Omelia nella 20 domenica per annum
«La missione del profeta e la fedeltà al Vangelo»

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Dal Vangelo secondo Luca, 12,49-57
Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato; e come sono angosciato, finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, vi dico, ma divisione. D'ora innanzi, se in una famiglia ci sono cinque persone saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divederanno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera». <<< + >>>
 
Mentre era in cammino verso Gerusalemme nel grande viaggio al termine del quale lo avrebbe atteso la morte di croce, Gesù continuò il suo insegnamento orientato a evangelizzare i suoi discepoli in merito alle esigenze fondamentali della sequela Christi.  Questo lungo pellegrinaggio è descritto da san Luca come un "viaggio interiore". La pericope evangelica della XX domenica del tempo per annum è situata in questo contesto.
Il Maestro confidò ai suoi discepoli: «Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, vi dico, ma divisione». Come si spiegano queste sue parole? Secondo Sant'Ambrogio questa pericope evangelica odierna può risultare dura; e Gesù stesso era consapevole che il suo messaggio non avrebbe lasciato indifferenti i suoi ascoltatori. Egli sapeva che avrebbe scatenato inquietudine tra le persone e divisione in seno alle famiglie. Anche i figli si sarebbero opposti ai genitori per causa della fede.
 
Dunque: a che cosa si riferisce il Signore quando dice di essere venuto a portare – secondo la redazione di san Luca – "divisione", o – secondo quella di san Matteo – la "spada" (Mt 10,34)?  Questa espressione di Cristo significa che la pace che Egli è venuto a portare non è sinonimo di semplice assenza di conflitti. Al contrario, la pace di Gesù è frutto di una costante lotta contro il male. Lo scontro che Gesù è deciso a sostenere non è contro uomini o poteri umani, ma contro il nemico di Dio e dell’uomo: Satana. Chi vuole resistere a questo nemico rimanendo fedele a Dio e al bene deve necessariamente affrontare incomprensioni e qualche volta vere e proprie persecuzioni.
Lo scopo di codeste affermazioni di Gesù che sono al tempo stesso importanti e inquietanti è stato ed è quello di indicare al cristiano come vivere «nel tempo presente», cioè dentro la storia e la sua complessità. «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra». Il fuoco simboleggia la divisione fra gli uomini, la lotta che il cristiano e la Chiesa devono sostenere. La venuta di Gesù si scontra contro tutto ciò che è nemico di Dio. Infatti la pace che Cristo è venuto a portare è frutto di una costante lotta contro il male. Lo scontro che Gesù è deciso a sostenere non è contro gli uomini o i poteri umani, ma contro il nemico di Dio e dell’uomo: Satana. Chi vuole resistere a questo nemico rimanendo fedele a Dio e al bene deve necessariamente affrontare incomprensioni e qualche volta vere e proprie persecuzioni.
 
Pertanto anche quanti intendono seguire Gesù devono sapere che incontreranno opposizioni e diventeranno segno di divisione tra le persone. La lotta sarà tanto radicale che penetrerà nelle stesse famiglie. Quanti intendono seguire Gesù e impegnarsi senza compromessi per la verità devono sapere che incontreranno opposizioni e diventeranno, loro malgrado, segno di divisione tra le persone, addirittura all’interno delle loro stesse famiglie. «D'ora innanzi, se in una famiglia ci sono cinque persone saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divederanno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera». L’amore per i genitori infatti è un comandamento sacro, ma per essere vissuto in modo autentico non può mai essere anteposto all’amore di Dio e di Cristo.
 
Il Vangelo non può essere soggetto a compromessi. In Vangelo non è mai neutrale! Il Vangelo non è un tranquillante che aiuta a conciliare il sonno nelle notti in cui siamo assaliti dalle preoccupazioni che la vita riserva. E neppure è una assicurazione contro gli infortuni! Il messaggio di Gesù non libera dalla malattia o dalla morte naturale. Non dobbiamo mai pretendere di usarlo come un sedativo. La parola del vangelo è "tagliente come una spada": mette a nudo le piaghe intime del cuore. Il suo "radicalismo" non lascia spazio ai compromessi; è un fuoco che brucia e che consuma tutte le mediocrità. E per servire il Vangelo si deve correre il rischio di perdere la propria presunta pace.
 
