Il Testamento vitale o biologico

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Le norme che regoleranno il fine vita approdano nell'aula del Senato della Repubblica  per l’inizio della discussione generale. I termini recano con sé degli orientamenti specifici, precisi, filosofici e giuridici, etici e morali. Solo per un approccio ai termini più ricorrenti desidero offrire, a mero titolo orientativo, alcune considerazioni.

      L'eutanasia si propone di porre fine a una situazione di sofferenza tanto fisica quanto psichica non più tollerabile da parte del malato; ovviamente questo presuppone che non esista trattamento terapeutico che possa, anche temporaneamente, offrire sollievo.
    L'eutanasia attiva consiste nel determinare o accelerare la morte mediante il diretto intervento del medico, utilizzando farmaci letali.
  L’eutanasia passiva determina la morte del malato attraverso la sospensione dei farmaci, o l'astensione del medico dal compiere degli interventi che potrebbero prolungare la vita stessa.
   Il suicidio assistito indica l'atto mediante il quale un malato si procura una rapida morte grazie all'assistenza del medico: questi prescrive i farmaci necessari al suicidio su esplicita richiesta del paziente, e lo consiglia riguardo alle modalità di assunzione. In tal caso viene a mancare l'atto diretto del medico che somministra in vena i farmaci al malato.
    L’accanimento terapeutico consiste nell'applicazione di tecniche mediche che prevedono l'uso di macchinari e farmaci al fine di sostenere artificialmente le funzioni vitali di individui affetti da patologie gravi e tali da determinare la loro morte in assenza dell'impiego di tali tecniche. Ancora si può dire che per accanimento terapeutico si deve intendere l’ostinazione “futile” a proseguire terapie, che si sono dimostrate inutili o sproporzionatamente gravose per il malato, per il fatto che non migliorano la sua condizione né impediscono la morte per un tempo ragionevole, ma solo prolungano di qualche tempo la vita, imponendo all’ammalato gravi sofferenze.
 
Due riferimenti laici da considerare. L’articolo 32 della Costituzione ricorda: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
L’articolo 2 della medesima Carta Costituzionale sostiene: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.
In questo contesto non entro volutamente nel merito specifico e proprio della morale cattolica.
Nello spirito della Carta costituzionale ma anche dei principi etici mi permetto di offrire il progetto del seguente:
 
 
TESTAMENTO VITALE
 
         Alla mia famiglia,
         Al mio medico di famiglia, dott. ....
          Al mio parroco, don .....
          Al notaio, dott ....

Se dovesse giungere per me il momento in cui non potrò esprimere la mia volontà in merito ai trattamenti sanitari che si dovessero rendere necessari, desidero e chiedo che questa Dichiarazione sia considerata come espressione formale della mia volontà, assunta in modo cosciente, libero e responsabile e che sia rispettata avendo essa valore di mio personale testamento.
 
Ho considerato e considero la vita come vero dono e benedizione di Dio pur ritenendo che essa non sia il valore supremo assoluto. So che morte è inevitabile e pone fine alla mia esistenza terrena; tuttavia, nella fede, credo che con la morte la vita non è tolta ma trasformata e mi è aperta la via della vita eterna, accanto alla Santa e Beata Trinità, alla Vergine Maria e a tutti i Santi.
 
Per questo, io sottoscritto …………………….., se a causa della mia infermità dovessi giungere a una situazione clinica irrecuperabile e irreversibile chiedo che non mi si mantenga in vita con trattamenti sproporzionati o straordinari; che non mi si applichi l’eutanasia attiva, né che mi si prolunghi abusivamente e irrazionalmente il processo naturale di morte. Chiedo che mi si siano somministrati adeguati trattamenti al fine di alleviare il più possibile le sofferenze.
 
Chiedo ugualmente di essere aiutato ad andare incontro cristianamente e umanamente alla morte. Desidero potermi preparare per questo appuntamento finale della mia esistenza, in pace, assistito possibilmente dai miei cari e dal conforto della fede cristiana.
 
Sottoscrivo questa dichiarazione dopo matura riflessione e chiedo a coloro che ne sono in possesso di rispettare ad litteram la mia volontà.
 
Sono cosciente di chiedere una grande e difficile responsabilità. E proprio per condividerla con chi ne porta il peso e anche al fine di attenuare un eventuale senso di colpa ho redatto questa dichiarazione che responsabilmente sottoscrivo.
 
Data e Firma
 
 
Evidentemente vi saranno – come già esistono – altri modelli di testamento biologico o vitale. Essi conterranno valenze laiche o religiose. L’importante è il contenuto: l’esclusione di ogni forma di eutanasia e l’esclusione di ogni accanimento terapeutico e di trattamenti terapeutici sproporzionati.