No al Crocifisso

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 No al Crocifisso
nella scuola?
Cristo in Croce
  
La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha detto 'no' al Crocifisso nelle aule scolastiche.
Una evidente conseguenza della assurdità dei politici europei di essersi rifiutati di menzionare le radici cristiane nella Costituzione Europea.
Secondo la Corte dei Diritti dell'Uomo la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce "una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni" e una violazione alla "libertà di religione degli alunni".
 
So proprio curioso (in verità assai preoccupato!) di vedere come andrà a finire, cosa farà il nostro Governo, le Autorità preposte; ma sarò curioso di leggere da qualche parte quale illuminata opinione della “gente qualunque”, i miei concittadini.
 
Non si può dimenticare tuttavia che mentre la Costituzione italiana non prevede nulla, la presenza del Crocifisso nelle scuole, nelle aule dei tribunali, negli uffici e negli ospedali trova una base giuridica in alcuni decreti e circolari ministeriali risalenti al 1924 e al 1928.
 
Ma al di là della legge il Crocifisso nelle scuole e nei luoghi istituzionali va considerato non solo come segno distintivo di un determinato credo religioso, ma soprattutto come simbolo di valori che stanno alla base della nostra identità; alla base delle nostre radici, che sono indubbiamente radici cristiane!
 
Dunque un’icona di fede e un simbolo di valori.
Rinnegare le radici cristiane del nostro Paese significherebbe, in fondo, ignorare la storia. Se togliessimo la cultura cristiana dalla storia del nostro Paese rimarrebbe un vuoto incolmabile.
Senza passato, senza quell’identità che appartiene anche alla coscienza laica dell’Occidente, non c’è futuro!
 
Ecco, quindi, alcune ragioni per cui il Crocifisso ha la sua ragion d’essere anche nei luoghi istituzionali e soprattutto nei luoghi educativi, quali la scuola.
 
1. Perché il Consiglio di Stato nel 1988 chiariva bene come, al di là del significato per i credenti, la croce rappresenti "il simbolo della civiltà e della cultura cristiana nella sua radice storica, come valore universale, indipendente da specifica confessione religiosa". E nel 2006 ha reiterato: "Il Crocifisso ... è un simbolo che esprime l’elevato fondamento dei valori civili (tolleranza, valorizzazione della persona, rispetto) che hanno un’origine religiosa, ma sono anche i valori che delineano la laicità dell’attuale ordinamento dello Stato”. 
 
2. Perché il Crocifisso è un simbolo religioso che ha assunto ormai valenza polisemica. Per alcuni, è un simbolo religioso fondamentale; per altri esprime i valori della solidarietà, dell’accoglienza, della sofferenza umana. Per questa ricchezza di significati, non necessariamente alternativi, la sua esposizione nei luoghi pubblici assume particolare rilievo non solo per la comunità dei credenti. ma per l’intera società civile.
 
3. Perché la croce è un simbolo di pace, di amore e di sacrificio per molti. Perché il Crocifisso, la figura di un uomo che ha offerto la sua vita per amore fino alla morte e che ha perdonato ai suoi crocifissori, è di conforto per tutti coloro che fanno fatica a credere alla possibilità di un amore sincero tra gli uomini e di una riconciliazione tra i nemici.
 
4. Perché eliminarlo dai luoghi istituzionali e soprattutto dalle scuole equivarrebbe a insegnare ai bambini che la croce è simbolo di divisione, di odio e che è più importante l’opinione di uno che l’opinione di tutti gli altri.
 
5. Perché il Crocifisso esprime l’anima profonda del Paese ed è come segno dell’identità della nostra nazione. Il Crocifisso fa parte della tradizione, dei costumi, della cultura del popolo italiano.
 
6. Perché rispettare le credenze delle minoranze non vuol dire affatto rinunciare alle proprie. Pertanto chi vive in Italia non può non rispettare la storia cristiana, la sensibilità religiosa e le tradizioni popolari e artistiche del questo popolo.
 
7. Perché La Repubblica italiana, riconosce il valore della cultura religiosa e tiene conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano; per cui  sarebbe un grave errore nascondere al fanciulli che la religione è in fatto culturale più importante della storia e dell’umanità.
 
8. Perché in Italia più dell’85% dei cittadini si dichiara cristiano e perché in Italia circa il 90% degli alunni sceglie di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica. 
 
9.  Perché se i genitori hanno il dovere e il diritto di educare liberamente i propri figli conformemente alla propria morale, anche la scuola pubblica, prima tra le agenzie educative di sostegno, deve dare risposta a questo diritto.
 
10.         Perché niente meglio del Crocefisso rappresenta l’angoscia per la sofferenza, il dolore, l’ingiustizia e i crimini contro gli innocenti.
 
11.         Perché quando un simbolo comincia a venire meno all'esterno ciò vuol dire che anche nei cuori si sta affievolendo qualcosa che faceva parte del meglio della storia umana.