Ottobre è il mese del Rosario

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Ottobre è il mese del Rosario. Il giorno 7 viene celebrata la memoria della Beata Maria Vergine del Rosario.
L'incona che fa da apertura a questa riflessione è una rara immagine custodita presso la Biblioteca Vaticana.
Il Santo Rosario è chiamato “Salterio della beatissima Vergine Maria”. Questo modo di pregare Dio consiste nel lodare la beatissima Vergine ripetendo il saluto angelico 150 volte (le tre parti del rosario), quanti sono i salmi del salterio di David, interponendo a ogni decina il “Padre nostro”, con meditazioni illustranti l’intera vita del Signore Gesù, il Cristo.   
 
Il rosario resta oggi, come ieri, come sempre e fin dalle sue origini, la preghiera mariana della fede, con una sua caratteristica sintesi della fede, incentrata nel mistero della salvezza. Il cardinale Newman disse: "Il rosario è il credo che diventa preghiera". Il Rosario, infatti, si nutre della Sacra Scrittura e gravita intorno al mistero di Cristo. 
 
L’immagine della Madonna del Rosario che si venera nel santuario di Pompei raffigura Maria che con un braccio sostiene Gesù Bambino e con l’altro porge la corona a san Domenico. Questa significativa iconografia mostra che il Rosario è un mezzo donato dalla Vergine per contemplare Gesù e, meditandone la vita, amarlo e seguirlo sempre più fedelmente. E’ la consegna che la Madonna ha lasciato anche in diverse sue apparizioni. A Fatima ai tre pastorelli Lucia, Giacinta e Francesco, la Madonna, presentandosi come “la Madonna del Rosario”, raccomandò con insistenza di recitare la Corona tutti i giorni, per ottenere la fine della guerra.
 
Il Papa Giovanni Paolo II disse: "Il Rosario è la mia preghiera prediletta. Preghiera meravigliosa! Meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità. Sullo sfondo delle parole Ave Maria passano davanti agli occhi dell'anima i principali episodi della vita di Gesù Cristo”.
 
Perché ottobre mese dal Rosario?

Le ragioni sono legate a vicende storiche. Infatti il 7 ottobre del 1571 ebbe luogo la Battaglia di Lepanto che vide affrontarsi le flotte dell’Impero ottomano. Inoltre la vittoria della Lega Santa fu schiacciante e determinò il tramonto dello strapotere mussulmano in Europa.
 
Come è facile immagine questa battaglia ebbe incredibili ripercussioni sul piano religioso. Alla partenza della flotta della Lega Santa il Papa Pio V aveva benedetto lo stendardo della Lega. Si narra che il Santo Pontefice ebbe una visione in cui gli veniva dato l’annuncio che la Lega aveva vinto la battaglia a mezzogiorno. Esclamò dunque: “Sono le 12, suonate le campane, abbiamo vinto a Lepanto per intercessione della Vergine Santissima“. Il Papa dichiarò successivamente che era stata l’intercessione misericordiosa della Vergine Maria a portare la Lega alla vittoria, e per questo volle consacrare il 7 di ottobre a Nostra Signora della Vittoria. Il suo successore Papa, Gregorio XIII, modificò la dedica in Nostra Signora del Rosario.
Il culto della Madonna del Rosario si diffuse ancora di più con le apparizioni di Lourdes del 1858. Fu in occasione di queste apparizioni che la Madonna in persona raccomandò la pratica di questa devozione.
 
In questo mese è opportuno trovare un po’ di tempo per recitare il santo Rosario. Fra tutte le preghiere il Rosario è quella che ci avvicina maggiormente a Gesù, e lo fa attraverso la dolce intercessione di Sua Madre. È una preghiera contemplativa, la preghiera del cristiano che affronta il cammino della fede, diretto verso Gesù, seguendo le orme e l’esempio di Maria. I grani del Rosario che scorrono tra le dita scandiscono il trascorrere dei giorni e degli anni di vita di ogni cristiano, segnando passo dopo passo il suo cammino di fede. Tutto nel Rosario converge verso Gesù, e tutta la vita del credente deve essere orientata a Lui. È importante recitare il Rosario in questo mese, da soli, in famiglia e nelle parrocchie.
 
Un bel documento pubblicato qualche anno fa dal Dicastero vaticano del Culto divino ha per titolo “DIRETTORIO SU  PIETÀ POPOLARE  E  LITURGIA”. Si tratta, purtroppo, di un testo niente affatto conosciuto: ma è una vera miniera per la pietà popolare. Desidero offrire il servizio di sintetizzare ciò che tale Direttorio scrive sul Rosario e sulle Litanie della Madonna. I numeri si riferiscono a quelli citati del Documento.
 
Il Rosario
 
197. Il Rosario, o Salterio della Vergine è una delle più eccellenti preghiere alla Madre del Signore. Perciò «i Sommi Pontefici hanno esortato ripetutamente i fedeli alla recita frequente del santo Rosario, preghiera di impronta biblica, incentrata sulla contemplazione degli eventi salvifici della vita di Cristo, cui fu strettamente associata la Vergine Madre. Il Rosario è una preghiera essenzialmente contemplativa, la cui recita «esige un ritmo tranquillo e quasi un indugio pensoso, che favoriscano all’orante la meditazione dei misteri della vita del Signore».
 
198. La Chiesa mostra la sua stima per la preghiera del santo Rosario proponendo un rito per la Benedizione delle corone del Rosario. Tale rito rileva il carattere comunitario della preghiera rosariana; in esso la benedizione delle corone si accompagna alla benedizione di coloro che meditano i misteri della vita, morte e risurrezione del Signore, perché «possano stabilire una perfetta sintonia tra preghiera e vita».
 
200. Per coloro che recitano una terza parte del Rosario, la consuetudine assegna a determinati giorni della settimana i vari misteri: gaudiosi (lunedì e giovedì), dolorosi (martedì e venerdì), gloriosi (mercoledì, sabato, domenica).
 
Le Litanie della Vergine
 
203. Tra le forme di preghiera alla Vergine raccomandate dal Magistero vi sono le Litanie. Esse consistono essenzialmente in una prolungata serie di invocazioni rivolte alla Vergine, le quali, succedendosi l’una all’altra con ritmo uniforme, creano un flusso orante caratterizzato da una insistente lode-supplica. Le invocazioni, infatti, generalmente molto brevi, constano di due parti: la prima di lode (“Virgo clemens”), la seconda di supplica (“ora pro nobis”).
 
In seguito alla prescrizione di papa Leone XIII di concludere, nel mese di ottobre, la recita del Rosario con il canto delle Litanie lauretane, si creò presso molti fedeli l’errata persuasione che le Litanie fossero una sorta di appendice del Rosario. In realtà le Litanie sono un atto cultuale a sé stante: esse possono costituire l’elemento portante di un omaggio alla Vergine, essere un canto processionale, far parte di una celebrazione della Parola di Dio o di altre strutture cultuali.
 

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