Ottavario di preghiera per l'unità dei cristiani
Per una umanità non comune

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La Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani 2020, è contrassegnata da un motto molto speciale che parla di "umanità non comune". Una storia che si riferisce all'accoglienza da parte di Publio dei passeggeri della nave che trasportava Pablo a Roma, insieme ai soldati e ad altri prigionieri, dopo aver subito una forte tempesta.

 

Un racconto di grande attualità se pensiamo alle traversie di molti migranti e rifugiati alla ricerca di un porto sicuro nel Mediterraneo. È una storia che sfida chiaramente i cristiani a unirsi in azione per trattare con umanità sollecita quanti chiedono aiuto e cercano approdo sulle nostre coste domandando attenzione e sentimenti veramente umani.

 

Coloro che emigrano provengono da situazioni di sofferenza di mali sociali e disordini che li costringono a fuggire, molti per la loro fede o per le loro idee, altri per le situazioni economiche e di sopravvivenza. È necessario aiutare questi paesi promuovendo in essi il rispetto dei diritti umani, della libertà religiosa e del benessere sociale che non possono ora legittimamente offrire a quanti si vedono costretti a emigrare.


L’ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani ci aiuterà a supplicare nella preghiera l'aiuto misericordioso del Signore. Abbiamo bisogno di essere ispirati da sentimenti di umanità e, per la potenza dello Spirito, poter avanzare nelle relazioni  umane le più cordiali e per crescere nella carità fraterna. E questo deve avvenire per tutti coloro che si riconoscono battezzati e figli dello stesso Padre che ci ha creati e resi figli nel suo Figlio. Egli vuole e dà la sua vita in modo da sopprimere la separazione tra i popoli, al fine di riconoscerci come membri dello stesso corpo, chiamati alla stessa salvezza (cf Ef 3,6).


Oggi l'unità della nostra fede ci chiede di apportare al mondo quell'umanità evangelica così rara in questa cultura e organizzazione del mondo che le impedisce di essere davvero una "casa comune", come ha ricordato l'enciclica Laudato  sì’. Lo stesso Sinodo amazzonico ha posto al centro della vita della Chiesa la necessità di ritornare al naturale e all'umano, alla felice sobrietà a cui il Vangelo ci invita nel cammino della vera salvezza. Oggi dobbiamo riconciliarci per raggiungere la vera armonia che rende una cosa sola mediante quell'umanità e quei sentimenti di Cristo che umanizzano e salvano nel contesto della sua incarnazione, morte e risurrezione.


L’ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani ci aiuterà attraverso il cammino della preghiera pera ritornare ai sentimenti profondi di Cristo, per convertirci a Lui e quindi essere una buona notizia per il mondo nella costruzione della casa comune, della vera fratellanza universale. Questa settimana potrà aiutarci a entrare di più nell'umanità di Cristo che ci unisce tutti e dove troviamo il riferimento del nostro modo di essere, del mondo che dobbiamo costruire come la casa comune di tutti.

 

Il motto proposto per la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ci impegna a vivere più intensamente la dimensione caritatevole e sociale della nostra fede. La carità e l'impegno per il giusto e l'umano devono essere chiaramente una delle strade dell'ecumenismo e del dialogo interreligioso. Il Vangelo, incentrato su Cristo, ci invita a mettere la persona umana al centro della nostra fede e della nostra vita.


Certamente Dio vedendoci uniti nella preghiera di tutti i cristiani che chiedono i sentimenti di Cristo ci aiuterà a camminare con rinnovato ardore lungo il cammino dell'unità e della comunione.

 

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