Lo scrigno prezioso

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 Lo scrigno prezioso
di ogni vita
e di tutta la vita
 
 
Il tema del testamento vitale o testamento biologico sarà dibattuto nelle sedi della politica e troverà eco e risonanza su mass-media nei giorni avvenire.
Abbiamo cercato di offrire un esempio di che cosa sia un testamento biologico.
Ovviamente è un testamento “orientato”; il testamento che io ho redatto; il testamento che ho condiviso con gli amici di Umanesimo Cristiano.
Molti altri proporranno altro; ma è questa la ricchezza e la bellezza della complementarietà. Ognuno poi potrà decidere.
Su che cosa vorrei tornare a richiamare l’attenzione e la riflessione? Sulla inesorabile, strisciante sotterranea (ma non troppo!) cultura della morte, mascherata dalla idea/ideologia del progresso, del diritto, della libertà, della compassione e della misericordia.    
 
La vita è un dono: un grande dono! Nessuno se lo può dare; nessuno se ne può deliberatamente privare.
L’inviolabilità del diritto alla vita dell'essere umano dal momento del concepimento alla morte è un segno e un'esigenza dell'inviolabilità stessa della persona, alla quale Dio ha fatto il dono della vita.
Questo principio fondamentale deve essere posto al centro della riflessione, per chiarire e risolvere i problemi etici inerenti la questione della vita stessa dal suo concepimento fino al suo naturale tramonto.
 
E’ vero che grazie al progresso delle scienze biologiche e mediche, l'uomo può disporre di sempre più efficaci risorse terapeutiche, ma può anche acquisire poteri nuovi dalle conseguenze imprevedibili sulla vita umana. Diversi procedimenti consentono oggi d'intervenire non soltanto per assistere ma anche per dominare i processi e le fasi della vita. Tali tecniche possono consentire all'uomo di prendere in mano il proprio destino, ma lo espongono anche alla tentazione di andare oltre i limiti di un ragionevole dominio sulla natura.
 
Siamo tutti interpellati sul dono sacro della vita ma anche sul valore fecondo e fecondante della malattia e della sofferenza.
 
La legge farà il suo corso; i progetti si susseguiranno ai progetti. Sentiremo parlare di testamento vitale.
Quello che chiediamo fin d’ora è che nulla sia predisposto contro la ragione umana; nulla sia sproporzionato alle cause della infermità; di fronte a una situazione clinica irrecuperabile e irreversibile nessuno sia mantenuto in vita con trattamenti sproporzionati o straordinari; solo sia applicato il sostegno necessario attraverso terapie e interventi medici adeguati, individuati e gestiti secondo i criteri della proporzionalità medica, anche in considerazione del dovere morale da parte del medico di somministrare quei mezzi di preservazione della vita che nella situazione concreta risultino "ordinari",  e il dovere da parte del paziente di accettarli.
E tra i mezzi “ordinari” crediamo debbano essere considerate ’alimentazione e la idratazione!
 
La questione fondamentale è che, attraverso mascheramenti ideologici o di buonismo o di politicamente corretto non si faccia entrare dalla finestra ciò che si vorrebbe cacciare dalla porta: l’eutanasia attiva, che è una falsa soluzione al dramma della sofferenza e non degna della persona umana.
L’eutanasia è un atto immorale, antisociale, disumano, ingiusto ed egoista.
L’eutanasia non libera né è espressione ed esercizio di vera libertà.
Non rende la morte né degna né dolce, ma falsa e vuota.
 
 «L’eutanasia – ha dichiarato Benedetto XVI – non è una soluzione degna dell’uomo. E’ una soluzione falsa al dramma della sofferenza umana. La vera risposta non può essere infatti dare la morte, per quanto "dolce", ma testimoniare l’amore che aiuta ad affrontare il dolore e l’agonia in modo umano. Siamone certi: nessuna lacrima, né di chi soffre, né di chi gli sta vicino, va perduta davanti a Dio».
 
«La vita umana non è un bene disponibile, ma un prezioso scrigno da custodire e curare con ogni attenzione possibile, dal momento del suo inizio fino al suo ultimo e naturale compimento», ha affermato ancora papa Benedetto l’11 febbraio, Giornata dell’Ammalato. « La vita – ha sottolineato il Pontefice - è mistero che di per se stesso chiede responsabilità, amore, pazienza, carità, da parte di tutti e di ciascuno».
 
Dio è il Dio della vita, di tutta la vita e di ogni vita.
Egli, attraverso Gesù Cristo, ci ha dato la risposta al dolore in ogni sua manifestazione. E Lui ci à la chiave della vita, la chiave dello scrigno d’amore e di salvezza che è la vita, tutta la vita, ogni vita!