Mese di maggio
e pietà popolare

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All’interno della concezione antropologica di “cultura” e di pluralismo culturale va riconosciuta la “cultura popolare tradizionale” nella quale, lungo la storia si è “inculturata” la religione e la fede assumendone le forme caratteristiche e plasmando la realtà storica che si può indicare come “cattolicesimo popolare”.

La pietà popolare è crocevia tra questa cultura e la liturgia, proprio perché è espressione della inculturazione delle fede. Essa costituisce per il fatto religioso una ricchezza di fede e cultura. Con la sua attenzione ai valori di solidarietà e giustizia sociale, con la sua osservanza di tempi e spazi rituali e con i suoi consequenziali impegni, la pietà popolare apre la strada alla cosiddetta religione del cuore, come autentica adesione di fede alla proposta di Dio. Il “simbolismo”, nella sua ricchezza inesauribile è la forma espressiva fondamentale della pietà popolare; particolare importanza assume il “sensibile” come “simbolo” delle realtà religiose. Le immagini sacre hanno la densità di presenza delle icone; le feste, le processioni, i riti sono momenti-culmine della pietà popolare.

Per lunghissimo tempo la pietà popolare è stata quasi l’unica forma di pietà accessibile al popolo cristiano, escluso come era dalle ricchezze della liturgia. Riscoprire le radici cristiane nelle sue varie espressioni rituali significa recuperare un tesoro vivo e presente nel nostro Paese. La ricca religiosità popolare, espressione viva dei sentimenti religiosi del popolo cristiano, ha dedicato in forma speciale il mese di maggio alla Vergine Maria. Nei nostri paesi, così come nelle città, nei piccoli villaggi, così come nelle case della nostra buona gente di generazione in generazione Maria è stata invocata è acclamata come "benedetta fra le donne”. La saggezza popolare ha visto in Maria la via più diretta e certa per giungere al suo Figlio e nostro Salvatore Gesù Cristo.

 

La devozione alla Madonna segna la vita dei bambini e i cuori sensibili e umili del nostro popolo. I fiori, che nascono in modo così abbondante nel corso del mese di maggio, sono con una sinfonia di meravigliosi colori che cantano alla Madre del Redentore.

 

1.    “Avvenga di me secondo la tua parola” (Lc 1, 38)

 

Tanto è valso per l'umanità di quelle "sì" di Maria di Nazaret all'annuncio dell'angelo, che rese possibile ciò che sembrava impossibile: l'incarnazione del Figlio di Dio. Gesù, Dio e uomo, fu generato nel seno verginale della fanciulla di Nazaret.

Grazie, Madre per il tuo “fiat”. Per quel tuo "avvenga di me" con ragione ti chiamano benedetta fra tutte le generazioni. Fu il segreto più profondo della tua vita. Il tuo "sì" pieno di gioia e fiducia, non l'hai mai ritirato. Hai camminato fedele a quel fiat tra le ombre e le contraddizioni. Hai creduto e confidato nel Signore.

 

2.            Madre di misericordia e di fiducia

 

Maria che ricevette in piedi della croce dalle labbra del suo figlio Gesù la missione di essere nostra madre spirituale, capisce e comprende i dolori fisici e morali che tormentano e accompagnano l'umanità e ciascuno di noi. Lei passò per le stesse situazioni, se non peggiori, come la Sacra Scrittura ci attesta;  per questo la invochiamo sempre - e lo faremo particolarmente durante il mese di maggio - quale madre di misericordia " vita, dolcezza, speranza nostra ". Come serva del Signore che compì la sua volontà nel corso della vita e seguì il suo figlio Gesù Cristo fino sul Calvario, ci ripete le stesse parole che pronunciò alle nozze di Cana di Galilea: “Fate tutto quello che egli vi dirà”. Cercate mio figlio! Abbiate fiducia in Lui.

 

Poniamo la nostra fiducia nella Madonna della Fiducia, sicuri che “non si è mai inteso al mondo che qualcuno sia ricorso alla sua protezione, abbia implorato il suo aiuto, chiesto il suo patrocinio e sia stato da lei abbandonato”

 

3.    Il mese di maggio: florilegio a Maria

 

“Animati da tale certezza” iniziamo il mese di maggio

Tutti: fanciulli, giovani, uomini e donne, anziani e malati ricorriamo a te “O Madre, Vergine delle vergini, a te veniamo, e peccatori come siano ci prostriamo pentiti a domandare pietà”. E siamo sicuri “o Madre del Divin Verbo che non disprezzerai le nostre preghiere, ma benigna le ascolterai e le esaudirai”.

 

Rivolgi il tuo sguardo misericordioso di madre su coloro che soffrono.

Sii accanto agli infermi e ai malati.

Consola coloro che sono nel lutto, in carcere, soli.

Concedi rinnovata fiducia e forza a chi spera e attende.

Conduci tutti i tuoi figli lungo la via della santità per godere in eterno la gloria del tuo Figlio.