Le elezioni europee

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Le elezioni europee
e le radici cristiane
 
 
I cittadini dei ventisette Pasesi dell’Unione Europea (UE) sono chiamati prossimamente alle urne per eleggere il parlamento Europeo.
I Vescovi della COMECE proprio in vista delle Elezioni europee hanno diffuso una nota a titolo Costruire una migliore casa Europea in cui si afferma che “tutti i cristiani hanno non solamente il diritto ma anche la responsabilità d’impegnarsi attivamente in questo progetto,esercitando il proprio diritto di voto. La partecipazione dei cristiani è essenziale per riscoprire l’“anima dell’Europa”, che è cruciale per rispondere ai bisogni fondamentali della persona umana e per il servizio del bene comune”.
 
In questo senso il cosiddetto «euroescettismo» – tanto teorico quanto pratico – è sempre il primo nemico da scongiurare e sconfiggere.
L’azione politica della Unione Europea, attraverso i suoi organi di governo e di decisione, come lo è il Parlamento europeo, ha un’importanza maggiore di quanto si possa immaginare.
Costruire una migliore casa europea, pertanto, significa altresì costruire una migliore casa italiana e contribuire a che l’Europa continui a essere il punto di riferimento vero, solidale e valoriale che tutta l’umanità reclama.
Certamente il concetto di “persona  immagine di Dio”, cuore della dottrina sociale della Chiesa, non è al centro dell’azione politica.
L’impegno per la politica ha avuto sempre un ruolo centrale nell’insegnamento sociale della Chiesa. Riprendendo una immagine cara a Paolo VI possiamo dire che “la politica è la forma più alta di carità”, e serve per “costruire la civiltà dell’amore”.
 
Ecco perché i cristiani debbono esserci!
Ne deriva la nostra partecipazione al voto in occasione delle prossime elezioni e a tener desta l’attenzione in merito a tutto ciò che avviene presso Parlamento europeo e nella vita quotidiana della UE.
 
In secondo luogo occorre insistere sul fatto che il futuro dell’Europa si costruisca sulla sua identità e sulla sua fedeltà ai valori che hanno configurato la storia passata e recente del Vecchio Continente. Mi riferisco, ovviamente, al fato che la UE sia fedele, ravvivi e potenzi le sue radici cristiane. Queste radici cristiane renderanno possibile la vera solidarietà tra gli uomini specialmente in questo tempo di crisi anche economica. Una crisi –è doveroso ricordarlo – provocata all’avarizia illimitata e dal culto idolatrico del danaro. Una crisi che tocca e ferisce chi della crisi ha assolutamente meno colpa. Queste radici cristiane si tradurranno in una scommessa in ordine ai valori della solidarietà, della giustizia, della libertà, del progresso, del benessere per tutti, e in definitiva in ordine al valore sommo della pace.
 
In terzo luogo la partecipazione al voto delle prossime elezioni del Parlamento europeo deve esse caparra - per dirla con i Vescovi Europei - in ordine alle attese dei cristiani:
      rispettare la vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale;
      sostenere la famiglia fondata sul matrimonio – inteso come unione tra un uomo e una donna – come unità di base della società;
      promuovere i diritti sociali;
     sostenere una governance economica fondata su valori etici;
     promuovere la giustizia nelle relazioni tra l’Unione europea e i Paesi in via di sviluppo tramite assistenza finanziaria e partnership innovative;
     dimostrare solidarietà tramite l’elaborazione di politiche di assistenza nei confronti dei membri più deboli e più bisognosi nelle nostre società (in particolare disabili, richiedenti asilo, immigrati);
     proteggere il Creato tramite l’incoraggiamento di uno stile di vita basato sulla moderazione;
     promuovere la pace nel mondo tramite una politica estera dell’Unione europea che sia coordinata e coerente.
 
Ne siamo sicuri: “L'ispirazione cristiana può trasformare l'aggregazione politica, culturale ed economica in una convivenza nella quale tutti gli europei si sentano a casa propria” (Ecclesia in Europa, 121).