Inizia l’ottavario di preghiera
per l’unità dei Cristiani

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Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto (cfr. Gv 15,5-9).
Queste parole pronunciate dal Signore nel discorso di addio, durante l’ultima cena, e che ci sono state trasmesse dall’evangelista Giovanni, ispireranno la preghiera di milioni di cristiani di tutte le Chiese e Confessioni cristiane durante l'ottavario di preghiera per l'unità dei cristiani, che celebreremo dal 18 al 25 gennaio
Durante questi giorni ascolteremo la Parola del Signore che ci orienterà sugli atteggiamenti spirituali da praticare per crescere nell'amore verso tutti i fratelli. 
 
Il Signore ci ha scelti per stare con Lui, come Lui è in noi, e per offrirci la sua amicizia. 
Il suo amore è il criterio e la misura dell'amore che deve regnare tra noi.
La sua parola che purifica trasforma il cuore e lo rende capace di amare.
La vita che Cristo ci comunica si manifesta nel frutto che altro non è che amore. 
Se restiamo uniti a Lui, crescerà la testimonianza dell'amore e della solidarietà con tutti gli uomini. E questo ci porterà alla gioia piena.
 
In queste parole si delinea per noi un autentico cammino per l'ecumenismo. È ascoltando insieme la Parola e sentendoci discepoli di Gesù Cristo che supereremo i pregiudizi sorti dopo secoli di divisioni, e cresceremo nella conoscenza e nella stima gli uni per gli altri. Certamente questa stima reciproca non sarà ancora la piena realizzazione dell'unità, tuttavia sarà certamente una condizione necessaria per essa e per i dialoghi teologici e dottrinali, che devono essere guidati dal desiderio di interpretare la Parola di Dio con lo stesso Spirito con il quale è stata scritta, ci condurranno a un'unità sempre più visibile.
 
Nei giorni dell’ottavario saremo chiamati a riconoscere che, sebbene la piena unità desiderata da Cristo per tutti i suoi discepoli non sia ancora una realtà, già condividiamo molti dei mezzi desiderati dal Signore affinché la sua salvezza possa raggiungere tutti gli uomini, trasformare i loro cuori e il Regno di Dio sia presente in mezzo a noi.

La Parola di Dio che ascolteremo insieme e che costantemente ci chiama alla conversione; il sacramento del battesimo mediante il quale siamo incorporati in Cristo; la vocazione al servizio delle antiche e nuove povertà, la cura per la il creato … sono realtà che rendono possibile che i beni della grazia e della salvezza si riscontrino nei cristiani di tutte le Chiese e confessioni cristiane. 

In tutti ci sono frutti autentici della vita cristiana. Insieme dobbiamo rallegrarci per il  dono immenso che condividiamo: aver conosciuto e incontrato Cristo e amarlo. Si tratta ora di animarci scambievolmente per radicarci nel proposito di permanere nel suo amore!
 
Questa settimana sarà soprattutto un ottavario di preghiera poiché l'unità che tutti desideriamo non è un'opera umana, ma un dono di Dio. 
 
La preghiera non è qualcosa a cui ricorriamo perché non troviamo le strade e mezzi che conducano all'unità, ma piuttosto costituisce la via indicata da Cristo per realizzarla. Lui stesso ha pregato il Padre durante l'Ultima Cena ut omnes unum sint! 
Ecco perché quando preghiamo condividiamo gli stessi sentimenti di Gesù, ci uniamo alla sua preghiera e la facciamo nostra. 
La fede che ci unisce a Gesù Cristo porta a unirci anche noi alla sua preghiera. 
Se, oltre ad ascoltare insieme la sua Parola condividiamo i suoi sentimenti e la sua preghiera, il legame tra noi diventerà più forte.
 

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