In cammino verso la Quaresima

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Con il Mercoledì delle Ceneri inizierà la Quaresima. È il «tempo forte» che prepara alla Pasqua, apice dell’Anno liturgico e della vita di ogni cristiano.
Per questo la quaresima deve essere teologicamente interpretata a partire dal mistero pasquale. È l’inizio della celebrazione del grande Paschale sacramentum (sacramento pasquale). La Pasqua è la celebrazione piena di tutta l’azione salvifica di Dio. La quaresima non è, dunque, un residuo archeologico di pratiche ascetiche d’altri tempi, ma il tempo di una viva esperienza di partecipazione al mistero pasquale di Cristo.
 
È «un cammino di vera conversione». Il credente è invitato ad «affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male», (orazione colletta del Mercoledì delle Ceneri).
Dal quarto secolo la Chiesa intende fare della Quaresima un tempo di penitenza e di rinnovamento per tutta la Chiesa, con la pratica del digiuno e dell'astinenza.
Completavano il digiuno, la preghiera e l'elemosina.
Come ci si preparava allora?
Non si celebravano matrimoni.
Non si consumava carne il venerdì.
Non si organizzava nessuna festa pubblica.
Ci si impegnava a pregare più intensamente.
Ci si dedicava maggiormente alla carità per i poveri.
Non ci si concedeva alcuna distrazione che distogliesse dall’ascolto della parola di Dio.
 
Scrive il Catechismo della Chiesa Cattolica. "La Chiesa ogni anno si unisce al mistero di Gesù nel deserto con i quaranta giorni della Quaresima" (CCC 540).
 
L’itinerario di quaranta giorni che conduce ai giorni della memoria della passione, morte e risurrezione del Signore, nel Triduo pasquale, cuore del mistero di Salvezza, è un tempo di cambiamento interiore e di pentimento in cui il cristiano è chiamato a tornare a Dio con tutto il cuore.
 
La Quaresima richiama alla mente i quaranta giorni di preghiera e di digiuno vissuti dal Signore nel deserto. Lo attesta il Vangelo quando scrive che: «Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame».
Quaranta ricorda
      i giorni del diluvio universale,
      i giorni passati da Mosè sul monte Sinai,
      gli anni in cui il popolo di Israele peregrinò nel deserto prima di giungere alla Terra Promessa,
      i giorni di cammino del profeta Elia per giungere al monte Oreb,
      i giorni che Dio concede a Ninive per convertirsi dopo la predicazione di Giona.
 
Nel tempo di Quaresima siamo invitati ad accompagnare Gesù che sale a Gerusalemme, luogo del compimento del suo mistero di passione, morte e risurrezione.
 
La Quaresima è un tempo unico; è un aiuto divino che bisogna accogliere. Gesù passa accanto a noi e attende da noi un rinnovamento profondo.
Gesù Buon Pastore ci chiama per nome perché il tempo di Quaresima non passi come l'acqua sui sassi, senza lasciare traccia; ma ci lasciamo trasformare e convertirci al Signore, amandolo come Egli vuole essere amato.
 
La Quaresima inizia il Mercoledì delle Ceneri e termina immediatamente prima della messa vespertina del Giovedì Santo. Questo tempo è particolarmente adatto per gli esercizi spirituali, le liturgie penitenziali, la Via Crucis, i pellegrinaggi come segno di penitenza, le privazioni volontarie come il digiuno e l'elemosina, la condivisione fraterna (opere caritative e missionarie. (CCC 1438)
 
Ben vissuta, la Quaresima preparerà a una autentica e profonda conversione personale. Convertirsi è riconciliarsi con Dio; convertirsi è allontanarsi dal male, per ristabilire l'amicizia con il Creatore. Convertirsi implica il pentimento sincero e la confessione di tutti i nostri peccati. Convertirsi è cambiare dal di dentro in tutto ciò che non è gradito a Dio.
 
La Chiesa invita a vivere la Quaresima come un itinerario che porta a Gesù Cristo, attraverso l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera, la condivisione col prossimo e il compimento di opere buone. Invita a vivere alcuni atteggiamenti cristiani che aiutino ad assomigliare di più a Gesù Cristo.
 
Con cuore puro e convertito potremo partecipare alla festa più grande dell'anno: la Domenica di Pasqua nella Resurrezione del Signore.
 
 
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