E' tempo di prima comunione

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E’ tempo di prima Comunione.

Penso con nostalgia alla mia parrocchia di origine, dove la prima Comunione sarà celebrata in questo periodo.

Un momento sacramentale e liturgico che spesso non viene vissuto nel giusto modo. Mentre i fanciulli sono in attesa dei doni che riceveranno, i genitori e gli adulti in genere sembrano avere quale scopo prioritario quello della preparazione della festa esteriore con tutti gli annessi e connessi, ristorante compreso.

 

Sembra essere assolutamente relegato in secondo piano il “dono” più importante, il dono d’amore che vale più di ogni altra cosa che il fanciullo riceverà nella sua Messa di prima comunione: Gesù Figlio di Dio unico Salvatore dell’uomo.

 

Che dono grande!

In un incontro di fanciulli che si preparavano alla loro prima Comunione il papa emerito Benedetto XVI ebbe a dire: “Ricordo bene il giorno della mia prima comunione: era una bella domenica del marzo del 1936 ... Era un giorno di sole la chiesa era molto bella, c’era la musica. Ma al centro dei miei ricordi è che da quel momento ho capito che Gesù è entrato nel mio cuore, mi ha visitato. È un dono di amore che vale più di tutta la vita. Ho capito che da allora è cominciata una nuova tappa della mia vita, ora è importante rimanere fedele a questa comunione. Il Signore mi ha guidato sempre, anche in situazioni difficili. Spero che anche per voi, la prima comunione sia l’inizio di una amicizia per tutta la vita con Gesù, perché andando con Gesù la vita diventa buona”.

 

Oh se i fanciulli comprendessero, se i genitori e gli educatori riuscissero a far loro comprendere ed esserne loro stessi compresi che nella eucarestia Dio viene incontro all’uomo per dirgli il Suo amore, per insegnargli a essere felice, generoso, buono con  tutti, grato e riconoscente, operatore di bene!


E’ solo per amore che Gesù ha dato la vita per noi. Prima di morire sulla croce e risorgere nel giorno di Pasqua, Gesù disse ai suoi discepoli: “Prendete e mangiate: questo è il mio corpo. Prendete e bevete: questo è il mio sangue”. I fanciulli della prima comunione dovrebbero ricordare per sempre queste parole.

Il sacerdote/celebrante le ripeterà anche nella Messa di prima comunione; le ripeterà in nome di Gesù: anzi come se lui fosse in quel momento Gesù. Allora Gesù entrerà in quel pane e quello non sarà più pane ma veramente, realmente, sostanzialmente il Corpo di Cristo. Gesù scenderà davvero in quelle poche gocce di vino e quel vino diventerà veramente, realmente, sostanzialmente il Sangue del Signore sparso per molti in remissione dei peccati.


Anche per molti adulti queste parole hanno perso di senso e di significato. Per questo molti si chiedono: Come può Gesù essere nella piccola particola o nelle poche gocce di sangue?  Io non lo vedo! dicono. E se non lo vediamo, come possiamo crederlo?

 

Nell’incontro sopra ricordato sempre all’amato pontefice emerito Benedetto XVI una bimba aveva detto che lei non aveva mai visto Gesù nell’Eucarestia. Il Papa le rispose: “Sì, non lo vediamo ma ci sono tante cose che non vediamo e che esistono e sono essenziali. Per esempio: non vediamo la nostra ragione e tuttavia abbiamo una ragione; non vediamo la nostra intelligenza e l’abbiamo, non vediamo con una parola la nostra anima e tuttavia esiste e ne vediamo gli effetti perché possiamo parlare, pensare, decidere ... Anche non vediamo per esempio la corrente elettrica e tuttavia vediamo che esiste, vediamo questo microfono come funziona, vediamo le luci. Quindi, con una parola, proprio le cose più profonde, quelle che portano realmente la vita e il mondo, non le vediamo ma possiamo vederne e sentirne gli effetti: per l’elettricità, la corrente non la vediamo ma la luce sì. E così via! Quindi non vediamo il Signore stesso ma vediamo gli effetti così possiamo capire che Gesù è presente e proprio le cose come detto invisibili sono le più profonde, importanti, così andiamo incontro a questo Signore invisibile ma forte, che ci aiuta a vivere bene”.

 

Nella semplicità del padre della Chiesa, Benedetto XVI ha “ricamato” – per così dire – il giorno e il senso della messa di prima comunione. E ha messo in evidenza gli aspetti significativi e importanti. Dove c’è il Signore, tutto cambia; egli si concede a noi come cibo e bevanda per accompagnarci lungo la via  del nostro quotidiano impegno cristiano vissuto con gioia e fiducia nella sua divina provvidenza, pur impegnando tutte le nostre energie e la nostra buona volontà per fare “ bene” il bene.

 

Ricordava un grande Santo ai suoi seguaci: “Fa’ e agisci come se tutto dipendesse da te, sapendo che tutto dipende dal Signore!”

Ma il Signore si serve anche di noi.

La ricordiamo quella celebre preghiera che risale ai primi tempi della vita della Chiesa:

“Cristo non ha mani
ha soltanto le nostre mani
per fare oggi il suo lavoro.

Cristo non ha piedi
ha soltanto i nostri piedi
per guidare gli uomini
sui suoi sentieri.

Cristo non ha labbra
ha soltanto le nostre labbra
per raccontare di sé agli uomini di oggi”.

 

Nel giorno della Prima Comunione sono spesso assalito da una profonda nostalgia e mi domando: per quanto tempo continuerà questo incontro d’amore tra i fanciulli e Gesù?

 

Ai genitori, ai catechisti, agli adulti delle Comunità parrocchiali vorrei rivolgere la richiesta pressante di continuare a seguire i fanciulli invitandoli a incontrarsi con Gesù nelle Messa domenicale - Pasqua settimanale della Chiesa – quando si riunisce la famiglia dei figli di Dio.

 

Inoltre: è fondamentale che i fanciulli non ritengano conclusa la loro catechesi. Essa è permanente! E nell’immediato dovrà accompagnare e orientare fanciulli e fanciulle al Sacramento della Confermazione o Cresima. Continuerà poi, con differenti caratteristiche trasformandosi in educazione permanente della fede, nel corso dell’età matura. Il tutto teso a “conoscere, amare, servire Dio in questa vita e goderlo poi nell’eternità beata”.

 

I fanciulli saranno così educati e aiutati a “parlare” con Gesù, anche perché Gesù desidera molto “parlare” con essi.

Questo dialogo avviene soprattutto nella preghiera. La preghiera è l’occasione propizia per lodare, benedire, ringraziare il Buon Dio e raccontare a Lui tutti i nostri problemi.

Ai fanciulli non devono essere defraudati di questo singolare momento.

I genitori diano l’esempio; i nonni insegnino ai nipotini le formule delle preghiere. Non si può pretendere che i fanciulli siano sempre capaci di elevare a Dio una preghiera spontanea, per cui le formule possono opportunamente facilitare la elevazione della loro mente a Dio.

Al mattino e alla sera, pertanto, i fanciulli recitino quella semplice e stupenda preghiera: “Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte. Ti offro le azioni della giornata, fa che siano tutte secondo la tua santa volontà per la maggior gloria tua. Preservami dal peccato e da ogni male. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen”.

 

La recita del Padre nostro, dell’Ave Maria del Gloria e dell’Angelo di Dio, introdurranno i fanciulli nel riposo sereno della notte e successivamente nell’impegno del nuovo giorno.

 

Se queste sono tappe che dovranno segnare permanentemente la vita di ogni cristiano, i fanciulli che ricevono quest’anno la prima comunione siano invitati a celebrare la festa prossima del “Corpus Domini” , partecipando alla Santa Messa e alla processione che seguirà lungo le vie della parrocchia. E’ una festa molto importante e una tappa che sigla la continuità con il momento della prima comunione, cosicché tutto intorno al fanciullo continui a parlare di Gesù.

 

Nessuno osi assumersi la terribile responsabilità di fa cadere nell’oblio un momento che dovrà segnare la vita di ogni cristiano! 

 

La fede non è fatta di momenti transeunti!

La fede è uno stile di vita: è una fiducia assoluta in Dio, il Dio che ha voluto parlare all'uomo mediante le Sacre Scritture, e rivelarsi in Gesù Cristo; un Dio che ama, che ha dimostrato il suo amore col dono di ciò che aveva di più prezioso: il suo Figlio diletto. Egli ci ha amati mentre ancora noi non Lo amavamo, e ha offerto la propria vita per chiunque mette tutta la propria fiducia in Lui.