Maria Assunta in cielo
«Madre di speranza»

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Nel cuore del mese di agosto la Chiesa in Oriente e in Occidente celebra la Solennità dell’Assunzione di Maria Santissima al Cielo. Nel VI secolo, a Gerusalemme, la festa della Madre di Dio, la Theotòkos, divenne la festa della dormizione, del passaggio, del transito, dell’assunzione di Maria. Nella solennità dell’Assunzione al Cielo della Madre di Dio celebriamo il passaggio dalla condizione terrena alla beatitudine celeste di Colei che ha generato nella carne e accolto nella fede il Signore della Vita.

Artisti d’ogni epoca hanno dipinto e scolpito la santità della Madre del Signore adornando chiese e santuari. In un antico mosaico della Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma, che si ispira proprio all’icona orientale della “Dormitio”.

Da Oriente a Occidente la Tuttasanta è invocata Madre celeste sotto la cui protezione trova rifugio tutta l’umanità con l’antichissima preghiera: “Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta”.

 

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La solennità della Assunzione di Maria al Cielo è una grande festa per i credenti. Una festa che non è altro che l'eco della proclamazione pasquale: Cristo è risorto. Anche Maria fu risuscitato da Dio. Per questo in alcuni luoghi la festa di oggi è chiamata anche Pasqua di mezza estate.

Maria, la donna che ha saputo accettare come nessun altro la salvezza che le era offerta nel suo Figlio, ha raggiunto la vita definitiva.

Colei che seppe soffrire ai piedi della croce l’ingiustizia e il dolore di perdere suo Figlio, ora condivide la sua vita gloriosa della risurrezione e ci invita a camminare nella vita con fiduciosa speranza.


La festa dell'assunzione di Maria è prima di tutto una festa che conferma la nostra speranza cristiana: c'è salvezza per l'uomo. C'è una vita definita che è stato compiuta in Cristo e che è stata donata a Maria in pienezza. C’è resurrezione! Maria è la Madre della nostra speranza. Karl Rahner ha definito Maria "la perfetta redenta". In Lei si è realizzato già in maniera eminente e piena ciò che anche noi speriamo un giorno di vivere.

 

Ma Maria è Madre di speranza soprattutto per i poveri e i più crocifissi di questo mondo. Se Maria è grande e benedetta nei secoli è perché Dio è il Dio dei poveri. Maria si rallegra che Dio sia così. Il Dio dei poveri e degli oppressi. Lui che ha saputo guardare l'umiltà della sua serva. Lui che ha messo gli occhi su una modesta fanciulla di Nazaret senza aurea, né cultura, né ricchezza.

 

Cantando oggi il Magnificat ricordiamo chi è il Dio che ha glorificato Maria e il Dio che in Maria ha posto tutta la sua gioia e la sua speranza.

Dio non è neutrale e indifferente come spesso pensiamo. Egli è il Dio che "ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; che “ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote”.

Queste parole non sono parole di un profeta aggressivo, né di un guerrigliero violento ma sono sgorgate dalla tenerezza, dalla trasparenza, dalla gioia che erano conservate nel cuore di Maria; quel cuore che aveva custodito la memoria e la gioia di Gesù che aveva benedetto il Padre perché aveva tenuto nascosto il suo regno “ai sapienti e agli intelligenti e l’aveva rivelato agi piccoli aristocratici della terra e rivelò al piccola cosa".