Epifania: non sono arrivati i Magi
si è manifestato il Re

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La liturgia eucaristica della festa dell’Epifania è iniziata con queste parole: “È venuto il Signore nostro re: nelle sue mani è il regno, la potenza e la gloria”.
Non sono giunti i Re Magi;, è venuto il Re.
 
La Parola proclamata ci ha detto di Chi i Magi erano in cerca e perché lo cercavano. Si chiedevano, infatti: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo».
 
E’ questo il mistero che abbiamo celebrato; questa è la festa della Chiesa di Gesù Cristo guidata dalla stella della Parola divina. Siamo andati dal Bambino, siamo entrati nella casa e abbiamo visto il Bambino con Maria Sua madre, l’abbiamo riconosciuto, l’abbiamo adorato e abbiamo offerto i nostri doni: l’oro dell’amore, l’incenso della preghiera, la mirra della sofferenza

Entrare nel mistero di questo giorno epifanico significa godere della gioia di ciò che viene manifestato e si contempla: il Re della gloria e della luce: “Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere.”.
 
Il tuo re è la tua luce perché è la tua giustizia: "Perché egli libererà il misero che invoca e il povero che non trova aiuto. Egli avrà pietà del debole e salverà la vita dei miseri".
 
Le nostra vita, come cristiani, imitando i Re Magi, dobbiamo cercare il Re che è nato a Betlemme. Con la Chiesa e la universalità degli uomini e delle donne che professano la fede cattolica e apostolica dobbiamo impegnarci a cercare sempre la Luce del  mondo: Cristo Signore.
In queste feste natalizie abbiamo visto il sole di giustizia che nasce dall'alto: ci siamo inginocchiati per adorare, abbiamo ascoltato per essere illuminati.
Non dimentichiamo quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita”.
Quello che abbiamo veduto e udito dobbiamo ora viverlo nella ferialità della nostra esistenza e annunciarlo con la nostra coerente testimonianza di vita cristiana.
 

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