Chi sceglie di stare dalla parte di Cristo e di seguirlo fino al battesimo di cui parla Gesù stesso nel testo evangelico ovvero il sangue della la croce nella quale egli dovrà essere battezzato per lavare i peccati del mondo non può non accettare le sfide del mondo di oggi con tutte le sue contraddizioni, le negazioni della verità, il relativismo esacerbato. Gesù fu consapevole che sarebbe dovuto passare attraverso sofferenza e la morte. Non è stata la necessità imposta da un destino cieco e crudele. Ma è stato il disegno del Padre, per la salvezza degli uomini, che Gesù accettò in una resa totale e incondizionata. «Ho un battesimo nel quale sarò battezzato; e come sono angosciato, finché non sia compiuto!»
 
Cari amici
Questa è una pagina importante del Vangelo! Quali sono allora le condizioni per saper discernere? Luca usa proprio il termine «dokimazein» (discernere).
Nel contesto del Nuovo Testamento il discernimento prevedeva alcune necessarie condizioni:
  il riferimento alla Parola di Dio assunta come criterio di valutazione;
  la capacità di attualizzazione della Parola stessa che vada al di là del semplice riferimento letterario e meccanico;
  una grande disponibilità alla verità.
 
Gesù mette in guardia contro la tentazione della «ipocrisia». I segni dei tempi non possono essere letti alla luce del proprio interesse e delle proprie comodità. È questo tempo che occorre saper giudicare, per leggervi i messaggi di Dio e per riuscire a decidere da noi stessi ciò che è giusto. Per il Maestro è tempo di fare scelte forti e decise. È importante discernere e riconoscere ciò che è secondo Dio e ciò che non è secondo Dio; riconoscere ciò che Dio sta operando in questo cammino della storia della salvezza. Questo ci impegna sempre alla ricerca di ciò che il Signore ci chiama a vivere e a fare giorno per giorno, secondo il suo amore.
 
Gesù ha insegnato che la pace sta nell'ascolto del vangelo e nel metterlo in pratica. Il vangelo è la nostra pace e la nostra felicità. Ma il Vangelo non ammette compromessi e la scelta prioritaria di Cristo deve essere sincera, incarnata nella vita di ogni giorno, costi quello che costi. Questa è la scelta che Cristo ci ripropone oggi, una scelta impegnativa e urgente, senza deroghe proprio in questo nostro tempo. È una scelta che esige una risposta seria e coerente, che contrasta la dilagante indifferenza nei confronti della fede; è un appello che Cristo rivolge a tutti, perché lontano da Dio e dal suo Figlio, il Signore Gesù, l'uomo perde facilmente la strada, scambia le illusioni con la Verità, e le tante subdole strumentalizzazioni con la promessa di una vita più felice e più degna dell'uomo.
 
In tale itinerario non può escludersi una profonda conversione del cuore e della mente all'inizio del cammino, ovvero di quell'opzione fondamentale per Dio che deve poi motivare ogni scelta successiva del nostro operare ed agire. Dobbiamo deporre ogni peso e peccato che intralcia il cammino verso Dio e fare emergere nella nostra esistenza solo la grazia, che ci dona Cristo attraverso i segni istituiti da Lui per la nostra santificazione: il battesimo, in primo luogo; ma poi anche la confessione e l'eucaristia.
 
Incoraggi tutti nel cammino di conversione e di testimonianza quanto scrive l’anonimo Autore della Lettera agli Ebrei. «Avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento», impegnandoci in tutte quelle azioni che preparano indirettamente all'incontro con Cristo al termine della vita.
 
O Dio, che nella croce del tuo Figlio,
segno di contraddizione, riveli i segreti dei cuori,
fa' che l'umanità non ripeta il tragico rifiuto della verità e della grazia,
 ma sappia discernere i segni dei tempi
per essere salva nel tuo nome.

 
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