I nostri sacerdoti

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Venerdì, festa del Sacro Cuore di Gesù, abbiamo clelebrato la Giuornata mondiale di prghiera per la la santificazione dei sacerdoti.

 

 

E’ doveroso riflettere sul sacerdozio e sui sacerdoti. Essi sono tanto necessari per chi cerca la verità e il bene, e al contempo strani e fastidiosi per coloro che cercano di soddisfare i propri interessi e i propri bisogni fuori dalla vera fonte. L’affermazione a bisogno di una chiarificazione per non sembrare pretenziosa e discutibile.

Per mezzo della fede noi crediamo che Dio esiste; che Egli è il principio e il fine di tutto e tutti; che Lui è la ragion d'essere e il significato della vita e della morte, delle gioie e delle pene, della salute e della malattia, della la prosperità e delle avversità. Dio, pienamente manifestato in Gesù Cristo, è la Verità e il Bene infinito e la strada per raggiungere la pienezza. Perciò, Dio è l'unico riferimento per coloro che desiderano vivere nella verità e nella bontà, nella giustizia, nell’amore e nella pace. Dimenticare questo significherebbe cadere nell’ateismo o distorcere, consciamente o inconsciamente, la realtà. Con tale riflessione non si intende esprimere alcuna opinione sulle persone, ma di attirare l'attenzione in modo che l'errore o le ombre che spesso sottraggono la luce della verità, non prevalgano su di essa. Un segno privilegiato della vita è la libertà. Nella sua predicazione, Gesù disse: "La verità vi farà liberi" (Gv 8,32). Chi non vive nella verità, mutila la propria libertà, alla quale dovrebbe aspirare in quanto è immagine e somiglianza di Dio.
 
Tornando al tema ai sacerdoti essi sono, per volontà di Dio, coloro che rendono presente il Signore nella proclamazione della Parola di Dio, nella celebrazione dei sacri misteri, nella amministrazione della misericordia infinita di Dio che ci ama infinitamente più di quanto noi amiamo noi stessi. I sacerdoti sono ministri di Cristo per celebrare i sacri misteri nel corso della storia. In questo trova la sua ragion d'essere la Chiesa militante come il popolo di Dio che peregrina in questo mondo lungo la storia. Tant'è vero è stato detto con verità che senza il sacerdozio la Chiesa non potrebbe esistere.
 
E’ l’unico sacerdozio di Cristo che fa la Chiesa. Il sacerdozio di preti e dei vescovi, è partecipazione gratuita dell’unico sacerdozio di Cristo e dono prezioso che Dio fa alla Chiesa, ai cristiani e al mondo. Dio ha scelto i sacerdoti come messaggeri speciali e trasmettitori della sua grazia.
 
Non è facile parlare di preti oggi.
Sono sempre meno e sempre più vecchi.
Certo forse non è il periodo peggiore. La Rivoluzione Francese è stata per l’Europa una catastrofe dal punto di vista anche delle vocazioni sacerdotali.
Ma è pur vero che ogni epoca ha i propri problemi; ma è certo che non sono da disattendere anche gli aspetti positivi.
Papa Benedetto ha dichiarato: “Dio ha bisogno di uomini per farsi presente tra loro, e gli uomini hanno bisogno di sacerdoti, in cui trovare il volto e la misericordia di Dio. «Senza il sacerdozio ministeriale non ci sarebbe né l’Eucarestia né, tanto meno, la missione e la stessa Chiesa».
 
Senza il sacerdote, non ci sarebbe Chiesa. Solo lui può spezzare il pane e versare il vino; solo lui può dire 'Io ti assolvo', dove quel perdono è di Cristo.
Non potremo dimenticare mai la promessa/impegno di Gesù: “Io sarò con voi fino alla fine dei secoli” (Mt 28,20). In queste parole spera e confida la Chiesa.
E oggi come ieri essa è viva. Anche se è naturale la constatazione del fatto che anche nella Chiesa vi è il riflesso di una società invecchiata.
Certamente l’età media dei sacerdoti in generale è alta nelle terre di antica tradizione cristiana: l’Europa specialmente; tuttavia nel resto della Chiesa universale non è così.
E tuttavia non dovremmo adagiarci sui semplici numeri delle fredde statistiche; occorre avere uno sguardo più ampio e ammirare l’esempio della stragrande maggioranza dei sacerdoti che nonostante l’ingravescentem aetatem sono presenti sul fronte del ministero parrocchiale.
 
Quando nella società, i coetanei dei presbiteri godono la meritata pensione, essi, al contrario, continuano con gioia e fervore a rimanere al loro posto quasi sentinelle del mattino.
 
Infatti, sembrano essere fatti di una materia che non si fabbrica più!Quanto bene hanno fatto e fanno i nostri sacerdoti anziani nei villaggi, nei paesi  e nelle città. Essi sono una « biblioteca » di esperienza e di generosità.
 
Ogni volta che uno di essi se ne va è quasi un porre sottoterra un “chicco di grano che morendo, produce molto frutto” (cf. Gv 12,24).
 
L’amato papa emerito Benedetto rivolgendosi ai sacerdoti di Varsavia diceva loro: “Al momento della vostra Ordinazione, mediante il segno liturgico dell'imposizione delle mani, Cristo vi ha preso sotto la sua speciale protezione; voi siete nascosti sotto le sue mani e nel suo Cuore. Immergetevi nel suo amore, e donate a Lui il vostro amore! Quando le vostre mani sono state unte con l'olio, segno dello Spirito Santo, sono state destinate a servire al Signore come le sue mani nel mondo di oggi. Esse non possono più servire all'egoismo, ma devono trasmettere nel mondo la testimonianza del suo amore. La grandezza del sacerdozio di Cristo può incutere timore. Si può essere tentati di esclamare con Pietro: "Signore, allontanati da me che sono un peccatore" (Lc 5, 8), perché facciamo fatica a credere che Cristo abbia chiamato proprio noi. Non avrebbe potuto scegliere qualcun altro, più capace, più santo? Ma Gesù ha fissato con amore proprio ciascuno di noi, e in questo suo sguardo dobbiamo confidare” (25 maggio 2006).
Stiamo vicini ai nostri sacerdoti. Non hanno scelto una via facile.Hanno detto generosamente sì a Cristo Sommo sacerdote tra le insidie e le difficoltà del mondo. Quanto più il popolo fedele saprà essere vicino ai propri sacerdoti, tanto più essi a loro acquisteranno fiducia e saranno sempre più generosi nelle gioie e nelle difficoltà del ministero.

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