Cristo Re e Signore della storia

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La solennità di Cristo re dell’Universo - che celebreremo domenica prossima - segna la conclusione dell’anno liturgico.
La liturgia della festa presenta Cristo come centro del cosmo e della storia: Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine.
Il Concilio Vaticano II esprime magnificamente il senso della festa in un testo suggestivo della Costituzione Gaudium et Spes: “Il Signore è il fine della storia umana, «il punto focale dei desideri della storia e della civiltà», il centro del genere umano, la gioia d'ogni cuore, la pienezza delle loro aspirazioni” (GS 45).

Il vangelo narrato da Giovanni riferisce del processo a Gesù davanti a Ponzio Pilato, rappresentante dell’autorità imperiale romana. Gesù, interrogato, confessa: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

Re misterioso. La confessione di Gesù spiega le possibili interpretazioni del Re e del Regno. La regalità di Gesù si identifica con la sua persona e non con un “sistema”; il suo Regno non è di questo mondo.
La testimonianza della verità è il sigillo della identità del regno di Cristo. E’ lui, al tempo stesso, il Regno e la Verità. il Regno.
Il suo è regno di servizio non di potere, di umiltà non di successo; di povertà, non di ricchezza.

Il prefazio della messa della solennità offre la chiave di interpretazione di questa misteriosa regalità di Cristo: “Tu con olio di esultanza hai consacrato Sacerdote eterno e Re dell’universo il tuo unico Figlio, Gesù Cristo nostro Signore. Egli, sacrificando se stesso immacolata vittima di pace sull’altare della Croce, operò il mistero dell’umana redenzione; assoggettate al suo potere tutte le creature, offrì alla tua maestà infinita il regno eterno e universale: regno di verità e di vita, regno di santità e di grazia, regno di giustizia, di amore e di pace”.

Signore, venga il tuo regno!
In questa domanda della preghiera del Padre nostro esprimiamo la tensione escatologica del tempo presente; cioè, speriamo e chiediamo al Padre che stabilisca il suo Regno per mezzo del ritorno finale del suo Figlio Cristo Gesù.
Questa domanda, tuttavia, non distoglie né la Chiesa, né i cristiani dalla propria missione nel mondo; anzi sollecita e impegna tutti alla trasformazione del mondo. Come afferma il Concilio nella Costituzione citata: “Chi segue fedelmente Cristo cerca anzitutto il regno di Dio e vi trova un più valido e puro amore per aiutare i suoi fratelli e per realizzare, con l'ispirazione della carità, le opere della giustizia” (GS 72).

 

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