I cattolici nella vita pubblica

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I cattolici nella vita pubblica
 
 

 
I fedeli laici vivono ... implicati in tutti i singoli gli impieghi e gli affari del mondo e nelle ordinarie condizioni della vita familiare e sociale, di cui la loro esistenza è come intessuta...essi sono persone che vivono la vita normale del mondo, studiano, lavorano ... Il Concilio considera la loro condizione non semplicemente come un dato esteriore e ambientale, bensì come una realtà destinata a trovare in Gesù Cristo la pienezza del suo significato ... