Unità dei cristiani
“Perché il mondo creda”

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Ogni anno la Chiesa, evocando la preghiera di Gesù al Padre che per i suoi discepoli ha chiesto che “tutti siano una sola, come tu, Padre, sei in me e io in te ... perché il mondo creda” (Gv 17, 21), ricorda il significato e la necessità di pregare per l'unità dei cristiani, divisi in differenti confessioni religiose. «La disunione - dice Papa Francesco - è una ferita nel corpo della Chiesa di Cristo. E non vogliamo che quella ferita rimanga».
 
Questa settimana mette sempre davanti ai nostri occhi una triste realtà, davanti alla quale non possiamo rispondere con indifferenza e distacco. Al contrario, deve essere uno stimolo per conoscere meglio i cristiani di altre fedi e per riconoscere i valori evangelici che essi realizzano con sincerità e onestà. Deve essere, altresì, un'occasione per farci avvertire il dolore della separazione e lo scandalo che questo implica per la nostra testimonianza in una società multiculturale e multi religiosa. E, soprattutto, deve suscitare in noi l'urgenza dell'unità e della piena comunione, per compiere la missione che il Signore ha affidato alla sua Chiesa, "perché il mondo creda", per rendere credibile il Vangelo della riconciliazione, della pace, della giustizia e dell’unione del genere umano.
 
Questa celebrazione costituisce una delle espressioni più antiche e genuine dell'ecumenismo di oggi. Già più di un secolo fa, nel 1908, il sacerdote anglicano Paul Watson ha proposto queste date poiché ben si situavano tra due celebrazioni liturgiche assai significative: 18 gennaio, la Cattedra di San Pietro [nel Martirologio geronimiano sono indicati due giorni di festa dedicati alla cattedra di san Pietro apostolo: il 18 gennaio e il 22 febbraio], e il 25 gennaio, la conversione di San Paolo. Il riferimento ai due grandi apostoli offre la cornice per l'incontro e la riconciliazione tra tutti coloro che confessano Gesù Cristo come Figlio di Dio e Salvatore. L'originalità e la particolarità di questa iniziativa di preghiera si radicano nella adesione e partecipazione della maggior parte delle confessioni cristiane.
 
E’ da dire, tuttavia che l'atteggiamento ecumenico richiede da noi una maggiore sensibilità verso i problemi e le difficoltà che investono altri gruppi cristiani. In modo particolare in questo momento storico non possiamo dimenticare il dramma che stanno soffrendo molti cristiani, cattolici e ortodossi in alcuni paesi del Medio Oriente, che sperimentano direttamente la persecuzione e persino la minaccia della scomparsa.
 
Preghiamo davvero per l'unità visibile di tutti i cristiani! In un mondo diviso, in cui i cristiani sono talvolta complici, pregare insieme è un gesto significativo e potente che crea unità e conduce a un impegno comune per trasformare il mondo. Non dimenticando mai che potremo essere testimoni significativi ed efficaci di unità quando noi stessi per primi ci convertiremo, ci riconcilieremo e susciteremo un dinamismo fecondo a favore della riconciliazione e dell'unità di tutto il genere umano.
 
L'unità è data da Gesù Cristo. E a Lui la chiediamo con intensità speciale. Che lo Spirito ci sospinga a far si che questa unità e questa comunione inizino a diventare visibili nelle nostre vite personali e nelle nostre comunità cristiane.
 
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