Quaresima: la salvezza e il tempo

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I quaranta giorni che precedono la Resurrezione del Signore, insieme con il tempo pasquale e quello natalizio costituiscono i "tempi forti" dell'anno liturgico. Il tempo è di Dio (kairos) perché egli è il creatore di tutte le cose: dei giorni, delle notti,  delle stagioni; è Lui che ha fissato il ritmo delle cose. Inoltre il tempo è di Dio perché la sua opera salvifica ha avuto luogo nel corso del tempo: i suoi interventi a favore degli uomini, le meraviglie compiute a nostro favore si compiono in un tempo determinato dalla sua infinita sapienza.
      Il pellegrinaggio attraverso il deserto verso la terra della promessa durò un  tempo preciso: 40 anni;
      l'Incarnazione del Verbo giunse nella pienezza dei tempi;
      la Resurrezione avvenne il terzo giorno dopo la morte di Cristo;
      50 giorni trascorsero fino alla venuta dello Spirito Santo.
La salvezza e la storia sono  intimamente intrecciate. La fede cristiana è essenzialmente legata al tempo. La salvezza è incarnata nel tempo.

La Quaresima è tempo di preparazione alla Pasqua. Si tratta di un itinerario, di un viaggio che conduce fino alla notte santa in cui Cristo vincerà la morte e farà entrare gli uomini nella vita nuova del Padre compiendo la grande promessa che Dio ha fatto gli uomini in Cristo. Quaresima è, prima di tutto, tempo favorevole, tempo di grazia e giorno della salvezza. Tutti i giorni sono sicuramente occasioni e opportunità per ritornare al Signore nostro Dio. Ma la Quaresima contiene una particolare chiamata. In questo tempo il Signore farà sentire la sua voce con maggior intensità, con maggior frequenza, con maggior intimità come se volesse dotarla di un maggior potere di convinzione ... per smuovere il nostro cuore.
La Quaresima è un tempo di abbondanza di grazia e, se possibile, di offerta più generosa di salvezza. È per questo che l'apostolo Paolo invita a "approfittare" di questo tempo di salvezza in cui Dio è a noi particolarmente favorevole.
 
La liturgia del Mercoledì delle Ceneri non ha lasciato alcun dubbio circa la sua intenzione più immediata e primaria. Abbiamo infatti ascoltato le parole del profeta Gioele: «Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male». (2, 12-13).
Dio chiede la conversione, un cambiamento, un nuovo orientamento di tutto il nostro essere. Si tratta di porre in Dio l’orientamento di tutta la vita, i pensieri, le intenzioni, i sentimenti e gli affetti. Conversione è riordinare i nostri amori, tornare a fissare saldamente la scala dei nostri beni e  valori, fare spazio alle parole di Gesù che risponde al maestro della legge che gli ha chiesto quale sia il più grande comandamento. Gesù esorta tutti noi ritrovare un ordine dei nostri beni e dei nostri amori forse perduto o dimenticato: "Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente". Questo è, infatti, il primo e più grande comandamento della legge. In secondo è simile al primo: “Amerai il prossimo tuo come te stesso" (Mt 22, 36-38). Questo è il compito della Quaresima.
 
 La conversione del cuore, conversione a Dio e conversione prossimo. Per questo abbiamo bisogno di preghiera: ascoltare la Parola di Dio, farla risonare nelle nostre anime, perché ci sfidi e ci giudichi, così che scopriamo gli idoli che minacciano il primato di Dio e del prossimo, e ci dia la forza di lottare e distruggerli. Abbiamo bisogno della luce di Dio che scruta ed esamina le nostre anime per riconoscere i nostri peccati, per confessarli, per ottenere misericordia e perdono.
 
La Quaresima è il tempo della confessione dei nostri peccati. Dobbiamo uscire dal torpore in cui ci immerge peccato; dobbiamo recuperare la sensibilità nelle nostre coscienze; dobbiamo abbandonare lo spirito frivolo per essere in grado di percepire il male nella nostra vita. A questo serve il digiuno e la mortificazione tipici di questo tempo.
 
Così si apriranno le nostre anime a Dio e al suo amore nel sacramento della Penitenza; così si aprirà il nostro cuore al prossimo nostro bisognoso, fisicamente e spiritualmente, di carità. Per questo la Quaresima è tempo per crescere nella carità che “è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta”  (1 Cor 13: 4-7).

 

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