Mese di Maria e tempo pasquale

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Maggio è un mese amato e giunge gradito per diversi aspetti. Nel nostro emisfero la primavera avanza con tante e colorate fioriture; il clima è favorevole alle passeggiate e alle escursioni. Per la Liturgia, maggio appartiene sempre al Tempo di Pasqua, il tempo dell’“alleluia”, dello svelarsi del mistero di Cristo nella luce della Risurrezione e della fede pasquale; ed è il tempo dell’attesa dello Spirito Santo, che scese con potenza sulla Chiesa nascente a Pentecoste. Ad entrambi questi contesti, quello “naturale” e quello liturgico, si intona bene la tradizione della Chiesa di dedicare il mese di maggio alla Vergine Maria. Ella, in effetti, è il fiore più bello sbocciato dalla creazione, la “rosa” apparsa nella pienezza del tempo, quando Dio, mandando il suo Figlio, ha donato al mondo una nuova primavera. Ed è al tempo stesso protagonista, umile e discreta, dei primi passi della Comunità cristiana: Maria ne è il cuore spirituale, perché la sua stessa presenza in mezzo ai discepoli è memoria vivente del Signore Gesù e pegno del dono del suo Spirito.

Siamo nel tempo pasquale che va dalla Domenica di Risurrezione del Signore alla Domenica di Pentecoste. Cinquanta giorni per celebrare con gioia la presenza del Cristo Risorto nella Chiesa, secondo la sua promessa (cf. Mt 28, 20) e accompagna anche ciascuno di noi nel nostro personale cammino di Emmaus.
Questo tempo liturgico è accompagnato dalle letture bibliche tratte dal Vangelo di Giovanni e dal Libro degli Atti degli Apostoli! Il primo ci ricorda la presenza che rinnova il dono dello Spirito Santo nella comunità ecclesiale e in noi, mentre il secondo interpreta profeticamente la storia della Chiesa perché possiamo vedere, sotto questa luce, le nostre vite e quelle delle nostre comunità parrocchiali. Vale la pena che la lettura credente delle Scritture si incentri durante questo tempo liturgico, in codesti Libri Sacri del Nuovo Testamento e l'Apocalisse, che si legge nell'Ufficio delle letture della Liturgia delle Ore.

Maggio è anche il mese di Maria, durante il quale si compiono vari atti di pietà, tra i quali spicca il canto del Regina Coeli, il Rosario con la meditazione dei misteri gloriosi, e "l'esercizio dei fioretti". La coincidenza con la Pasqua pongono in risalto il fatto tali pii esercizi mariani evidenziano la singolare partecipazione della Vergine al mistero pasquale (cfr Gv 19,25-27) e nell’evento della Pentecoste (cfr At 1,14). Ella inaugurò, accanto alla croce la via della Chiesa, essendo accolta dal discepolo amato nella sua casa. Anche se non è menzionata nei racconti delle apparizioni, Ella ha dovuto ricevere una particolare manifestazione del suo Figlio vivo e glorioso. In effetti Maria è presente nel Cenacolo unita in preghiera con gli Apostoli in attesa dello Spirito Santo.
Nel mese di maggio, si riaprono cappelle e santuari mariani. La celebrazione dell'Eucaristia in essi deve ricordare a tutti che la preghiera eucaristica è sempre riferito a Maria come espressione di profonda comunione della Chiesa sulla terra con la Chiesa celeste.

E dal momento che i cinquanta giorni della Pasqua sono un tempo propizio per la celebrazione dei sacramenti dell'iniziazione cristiana, specialmente la Cresima e la Prima Comunione, occorre tener presente anche la maternità spirituale di Maria nei confronti dei discepoli di Gesù, suscitando e orientando la fiducia e la devozione dei fanciulli e degli adolescenti verso la Madre di Dio, che è anche nostra Madre per volontà di Cristo. In effetti, Maria è sempre mediazione che ci avvicina a Lui, in modo che ogni incontro con Lei non può che finire in un incontro con il Signore. Che cosa significa ricorrere a Maria specialmente nelle difficoltà e nei pericoli, se non un cercare tra le sue braccia, in lei, con lei e per mezzo di lei il nostro Salvatore Gesù Cristo?