Una fede viva

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A ben osservare la vita degli uomini e delle donne, non è difficile constatare che il desiderio di Dio è scritto nei loro cuori, poiché l’essere umano è stato creato da Dio e per Dio. Lo afferma espressamente il Catechismo della Chiesa Cattolica quando scrive: “Il desiderio di Dio è inscritto nel cuore dell'uomo, perché l'uomo è stato creato da Dio e per Dio; e Dio non cessa di attirare a sé l'uomo e soltanto in Dio l'uomo troverà la verità e la felicità che cerca senza posa” (27)

Sì: solo in Dio l’uomo potrà incontrare la verità e la felicità.

L’aveva sperimenta S. Agostino che non ne fece mistero dopo la sua conversione: “Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore non troverà pace se non in te”.

 

Credere vuol dire fidarsi di Dio. Non lo vediamo: eppure ci fidiamo di Lui, ci affidiamo a Lui, confidiamo in Lui. E ciò non osta con la ragione.

Diceva Pascal: “E’ molto debole la ragione di chi non sa comprendere che vi sono cose che superano la ragione”.

E Chesterton: “Là dove si sono perse le ragioni del credere, si è persa la ragione stessa”.

E C.S. Lewis ammetteva: “Se non si crede in Dio si è costretti a credere in qualche altra cosa”.

 

Quante testimonianza in al senso ci sono state offerte da numerosi scienziati e uomini di cultura e di ricerca, che in tutte le epoche hanno smontato le false contraddizioni tra scienza e fede.

 

A volte può sembrare che credere non sia facile; che la ragione possa trovare “ragioni” che rendono difficile credere.

La fede è la virtù teologale per la quale crediamo in Dio e in tutto quello che Lui ha detto e rivelato e la Santa Chiesa ci propone a credere poiché Dio è la stessa verità.

Ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica: “La fede è un'adesione personale di tutto l'uomo a Dio che si rivela... « Credere » ha perciò un duplice riferimento: alla persona e alla verità; alla verità per la fiducia che si accorda alla persona che l'afferma”. (176,177)

 

Per mezzo della fede l’uomo si fida, si affida e confida totalmente in Dio. E così il credente si impegna a conoscere e compiere la volontà di Dio.

Non dobbiamo, inoltre, dimenticare che la fede prima di tutto è dono di Dio. Per credere, senza dubbio occorre volere, occorre la libertà; ma non sono sufficienti queste condizioni: necessarie ma non sufficienti.

La fede occorre chiederla a Dio, accostarsi a Lui con umile fiducia. Sono molti coloro che cercano di incontrare Dio pur ammettendo di non avere fede e per questo sentendosi un poco emarginati.

Questi fratelli e sorelle dovrebbero continuare a cercarLo nella certezza che Dio passerà accanto a loro prima o poi. Egli è un Padre buono e non rimarrà sordo nei confronti di coloro che Lo cercano con cuore sincero.

 

Il discepolo di Cristo non deve solamente custodire la fede e vivere di essa, ma deve anche professarla, testimoniarla, difenderla e diffonderla.

Tutti dobbiamo essere preparati e pronti a confessare Cristo davanti agli uomini e a seguirlo lungo il cammino della croce fino all’alba radiosa della Pasqua di Risurrezione.

 

Il servizio e la testimonianza della fede sono indispensabili in ordine alla salvezza: “Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io riconoscerò lui davanti al Padre mio che è nei cieli. Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io rinnegherò lui davanti al Padre mio che è nei cieli”. (Mt 10, 32-33)

E Giacomo ricorda: “A che serve, fratelli miei, se uno dice di aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo?.... Come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta”. (Gc 2, 14.26).

 

Con gli apostoli preghiamo anche noi il Signore dicendogli:  «Aumenta la nostra fede!» (Lc 17,6)