Avvento è tempo di preparazione

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Il santo tempo di Avvento è tempo di preparazione per fare degna memoria della prima venuta del Salvatore nel mistero della Natività e proiettare la nostra preparazione alla seconda venuta del Signore quando egli “ci chiamerà a possedere il regno promesso che ora osiamo sperare vigilanti nell’attesa”.
I testi della Liturgia – letture, orazioni, antifone, inni – ci introducono gradualmente nella festa del Natale del Signore, poiché essa costituisca un avvenimento personale e comunitario di primo ordine.
 
Una maniera assai appropriata per preparare la Natività e celebrare l’Avvento è quella di seguire i testi della celebrazione eucaristica e della Liturgia delle Ore. In questo modo potremo essere in comunione con tutta la Chiesa che spera, anela e invoca la venuta del suo Signore e si prepara spiritualmente per riceverlo.
 
Pronunciando, pregando e meditando i testi della sacra Scrittura,  dei Santi Padri e della Liturgia potremo identificarci altresì con i credenti del Testamento Antico. Credettero, sperarono, anelarono la venuta del Messia e anche se non lo conobbero - a eccezione di pochi contemporanei, tra cui la Vergine Maria che lo ha dato alla luce, Giuseppe, il padre creduto e Giovanni il Battista - la sola speranza della sua venuta e la supplica anelante mantennero in essi quella tensione religiosa che procurò loro una grande gioia.
 
Noi tutti siamo dei privilegiati rispetto ai Patriarchi e ai Profeti “che desiderarono vedere ciò che noi vediamo, ma non lo videro e udire ciò che noi udiamo, ma non lo udirono” (cf  10,24).
 
Infatti, noi vediamo per mezzo della fede le grandi opere di Dio e le sperimentiamo per mezzo dell’azione dello Spirito Santo.
Noi conosciamo la presenza salvatrice del Signore, che è venuto a salvarci e alla quale abbiamo accesso nella celebrazione liturgica, nella preghiera e nella pratica dei sacramenti.
 
Nei prossimi giorni molti, in modi differenti, prepareranno il Natale: la dimensione sociale della festa ha le sue esigenze.
 
Tuttavia quello che soprattutto e maggiormente deve interessare ai credenti  è l’aspetto spirituale della celebrazione personale e comunitaria del grande avvenimento qual è la memoria della prima venuta del Signore, il Salvatore nostro.
 
Per questo il tempo dell’Avvento offre a noi una eccellente opportunità in cui:
   intensificare il nostro rapporto con il Signore;
   ritagliare più tempo per la nostra preghiera individuale e comunitaria (la preghiera in famiglia!);
   ri-apprezzare e ri-avvalorare la pratica dei sacramenti, soprattutto della Riconciliazione e della Eucarestia;
   riscoprire la partecipazione alla Santa Messa feriale per accompagnare la Vergine Santa nella sua attesa di dare al mondo il Salvatore;
   riscaldare “un cuore che veda” le necessità dei nostri fratelli, soprattutto di coloro che versano in situazioni di sofferenza e di povertà.
 
Con questa preparazione sarà più facile celebrare la Natività in modo autentico. E’ una festa/memoria troppo importante per improvvisarne la sua celebrazione!
La preoccupazione per la preparazione “esterna” della festività natalizie, ormai convenzionali purché segnate dalla sobrietà, non ci distolga e non ci sottragga il tempo di cui abbiamo bisogno e che ci viene offerto per “andare con le buone opere al tuo Cristo che viene”.