Quella sera del giovedì santo

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La solennità del Giovedì Santo ci conduce virtualmente nel Cenacolo dove Gesù ha celebrato l’ultima cena con i suoi discepoli prima della sua passione, morte e risurrezione.

Gesù ha creato un'atmosfera speciale durante quella cena di addio che ha condiviso con i suoi discepoli la vigilia della sua passione. Sapeva che sarebbe stata l'ultima. Egli non si sarebbe mai più seduto a tavola con i suoi fino alla festa finale con il Padre. Così egli volle lasciare ben impressa nella memoria dei suoi amici quello che era sempre stata la sua vita: passione per Dio e dedizione totale.


Quella notte l’ha vissuta con una tale intensità che distribuendo loro il pane e il vino, disse loro memorabili parole: "Io sono così. Io do tutta la mia vita. Ecco, questo è il mio corpo dato per voi. Questo vino è il mio sangue versato per molti. Non scordatelo mai: anzi fate questo in memoria di me. Ricordatemi così: totalmente dedito a voi. Questo alimenterà le vostre vite".
 

Per Gesù è stato il momento della verità. In quella cena egli ha ribadito la sua decisione di andare fino in fondo nella fedeltà al progetto di Dio. Avrebbe dato la sua vita senza pensare a se stesso. Egli confidava nel Padre suo e tutto avrebbe messo nelle sue mani.


Celebrare l'Eucaristia è celebrare il memoriale di ciò che Gesù ha fatto per noi. Celebrare l’Eucarestia è riaffermare la nostra scelta di vivere secondo lo stile di vita di Gesù. Prendere nelle nostre mani la nostra vita e i nostri impegni per cercare di viverli fino in fondo.
 

Celebrare l'Eucaristia è, anche, ripetere e far proprio ciò che ha detto Gesù: "Questa vita mia non voglio viverla solo per me. Non la voglio accaparrare solo per il mio interesse. Io voglio camminare lungo le strade del mondo riproducendo in me almeno qualcosa di come Gesù ha vissuto. Senza chiudermi nel mio egoismo; dando il mio contributo all’ambiente che mi sta intorno e spendere la mia piccolezza per rendere il mondo più umano".


E' troppo facile fare dell’Eucarestia qualcosa di molto diverso da quello che è. Impegniamoci seriamente ad andare a messa non solo perché è un precetto della chiesa dimenticando ciò che Gesù ha fatto durante l'Ultima Cena. Ma soprattutto non mangiamo il Corpo del Signore e non beviamo il suo Sangue facendo comunione con lui e pensando solo a noi stessi e ai nostri interessi. Apriamoci davvero alla comunione con il nostro prossimo! E promettiamo di uscire dalla chiesa decidendo di vivere davvero in comunione con tutti, celebrando nella vita di ogni giorno la nostra offerta e il nostro dono.

Signore Gesù: nella tua messa, la nostra messa.
 

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