Trasfigurazione: vivere con Gesù, affidàti alla sua Parola

<< Torna indietro


Il centro di questo racconto, tradizionalmente chiamato la «trasfigurazione di Gesù», lo occupa una voce proveniente da una «nube luminosa», simbolo che nella Bibbia è usato per evocare la sempre misteriosa presenza di Dio che si manifestava al suo popolo e, allo stesso tempo, rimaneva occultato.

 

La «voce dalla nube» disse: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». I discepoli non avrebbero mai dovuto confondere Gesù con nessuno, nemmeno con Mosè o Elia, rappresentanti e testimoni del Vecchio Testamento, apparsi accanto a Gesù e «conversavano con lui». Solo Gesù è il Figlio prediletto di Dio, il cui «volto brillò come il sole».

Pietro chiamando Gesù “Kýrios, Signore”, mostrò nuovamente la sua fede e affermò che era una cosa bellissima quella che stanno vivendo. Per questo eli avrebbe voluto fare tre capanne, per Gesù, per Mosè e per Elia, in modo che la storia si arrestasse nell’ora della manifestazione della gloria.


Ma la voce aggiunse un perentorio: «Ascoltatelo». In altri tempi Dio aveva rivelato la sua volontà attraverso i «dieci comandamenti», o le «dieci parole» della Legge. Ora la volontà di Dio si riassume e si concretizza in un solo comando: ascoltare Gesù. L’ascolto stabilirà il vero rapporto tra Gesù e i suoi discepoli di ieri, di oggi e di domani.


All’udire le parole del Padre «i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore». Essi, infatti, furono sopraffatti da quell'esperienza tanto vicina di Dio. Allora Gesù si avvicinò a loro, «li toccò» e disse: «Alzatevi e non temete».

 

Anche a noi, ogni volta che ascolteremo Gesù nel silenzio del nostro cuore, egli rivolgerà le stesse parole: «Alzatevi e non temete».

Molte persone conoscono Gesù solo per sentito dire. Il suo nome è forse familiare, ma in verità quello che sanno di Gesù Cristo non va oltre alcuni ricordi e impressioni dell'infanzia. Benché si ostinino a chiamarsi cristiani in realtà vivono senza ascoltare e senza mettere in pratica la Parola di Gesù. E senza questa esperienza di vita intima con Lui non è possibile conoscere né la sua inconfondibile pace, né la forza per incoraggiare e sostenere la nostra vita.


Quando un credente si ferma ad ascoltare Gesù nel silenzio del cuore e del sacrario della propria coscienza inevitabilmente gli giungono chiare e incontrovertibili le parole di Gesù: Non avere paura. Abbandònati con fiducia e confidenza al mistero di Dio. Anche la tua poca fede è sufficiente. Non preoccuparti. Se mi ascolterai scoprirai che l'amore e la tenerezza di Dio sono sempre indulgenti. E, se crederai questo, la tua vita cambierà. E conoscerai la pace del cuore.

 

Nel libro dell'Apocalisse si legge così: «Ecco, io sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui».

Gesù bussa alla porta di tutti. Tutti noi siamo in grado di aprire la porta o respingerla. Ma non è lo stesso vivere con Gesù e affidàti alla sua Parola che vivere senza di Lui e non orientati dalla sua Parola che è lampada per i nostri passi luce e sul nostro cammino (cfr. Sal 118 [119], 105).