Il primo comandamento del Decalogo
«Io sono il Signore tuo Dio»

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Io sono il Signore tuo Dio non avrai altro dio all'infuori di me

È scritto nel libro dell'Esodo: "Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai”.
 
Il primo è il comandamento del primato di Dio. E’ un invito alla conoscenza di Dio.
Con il primo comandamento Dio chiede il nostro amore filiale.
Tante volte dimentichiamo di rendere culto a Dio. Al contrario dovremmo ricordarcene sempre: mattina e sera, a mezzogiorno, quando lavoriamo e quando riposiamo. Nella salute e nella malattia, nel dolore e nella gioia, nella giovinezza e nella vecchiaia, nella compagnia e nella solitudine, nell'impiego e nello svago. Sempre!
 
Amare Dio come figli suoi comporta:
      Averlo come fine ultimo di tutto ciò che facciamo.
      Compiere la volontà di Dio con le opere.
      Corrispondere al suo amore per noi. Egli ci ha amato per primo, ci ha creati liberi e ci ha fatti suoi figli. Il peccato sta nel rifiutare l’amore di Dio
 
L’amore verso Dio induce a cercare un rapporto personale con Lui nella preghiera. Difficilmente chi non si tiene unito a Dio con costanza e preghiera saprà rimanere libero dagli dèi del mondo!
 
La preghiera si esprime:
      nell’«adorazione che è la disposizione fondamentale dell’uomo che si riconosce creatura davanti al suo Creatore» (Catechismo della Chiesa Cattolica, 2628)
      attraverso il ringraziamento, con cui riconosciamo che tutto ciò che siamo e abbiamo lo abbiamo ricevuto da Lui.
      con la richiesta di perdono per quello che ci separa da Dio (il peccato) e la richiesta di aiuto, per se stessi, per gli altri, per la Chiesa e per l’umanità intera.
 
L'amore di Dio deve essere messo al primo posto perché senza il Signore non siamo nulla e non possiamo far nulla
 
I peccati contro il primo comandamento sono peccati contro le virtù della fede, della speranza e della carità (virtù teologali).
Contro la fede.  È contrario al primo comandamento mettere volontariamente in pericolo la propria fede omettendo i mezzi per custodirla.
Contro la speranza: È contrario a questa virtù porre la speranza della felicità ultima in qualcosa che è al di fuori di Dio. E’ contrario a questa virtù la disperazione della propria salvezza, la presunzione che la misericordia divina perdonerà i peccati senza conversione o senza il ricorso al sacramento della Penitenza (cfr. Catechismo  della Chiesa Cattolica, 2092).
Contro la carità: qualunque peccato è contrario alla carità. E’ contrario al culto a Dio il sacrilegio, la simonia, certe pratiche di superstizione, la magia, ecc., e il satanismo.
È sempre Dio il fine di ogni azione e il senso di ogni fine. Egli sta sempre di fronte a noi! È il nostro Creatore. Il nostro Salvatore. Colui che ci ama. L'origine, il senso e il fine della nostra vita.
 

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