Innamoramento e amore
scuola di vita e tempo di grazia
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Nel giorno di San Valentino, che una tradizione probabilmente non documentata vuole dedicato agli innamorati,
desidero associarmi a quanti stanno riflettendo sul loro amore.
Lo farò dal punto di vista di un pastore, il cui contesto è quello sacramentale.
Ma mi auguro che anche altri ne possano trarre qualche beneficio
Ogni vocazione richiede una adeguata preparazione. Come c'e un cammino di fede per le vocazioni di speciale consacrazione, cosi è richiesto un differente, ma specifico cammino di fede e di amore per coloro che si avviano al matrimonio e alla vita di famiglia.
« E’ necessario passare a iniziative che valorizzino il tempo del fidanzamento. Questa stagione delta vita - andata in silenzio in questi ultimi anni - va riscoperta e ripresentata come un importante tirocinio della coppia di fidanzati nella maturazione spirituale del rapporto affettivo. E anche una prima chiarificazione nel discernimento della chiamata personale a sposare quella persona. E’ una decisione che lascia spazio a ulteriori verifiche in ordine al consenso per il patto nuziale. II fidanzamento si presenta pertanto come un tempo di grazia che - se anche non può dirsi sacramentale - trae forza dal battesimo e dalla stessa vocazione coniugale che attende di essere concretizzata. E’ un tempo di formazione caratterizzato da una propria spiritualità. E’ un tempo, infine, di testimonianza e azione ecclesiale, con le caratteristiche di una specifica solidarietà » (PFMF 1).
Occorre rilanciare il tempo del fidanzamento anche per responsabilizzare i giovani nei confronti degli impegni che essi vanno ad assumere. Diversamente i ragazzi sarebbero portati a vivere come in zona franca senza pagare dazio a nessuno. Non sono fidanzati, non sono sposati con la conseguente mancanza più totale di assunzione di impegno sia nei confronti delle leggi del Signore e della Chiesa.
Un siffatto modo di vivere e fortemente diseducativo. Esso insinua atteggiamenti talvolta superficiali, leggeri, quando non addirittura irriverenti verso l’'istituto e il sacramento del matrimonio. Il passo verso la convivenza diventa fatale, e giustificato come "naturale" sorretto dal convincimento letale: stiamo insieme "fin che dura"!
Molto spesso si affronta il matrimonio con molta leggerezza, senza la dovuta preparazione psicologica, spirituale, religiosa, riducendone cosi la res sacra e solenne alla condizione di esperimenti avvilenti, di avventure rischiose, quando non sia di paurosi naufragi. Il punto centrale della questione appare proprio essere quello del rilassamento della coscienza morale, che va riavvalorata con l'annuncio catechistico, con l'insegnamento e con l'esempio.
Si tratta di una imprescindibile necessita di un forte richiamo alla preminenza dei valori morali. La formazione della coscienza esige un armonioso equilibrio tra natura e grazia. La coscienza, infatti, esige rettitudine ed equilibrio, sanità di valutazione e chiarezza di impostazioni, forza di decisione e adamantina schiettezza, che davanti alle leggi della vita - che e sacra - rifugge da ogni compromesso, da ogni bassezza, da ogni meschinità.
Occorre perciò dare vigore al tempo del fidanzamento offrendo ai giovani e ai fidanzati quella preparazione morale e spirituale che dia loro coscienza, luce, speranza e vigore per la sanità dell'amore e per la saldezza e la vera felicita della vita coniugale e familiare. Essere fidanzati vuol dire avere un progetto da proporre e da mettere insieme. Si tratta, allora di far assumere responsabilità, gradualmente, ma in maniera perseverante. Sembra urgente rilanciare la responsabilità del dichiarare i propri sentimenti, la responsabilità di orientare la vita di un altro/a con la propria proposta.
II servo di Abramo va a cercare Rebecca; a prima vista si entusiasma, ma poi si ferma; si pone in silenzio e, in ginocchio, prega: «Dio fammi capire se ho preso un abbaglio o e veramente lei».
Educare i giovani a mettersi davanti a Dio prima di dire «sono il tuo ragazzo, sono la tua ragazza» e nient'altro che il preludio a quel momento di silenzio che precederà - nei giorno del matrimonio - la dichiarazione: «Io accolgo te come mia sposa, come mio sposo e prometto... ».
