Quaresima e preghiera

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La Quaresima è tempo eccellente di preparazione alla Pasqua di Risurrezione.
In questo tempo, che la liturgia definisce “forte”, il cristiano è chiamato a dedicarsi con maggior intensità alla lode divina e all’amore fraterno.
 
In Quaresima la Chiesa raccomanda soprattutto la preghiera, l’elemosina, e il digiuno. Esercizi che dovremmo praticare non esteriormente o formalmente, ma “in spirito e verità”. La nostra preghiera non dovrebbe essere abituale o di rutine, ma un incontro vero con la parola di Dio. L’elemosina non dovrebbe essere paternalista, ma liberante. Il digiuno non vanitoso, ma solidale.
Niente ti tutto questo dovrà essere legalista o formale, ma deve sgorgare dallo Spirito, dall’amore e per amore di Dio e dei fratelli.
 
La preghiera cristiana deve essere esempio e imitazione della preghiera di Cristo.
La preghiera di Gesù era di gioia e di lode; altre volte di richiesta e supplica, ma sempre tesa alla ricerca e al compiersi della volontà del Padre: “non la mia, ma la tua volontà sia fatta” (Lc 22, 42).
Azione e contemplazione nella preghiera di Gesù si alternavano e si univano armoniosamente nella sua vita.
 
La preghiera non è un lusso: è una necessità assoluta. Non c’è vita cristiana senza preghiera. Come cristiani siamo chiamati a essere “figli di Dio”, “familiari di Dio”, “amici” di Cristo. E senza preghiera non possiamo esserlo!
 
La preghiera è dialogo amichevole con Dio: “è una maniera amichevole di trattare, nella quale ci troviamo molte volte a parlare, da solo a solo, con Colui che sappiamo che ci ama» (Vida, 8 , 4-5).
 
La preghiera cristiana, benché rivolta alla Vergine, agli angeli e ai Santi, ha senza dubbio una struttura trinitaria. Essa si dirige fondamentalmente al Padre, per mezzo di Cristo nostro Mediatore, nello Spirito Santo. Questa è anche la struttura della stessa preghiera liturgica della Chiesa.
 
Il Signore, che ci insegna a pregare con la orazione del Padre Nostro, ci mostra altresì che per pregare è necessario: condurre una vita conforme alla volontà di Dio ed esercitarsi nell’amore fraterno.
Dio rifiuta l’offerta della nostra preghiera se non viviamo nella carità e nell’amore con il nostro prossimo (cfr. Mt 5, 23-24).
 
Lo stesso Spirito Santo che ci è dato, ci muove ad amare Dio e a trattare con Lui nella preghiera e ad amare il prossimo. Questi due amori si esigono e si potenziano reciprocamente.

 

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