Il sesto comandamento del Decalogo
«Non commettere adulterio»

<< Torna indietro

 
 
Dio è amore e il suo amore è fecondo. Di questa fecondità ha voluto rendere partecipe la persona umana, associando la generazione a uno specifico atto d’amore tra un uomo e una donna. In questo contesto il sesto comandamento è un SI all'amore! 
La Bibbia ripropone continuamente il matrimonio come il simbolo più adeguato dell’alleanza tra Dio e il suo popolo. L’amore umano e divino non contrastano tra di loro, ma si illuminano e si favoriscono a vicenda.
La sesta parola del decalogo riguarda in realtà la sfera fami­liare e coniugale. Il verbo utilizzato, "commettere adulterio", è sempre riferito all'atto del tradimento coniugale. Ora è evidente che l'adulterio riguarda esclusivamente persone sposate, le uniche che possono commettere adulterio. Il divieto di commettere adulterio serve a difendere la fedeltà coniuga­le e a preservare soprattutto l'integrità del nucleo familiare, che l'adulterio distrugge. Per questo motivo la legislazione ebraica antica era severissima nei con­fronti degli adulteri.
 
Il sesto comandamento proibisce anche tutto l’uso indebito della sessualità.
In tal modo lo scopo di questo comandamento è divenuto quello di proteggere la sessualità.
Dio esorta l'uomo a non banalizzare uno dei doni più grandi: la capacità di amare e di entrare in contatto con le persone.
Questo comandamento è diretto alla promozione e alla tutela della capacità di vivere la sessualità in modo autenticamente umano. Ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica: “La sessualità va positivamente integrata nella persona, al fine di ottenere l'unità interiore dell'uomo, nel suo essere corporeo e spirituale” (CCC 2337). Perciò il comandamento mira a preservare dalla dissoluzione dell’egoismo la comunione dell’uomo e della donna che dev’essere immagine della fedeltà di Dio. Pertanto tende a proteggere il bene del matrimonio e, quindi, della famiglia. Tutta la Bibbia è contraddistinta da una profonda stima del matrimonio.
 
La Tradizione della Chiesa ha considerato il sesto comandamento come inglobante l'insieme della sessualità umana. Benché nel testo biblico del Decalogo si legga «non commettere adulterio» (Es 20,14), la Tradizione della Chiesa segue complessivamente gli insegnamenti morali dell'Antico e del Nuovo Testamento, e considera il sesto Comandamento come inglobante tutti i peccati contro la castità. La sessualità ordinata infatti, è immagine e conseguenza dell'amore di Dio per l'uomo.
Per questo il VI comandamento tutela la sessualità umana che riguarda tutto l’uomo.  Occorre tuttavia guardarsi da una sopravvalutazione della sessualità che va inserita nella totalità della persona e del suo riferimento trascendentale. Essa ha a che fare con l’orientamento dell’uomo verso il coniuge e verso Dio ed è perciò molto più di un mezzo privato di soddisfacimento dell’istinto.
 
Non è adeguata neppure l’esaltazione della sessualità come semplice forza vitale, oggi tanto di moda. Essa sfocia in una visione superficiale dell’uomo e del suo comportamento. L’accentuazione isolata della sessualità non conduce alla maturazione, alla libertà e alla pienezza dell’uomo, ma piuttosto al caos.
 
Il sesto comandamento intende proteggere l’unità, la fedeltà, la perpetuità e l’indissolubilità del matrimonio.
 
L’ adulterio infrange il legame d'amore fra uomo e donna e la promessa di fedeltà reciproca contratta dai coniugi davanti a Dio. Quando due partner, di cui almeno uno è sposato, intrecciano tra loro una relazione sessuale, anche episodica, commettono un adulterio. Ma è adultero anche colui che, col suo modo di agire, mette nella condizione d'essere infedele l'altro coniuge. Amare sinceramente non è solo questione di "non tradire", ma di donare perpetuamente attenzione e amore.
 
Il divorzio: cioè lo scioglimento giuridico del patto coniugale, in vista di una nuova unione.
 
La convivenza: coloro che convivono senza essere sposati in chiesa si uniscono senza la benedizione del Signore. Al giorno d'oggi, molti reclamano il "diritto alla prova", cioè il diritto a un'esperienza di vita piena prima delle nozze, allo scopo di maturare meglio nella scelta che si intende fare. L'amore non ha bisogno di "prova" quando è autentico. È il fidanzamento, vissuto in armonia e senza fretta, il tempo migliore per capire se si è fatti l'uno per l'altra e se ci può essere amore vero: amore fisico, morale e spirituale.
 
I peccati contro il sesto comandamento
 
Alla castità si oppone la lussuria, che è «un desiderio disordinato, una fruizione sregolata del piacere venereo. Il piacere sessuale è moralmente disordinato quando è ricercato per se stesso, al di fuori delle finalità di procreazione e di unione» (Catechismo , 2351).
 
La masturbazione è la «eccitazione volontaria degli organi genitali, al fine di trarne un piacere venereo» (Catechismo, 2352). Per sua stessa natura, la masturbazione contraddice il significato cristiano della sessualità che è al servizio dell’amore. La masturbazione continua a essere un uso indebito della sessualità e quindi un peccato da confessare.  Essendo un esercizio solitario ed egoista della sessualità è privato della verità dell’amore.
 
La fornicazione è l’unione carnale tra un uomo e una donna liberi, al di fuori del matrimonio. Essa è gravemente contraria alla dignità delle persone e della sessualità umana naturalmente ordinata sia al bene degli sposi.
 
La pornografia e la prostituzione sono peccati gravi di disordine sessuale. La pornografia consiste nel sottrarre all'intimità dei partner gli atti sessuali, reali o simulati, per esibirli direttamente a terze persone
 
La pedofilia: ossia l’abuso e lo sfruttamento di minori a scopo di libidine.
 
Lo stupro viola la giustizia e la carità. Lo stupro lede profondamente il diritto di ciascuno al rispetto, alla libertà, all’integrità fisica e morale. Arreca un grave danno, che può segnare la vittima per tutta la vita.
 
Gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati. Questa netta valutazione morale delle azioni non deve minimamente pregiudicare le persone che presentano tendenze omosessuali.
 
Non commettere atti impuri significa educarsi all'amore vero, all'amore che rispetta gli altri come figli di Dio, e se stessi come tempio dello Spirito Santo. La nostra sessualità, voluta dal Signore, è una potente fonte di energia, se viene vissuta in modo intelligente ed evangelico. Essa ci aiuta ad amare il nostro prossimo nella sua completezza umana e spirituale, ed è figura e anticipazione di quell'Amore che troveremo perfettamente appagato nell'eterna Luce del cielo.
 

© Riproduzione Riservata