« La preparazione generale al sacramento del matrimonio e da inserirsi nella più vasta catechesi vocazionale. Ogni battezzato, infatti, e chiamato da Dio a partecipare alla missione universale della Chiesa di cui egli e membro. I molteplici ministeri e doni che il Signore assegna a ciascuno in mezzo al suo popolo esprimono l'appello specifico e personale del suo amore per la realizzazione multiforme e convergente di quell'unica missione. Solo entro questo contesto potrà essere compresa come vocazione la scelta della vita di coloro che Dio chiama a servirlo nei matrimonio » (ESM 66).
Il lavoro da compiersi nella valorizzazione del tempo del fidanzamento e ancora vasto e impegnativo. Nell'ottica della vocazione poi, sembra tutto da riscoprire. Occorre, infatti, concepire il tempo del fidanzamento come tempo di iniziazione cristiana al sacramento del matrimonio.
La prima e fondamentale verità di cui corroborate l’azione pastorale con i giovani e i fidanzati sembra essere questa: il discernimento della eventuale vocazione al matrimonio e un momento di vita della Chiesa. I fidanzati, tramite il loro itinerario vocazionale si inseriscono più profondamente nel mistero della Chiesa e prendono parte alla sua vita e alla sua missione in forma più cosciente e deliberata.
La stessa esperienza d'amore - propria del fidanzamento - aiuta a una più penetrante comprensione del mistero della Chiesa, oggetto d'amore da parte di Dio, in Cristo.
Una tale maturazione ecclesiale e connessa non solo al conoscere nella fede il valore della vita e della missione della Chiesa, ma anche nel prendere parte alla sua missione di salvezza. In questo orizzonte la pastorale vocazionale prematrimoniale si qualifica come pastorale di evangelizzazione, in cui l’elemento principe - all'interno di questo itinerario - è la Parola di Dio. Solo la Parola di Dio rivela la chiamata e il valore cristiano del matrimonio, come imitazione e partecipazione dell'amore sponsale di Cristo per la Chiesa.
« La Chiesa, infatti, e chiamata ad adempiere la sua originale missione, che e quella di suscitare la fede, annunciando la Parola di Dio. Solo alla luce di quella Parola e possibile conoscere e accogliere nella fede la novità cristiana dell'esistenza coniugale e la vera natura del matrimonio, come immagine e riproduzione dell'amore di Cristo per la sua Chiesa » (ESM 69).
Si tratta di una vera e propria scuola di vita e di fede, che - confortata e sostenuta dalla grazia dell'eucaristia e della riconciliazione, oltreché dalla preghiera personale e di coppia - costituirà il clima soprannaturale della preparazione all'evento di culto e di salvezza celebrate nel sacramento.
«Nel sacramento della conversione e della riconciliazione i fidanzati troveranno la grazia per purificare il loro vicendevole amore, tentato dall'egoismo e, a volte, ferito dal peccato. L'eucaristia poi offrirà ad essi il modello e la fonte di un'unica comunione spirituale ed ecclesiale e li renderà disponibili alla piena donazione sacrificale del matrimonio» (ESM 73).
Come ogni scuola anche l'itinerario ecclesiale di iniziazione cristiana al sacramento del matrimonio esige una certa quantità di tempo; non potrà quindi attuarsi prescindendo da una serie di tappe. Occorrerà quindi creare le dilazioni necessarie per permettere all’avvenimento sacramentale di trovare le garanzie richieste per la sua realizzazione progressiva e profonda.
Dal Catechismo della Chiesa Cattolica
PREPARAZIONE AL MATRIMONIO
1632 Perché il « si » degli sposi sia atto libero e responsabile e l'alleanza matrimoniale abbia delle basi umane e cristiane solide e durature, la preparazione al matrimonio e di fondamentale importanza.
L'esempio e l'insegnamento dati dai genitori e dalle famiglie restano il cammino privilegiato di questa preparazione.
Il ruolo dei pastori e della comunità cristiana, come « famiglia di Dio », e indispensabile per la trasmissione dei valori umani e cristiani del matrimonio e della famiglia (cf Codice di Diritto Canonico, 1063), tanto più che nel nostro tempo molti
giovani conoscono l'esperienza di focolari distrutti che non assicurano più sufficientemente questa iniziazione.
I giovani devono essere adeguatamente e tempestivamente istruiti, soprattutto in seno alla propria famiglia, sulla dignità dell'amore coniugale, sulla sua funzione e le sue espressioni; cosi che, formati nella stima della castità, possano ad età conveniente passare da un onesto fidanzamento alle nozze (Gaudiumet spes, 49).
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