Pentecoste: la luce e la forza dello Spirito di Dio

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«Li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio» (At 2,11). Con queste parole conclude la prima lettura che viene proclamata nella liturgia dellaParola della festività di Pentecoste. Il libro della Genesi scrive che, a Babele, l'orgoglio degli uomini li aveva portati a confondere le loro lingue.

La luce e la forza dello Spirito di Dio li aiutò a capirsi e comprendere i loro idiomi. In effetti, l'amore che è il primo dei frutti dello Spirito, aiuta a superare le divisioni. L'amore consente di abbandonare il nostro individualismo. Grazie all'amore possiamo arrivare a capire e capirci.

Il salmo responsoriale contempla l'azione di Dio su tutta la creazione. E, di passaggio, sottolinea la possibilità che l'essere umano possa leggere in esso i segni della presenza di Dio: "Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra" (Sal 103).

San Paolo afferma che "nessuno può dire «Gesù è Signore» se non sotto l'azione dello Spirito Santo." (1Cor 12,3). È il promotore della comprensione tra tutti i credenti. Nonostante le nostre differenze, tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito." (1Cor 12,13)

Nella festa di Pentecoste il Vangelo ricorda ancora una volta la prima apparizione di Gesù risorto ai suoi discepoli (Gv 20,19-23). Il Signore apparve davanti a loro con le sue ferite. Con le sue parole li invitò ad estendere a tutti gli uomini il perdono di Dio:
  •       "Ricevete lo Spirito Santo". Gesù aveva detto loro che lo Spirito sarebbe stato per loro l'Avvocato e il Consolatore. Grazie allo Spirito di verità, avrebbero potuto scoprire la profondità del mistero di Cristo. Dopo la morte e la risurrezione di Cristo, quella promessa fu soddisfatta.
  •         "A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati". Nella notte dell'agonia nel Getsemani, gli apostoli avevano abbandonato il loro Maestro. Ma Gesù non apparve davanti a loro per giudicarli e condannarli, ma affidò al ministero del perdono.
  •        "A chi non li perdonerete non saranno perdonati." Il Risorto affidò ai suoi discepoli la missione di iniziare un discernimento del bene e del male, sulla ostinazione nel male e nella capacità di pentimento sincero e fiducioso.
Lo Spirito Santo aiuta a passare dall'ammirazione di Gesù al riconoscimento del Cristo. Ecco perché desideriamo invocare la sua venuta:
·        "Vieni, ospite dolce dell'anima". Come Abramo accolse in Mambre i tre messaggeri celesti, così lo Spirito è ricevuto dal credente nella povera stanza in cui vive. Se non diamo ospitalità allo Spirito, saremo vuoti e turbati.
·        "Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto”. Siamo tutti più stanchi ed esausti di quanto siamo disposti a riconoscerlo. Ma lo Spirito di Dio dà senso al nostro lavoro e gioia al nostro riposo.
·        "Senza la tua forza, nulla è nell'uomo,  nulla senza colpa". L'indifferenza o l'orgoglio ci impediscono di vedere il dolore umano con occhi di misericordia. Solo la luce dello Spirito d'amore è fonte di consolazione e speranza.

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