I Laici cristiani in tempi complessi

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Per fortuna sono molte le persone che cercano di trovare una soluzione alla crisi nella quale siamo immersi. In questo compito hanno una missione speciale i laici cristiani. Di essi il concilio Vaticano secondo dice che "Il carattere secolare è proprio e peculiare dei laici. Per loro vocazione è proprio dei laici cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio. Vivono nel secolo, cioè implicati in tutti i diversi doveri e lavori del mondo e nelle ordinarie condizioni di vita familiari e sociali, di cui la loro esistenza è come intessuta ". (LG)
 
È evidente pertanto che la condizione secolare propria dei laici cristiani conferisce loro una speciale vocazione di presenza nel mondo. Il carattere secolare dei laici -uomini e donne-si intende in tutta la sua ricchezza se non relazioni hanno con il fatto che il figlio di Dio facendosi uomo santifico i vincoli e le attività umane.

Il concilio Vaticano secondo afferma con tutta chiarezza che, nel mondo, i laici sono chiamati da Dio “a compiere la propria missione di modo che, guidati dallo spirito del Vangelo siano come un fermento al fine di santificare il mondo dal di dentro". Si tratta di una missione umanizzatrice ed evangelizzatrice.
 
Che cosa chiede questa duplice missione ai laici cristiani in un tempo di crisi? Mi pare che tanto il concilio quanto gli ultimi pontefici abbiano dato indicazioni molto chiare in questo senso, indicazioni che sono contenute anche nella dottrina sociale della Chiesa.
 
Nell'enciclica Laborem exercens il Papa Giovanni Paolo II dimostrò che "i socialismi trattano gli esseri umani come strumenti di produzione e non come persone soggetto del lavoro. D'altra parte il mercantilismo li trattano come una mercanzia soggetta al mercato dell'offerta della domanda".
 
Benedetto XVI ha detto che le radici della crisi sono fondate “sull'individualismo che un'oscura la dimensione relazionale dell'uomo e lo conduce a chiudersi nel suo piccolo proprio mondo al fine di soddisfare prima di tutto le proprie necessità e desideri preoccupandosi molto poco degli altri”.
 
Papa Francesco - tanto sensibile ai problemi sociali anche in ragione della sua esperienza latino-americana -dice che una delle cause della crisi sta in "una visione economicistica della società che cerca il beneficio egoista fuori dai parametri della giustizia sociale".
 
Anch i laici cristiani molto sensibili a ciò che ci riserva quest'ora fanno sentire la loro voce.
 
C'è chi chiede un sistema economico alternativo completo che lasci alle spalle tanto l'esperienza dell'economia pianificata comunista quanto gli eccessi del capitalismo finanziario fuori di ogni regolamentazione.
 
La dottrina sociale della Chiesa e l'esperienza dei movimenti di ispirazione cristiana sembrano offrire un cammino valido per superare la crisi. Ricordiamo alcuni indicatori: la logica del dono della gratuità della comunione (esposte lucidamente dal Papa Benedetto XVI nella Caritas in veritate) il principio della sussidiarietà e della solidarietà, la necessità di porre la persona al centro dei sistemi e la ricerca di un'autorità politica mondiale (richiesta fin da allora dal Papa Giovanni XXIII nell'enciclica Pacem in terris) e in modo speciale la necessità di una economia del bene comune tanto urgente nel contesto attuale.
 
Questa è l'ora della creatività da parte dei laici cristiani presenti nel nostro mondo e conoscitori della complessità dei suoi meccanismi.

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