Ottobre mese missionario straordinario

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Per volontà di Papa Francesco il mese di ottobre, che inizia oggi, sarà un mese missionario straordinario. Il tema èBattezzati e inviati“. L’obiettivo del Papa è quello di rinnovare l’ardore e la passione, motore spirituale dell’attività apostolica di innumerevoli santi e martiri missionari. Sarà un tempo straordinario di preghiera e riflessione sulla missio ad gentes nel centenario della Lettera Apostolica Maximum illud, del Papa Benedetto XV.
 
Il Vangelo di San Matteo si conclude con l’ultimo comando che Gesù risorto lascia agli apostoli prima di salire al Padre: «Andate dunque e fate discepoli tutti i po-poli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,19-20).
L’azione missionaria è il paradigma di ogni opera della Chiesa, e sotto questo aspetto le Conferenze episcopali, le parrocchie, le diocesi del mondo e anche tutti i movimenti devono costituirsi ”in stato permanente di missione”, perché non c’è nessun aspetto della nostra attività che non abbia riferimento alla missione. La Chiesa, infatti, è per natura sua missionaria ed evangelizzatrice!
 
Gesù vuole dei missionari che, con fede e coraggio, percorrano le strade del mondo per convincere tutti quelli che incontrano a diventare anch’essi discepoli del Signore come lo sono loro. Egli consegna agli apostoli i mezzi per fare nuovi discepoli: la sua Parola e il battesimo. Nell’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium, il Santo Padre Francesco ha scritto: «L’azione missionaria è il paradigma di ogni opera della Chiesa» (EG 15).
Se la Chiesa non ha nel cuore il fuoco della missione è morta. Essa esiste per annunciare il Vangelo e attirare tutti a diventare discepoli di Gesù; altrimenti non ha senso di esserci perché non ha nessuna novità, nessuna sorpresa da offrire agli uomini. I cristiani sono le persone che hanno scoperto la vera gioia che è Gesù Cristo e la trasmettono a chi li incontra. E la gioia è contagiosa! Attraverso l'annuncio del suo Vangelo tutti possono entrare nella stessa gioia e donarla a tutti coloro che desiderano essere felici come Lui.
 
Tuttavia il Papa sembra convinto che occorra “risvegliare maggiormente la consapevolezza della missio ad gentes e riprendere con nuovo slancio la trasformazione missionaria della vita e della pastorale”; comprendere che “la nuova evangelizzazione” dei popoli di antica tradizione cristiana avviene “nell’impegno per la missione universale”; trasformare la pastorale ordinaria in “un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione”.
E’ proprio necessario riscoprire la gioia di essere missionari del Vangelo!
 
Coscienti che questa particolare gioia viene solo siamo invitati e chiamati a essere collaboratori e servitori della gioia del Vangelo (2Cor 1,24). Un cristiano è vero missionario quando racconta e mostra agli altri la gioia del suo incontro con il Signore Gesù. Questa sua testimonianza farà breccia nel cuore di chi lo incontra e farà nascere il desiderio di scoprire il segreto di questa gioia. Allora potrà parlargli del Vangelo e invitarlo a iniziare un cammino di fede e di conversione che lo porterà alla stessa felicità. In questo modo, i cuori si troveranno uniti dalla stessa gioia e, insieme, renderanno lode a Dio nella Chiesa. Questo potremmo definirlo il “circolo virtuoso” della evangelizzazione.
 
Coloro che vivono l’esperienza di sentirsi abbracciati dall’Amore di Gesù possono provare la vera gioia, la sua gioia piena. Il loro cuore si aprirà e diventerà capace di ospitare altri fratelli amandoli come Gesù ha amato loro, con la sua stessa gioia.
 
Il Santo Padre Francesco cita Giovanni Paolo II che nella Redemptoris Missio, ricorda che “la missione di Cristo redentore, affidata alla Chiesa, è ancora ben lontana dal suo compimento” e che “uno sguardo d’insieme all’umanità dimostra che tale missione è ancora agli inizi e che dobbiamo impegnarci con tutte le forze al suo servizio”.
 
La missione ad gentes è attuale e necessaria. Ma non solo l’epoca dei missionari non è terminata: lo slancio missionario universale è urgente per risvegliare la missione ordinaria e la pastorale, dove si percepisce talvolta stanchezza e formalismo. Onestamente dobbiamo riconoscere che stanchezza e formalismo li troviamo proprio in mezzo a noi. Spesso dobbiamo lottare per non cedere a stanchezze, rassegnazioni, pessimismi che porterebbero a trascinare avanti i nostri impegni di vita cristiana con poca passione e gioia. E forse anche per questo, occorre riconoscere che proprio a causa di tali tentazioni tante nostre attività pastorali non danno i frutti sperati. Nelle parrocchiali, negli oratori, nelle varie liturgie e celebrazioni non traspare un cuore pieno di gioia per Gesù e di entusiasmo nell’annunciarlo ai fratelli. E tutto resta sterile e svilito. Solo se avremo un cuore conquistato da Gesù avremo vera passione missionaria.
 
Invochiamo Maria, missionaria della gioia del Vangelo. Lei è diventata la prima missionaria perché portò Gesù che custodiva nel su grembo, quando entrò nella casa di Zaccaria e di Elisabetta e quella casa si riempì di gioia; esultò anche il piccolo Giovanni nel grembo della madre (Lc 1, 39-56).
Dopo aver dato alla luce il Figlio lo offrì ai pastori i quali, dopo averlo adorato, se ne ripartirono ugualmente pieni di gioia, lodando e glorificando Dio (Lc 2,15-20).
Guardiamo a Maria come al più alto esempio di donna missionaria. In lei troveremo la sintesi perfetta di ogni opera missionaria nella Chiesa.
 
il logo del mese missionario straordinario ottobre 2019
 
Il logo è costituito da una Croce missionaria, i cui colori tradizionali richiamano i cinque continenti. La Croce è il segno della comunione tra Dio e gli uomini per l’universalità della nostra missione: è luminosa, piena di colore, segno della vittoria e della risurrezione. Il mondo è trasparente, perché l’azione di evangelizzazione non ha barriere né confini: è frutto dello Spirito Santo. La carità cristiana e il mondo trasfigurato nello Spirito superano le distanze e aprono lo sguardo della nostra mente e del nostro cuore. Le parole “Battezzati e Inviati”, che accompagnano l’immagine, indicano i due elementi caratteristici di ogni cristiano: il battesimo e l’annuncio.
 
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