ti lodiamo, ti benediciamo,

ti adoriamo, ti glorifichiamo,

ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa,

Signore Dio, Re del cielo,

Dio Padre onnipotente.

Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo,

Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre,

tu che togli i peccati del mondo,

abbi pietà di noi;

tu che togli i peccati del mondo,

accogli la nostra supplica;

tu che siedi alla destra del Padre,

abbi pietà di noi.

Perché tu solo il Santo,

tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,

Gesù Cristo, con lo Spirito Santo:

nella gloria di Dio Padre.

Amen.


 

VANGELO


LETTORE

Ascoltiamo ora la Parola del Signore: dal Vangelo secondo Luca. 2, 1-14

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra.
Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio.
Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città.
Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta.
Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.
Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo. 
C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. 
Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce.
Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia».
E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama».

 



PREGHIERA

Lettore

In questo momento in cui la famiglia è riunita per celebrare il mistero della nascita di Gesù a Betlemme rivolgiamo la nostra preghiera a Cristo, Figlio del Dio vivente, che ha voluto essere figlio anche di una famiglia umana, e diciamo:

Gesù fatto uomo per amore, proteggi la nostra famiglia

Oh, Cristo, per il mistero della tua sottomissione a Maria e Giuseppe insegnaci il rispetto e obbedienza verso coloro che hanno la responsabilità di questa famiglia: preghiamo.

Gesù fatto uomo per amore, proteggi la nostra famiglia

Tu che hai amato e fosti amato dai tuoi genitori, rafforza la nostra famiglia nell’amore e nell’armonia: preghiamo.

Gesù fatto uomo per amore, proteggi la nostra famiglia

Tu che sei sempre stato attento cose del Padre tuo, fa’ che nella nostra famiglia Dio sia onorato e il suo nome sempre rispettato: preghiamo.

Gesù fatto uomo per amore, proteggi la nostra famiglia

Tu che hai condiviso la tua gloria con Maria e Giuseppe, ammettono nella gloria della patria celeste tutti coloro che nel corso di quest’anno sono tornati alla casa del Padre

Gesù fatto uomo per amore, proteggi la nostra famiglia.

 


BENEDIZIONE DEL PRESEPIO

 

 

 

Un membro della famiglia prega così

O Dio nostro Padre che hai tanto amato il mondo da dare il tuo unigenito Figlio Gesù nato dalla Vergine Maria per salvarci e ricondurci a te, ti chiediamo che con la tua benedizione questa immagine del Bambino Gesù ci  aiuti a celebrare volentieri e con fede il Natale e vedere Cristo presente in tutti coloro che hanno bisogno del nostro amore. Te lo chiediamo nel nome di Gesù, tuo diletto Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli

Amen.


CONCLUSIONE

 

Tutti fanno il ​​segno della croce, mentre la guida dice:

Cristo Signore che è apparso sulla terra e ha voluto vivere con gli uomini, ci benedica e ci custodisca nella sua pace e nel suo amore.

Amen.