La Veglia pasquale
terzo giorno del triduo

<< Torna indietro

 

 

 

Inizia con la Veglia della Notte santa della risurrezione che S. Agostino definì la Madre di tutte le veglie. E' il terzo giorno del Triduo pasquale in quando dovrebbe collocarsi temporalmente subito dopo la mezzanotte del sabato, e pertanto il terzo giorno è la domenica della Pasqua di risurrezione di cui fa parte la Veglia della Notte santa! La Veglia Pasquale si colloca al cuore dell'Anno liturgico, al centro di ogni celebrazione. Essa rappresenta il  totum pascale sacramentum.
Infatti in essa si celebrano non solo i fatti della risurrezione, ma anche quelli della passione di Cristo.
Infatti la Veglia pasquale è il vertice di una sequenza celebrativa unitaria che si articola su tre giorni senza soluzione di continuità. Dalla messa in Cena Domini fino alla conclusione della Veglia pasquale non c’è l’abituale congedo dell’assemblea.
La veglia non una celebrazione come tante altre; è la più importante celebrazione della comunità cristiana.
 
Non si commemora la risurrezione di Cristo, ma si celebra il nostro inserimento nel suo mistero pasquale di morte al peccato e risurrezione alla vita divina con lui, ci accostiamo al banchetto per mangiare la "nostra Pasqua".
La celebrazione notturna invia il messaggio del Cristo che esce dalla tomba e fa scaturire la vita divina per tutti coloro che lo accolgono con fede. Tutta la comunità cristiana, in questa notte, prende coscienza della sua nascita come popolo di Dio, della sua unità, della sua fede vittoriosa attorno al Cristo risorto e misteriosamente presente.
 
Il solenne ingresso del cero nell’assemblea avvolta nel buio è il rito che caratterizza la Veglia. L'assemblea partecipa con la triplice acclamazione del «Cristo – luce del mondo».
L’annuncio pasquale (Exultet) costituisce un momento di grande emozione.
 
La Liturgia della Parola è stata arricchita con le orazioni «a scelta», che rendono più facile la comprensione delle letture.
Alla Liturgia della Parola segue la Liturgia Battesimale con la rinnovazione delle promesse battesimali e l'aspersione dell'assemblea con l'acqua benedetta. Se vi sono i candidati al battesimo qui ha il luogo la celebrazione del sacramento.

La celebrazione prosegue con l'Eucaristia. Tutto il mondo cosmico è rinnovato dal Mistero Pasquale.

Il Papa emerito Benedetto ci aiuta a comprendere il significato della Veglia Pasquale nella Risurrezione del Signore con queste parole: Nella notte del Sabato Santo, durante la solenne Veglia Pasquale, "madre di tutte le veglie", tale silenzio sarà rotto dal canto dell’Alleluia, che annuncia la resurrezione di Cristo e proclama la vittoria della luce sulle tenebre, della vita sulla morte. La Chiesa gioirà nell’incontro con il suo Signore, entrando nel giorno della Pasqua che il Signore inaugura risorgendo dai morti”. [31.3.2010]
 
Celebrazione dell’unico mistero di Cristo
 
Il triduo sacro non è la somma di tre giorni, o di tre celebrazioni, è un mistero unico. È, propriamente parlando, la Pasqua stessa, cioè il mistero di Cristo crocifisso, sepolto e risorto, celebrato in tre momenti che si succedono secondo una logica naturale in tre diverse fasi, che si svolgono nella spazio di tre giorni e che ha il punto culminante nella veglia pasquale. Termina con i vespri della domenica di risurrezione. Non sono giorni autonomi, ma uniti insieme da un legame nativo interiore, così da formare un tutt’ uno assolutamente non separabile.
 
Ognuno di essi richiama l’altro e si apre all’altro, come il fatto della risurrezione suppone quello della morte. Il triduo pasquale, dunque, è la Pasqua vista e celebrata in tutta la sua realtà e totalità: passione-morte-risurrezione di Cristo. Pasqua implica perciò inscindibilmente la passione, la morte e la risurrezione.
Per il credente l’elemento predominante è dato dal fondamento, originario e sempre vivo che è il passaggio dalla penitenza e dal digiuno alla gioia, dalla morte alla vita.

© Riproduzione Riservata