Recitiamo il Rosario!

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Ottobre è il mese del Rosario. Il Rosario è una preghiera semplice e anche molto ricca di contenuti. E' alla portata di tutti, compresi i bambini e coloro che non sanno pregare. Il Rosario è una sintesi del Vangelo in forma di preghiera, con un incredibile valore catechistico e di iniziazione cristiana. E' la preghiera dei poveri e degli umili; non ha bisogno di mezzi speciali per farlo. Si può pregare ovunque, in qualsiasi momento, con un piccolo strumento nelle mani, o solo la memoria. Nelle ultime apparizioni della Vergine, la Madonna ha sempre invitato a recitare il Rosario (Lourdes, Fatima, ecc.) Il Rosario è diventata una forte leva di preghiera universale alla portata di tutti.

Si tratta di una preghiera che ha Gesù Cristo come centro. Gesù e Maria sono sempre insieme, anche nel rosario. "Benedetto il frutto del tuo seno, Gesù ...", ripetiamo molte volte recitando l'Ave Maria. Ed è una preghiera trinitaria, poiché ogni mistero inizia con il Padre nostro e si conclude con il "Gloria al Padre e del Figlio e dello Spirito Santo". I misteri che contempliamo sono misteri della vita di Gesù, contemplati dal Cuore Immacolato di Maria, Madre di Dio e Madre nostra. La Vergine diventa quasi un punto di osservazione da cui "guardare" Cristo in varie scene della sua vita umana, terrena e celeste. Lei ci insegna il suo Figlio Gesù dal di dentro, concedendoci di partecipare dei sentimenti di ogni scena evangelica. Il Rosario diventa così un Vangelo vivente e vissuto, meditato nel cuore e capace di ispirare le azioni migliori della nostra vita. E in tutta questo processo devozionale, Maria è l'educatrice, la catechista, la madre.

Il Rosario è preghiera contemplativa. La ripetizione dell'Ave Maria fa si che il Rosario sia la “preghiera del cuore", che tra gli orientali costituisce il cibo di ogni preghiera contemplativa. Le parole servono di supporto, ma passano in secondo piano e si stabilisce una corrente d’amore per Gesù e Maria, che riempie il cuore di colui che prega, nel sentirsi amato in ciascuno dei misteri contemplati. La contemplazione fissa gli occhi dell’anima nel mistero corrispondente e mentre si ripetono le parole dell’Angelo la mente e il cuore sono catturati da qualche aspetto del mistero contemplato.

Nel mio ministero sacerdotale ho incontrato giovani e adulti che desideravano recitare il Rosario, ma non sapevano come fare. Ho messo un Rosario tra le loro mani e li ho invitati a recitare un mistero (10 Ave Maria) in momenti diversi della giornata, e solo dopo aver iniziato a gustare questa splendida “preghiera del cuore”, avrebbero dovuto recitare il Rosario intero (50 Ave Maria). I risultati sono stati notevoli in molti casi. In un mondo dove Dio è assente e nel quale si fa di tutto per eliminare ogni traccia di Dio, possiamo iniziarci alla preghiera attraverso la recita del Santo Rosario individualmente o collettivamente. Nella biografia di Giovanni Paolo II si legge che i gruppi del Rosario sono stati il sostegno della sua fede e di quella dei suoi contemporanei in situazioni di vera e propria persecuzione.

Quante famiglie hanno recitato il Rosario in famiglia e hanno sperimentato nel proprio focolare che famiglia che prega unita, resta unita. Oggi è tutto più difficile, soprattutto se il televisore è stato intronizzato al centro della famiglia, diventando un elemento che isola e una forza centrifuga che disintegra.

Nel corso del ventesimo secolo, la preghiera del Rosario ha sostenuto la fede di Popoli e Nazioni che si sono trovate sotto il giogo dell’ateismo sovietico. Nessuna meraviglia che la Vergine di Fatima abbia chiesto ai tre pastorelli di recitare il Rosario e di fare penitenza. Un messaggio che  è anche in grado di abbattere tanti muri che ci separano da Dio e dagli uomini.

Ottobre, mese del Rosario. Una espressione che non è passata di moda, ma che è accessibile a tutti per ri-dare-al-cuore-cuore (ri-cor-dare) le parole e la vita di Gesù, come Maria, che "serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore" (Lc 2,19).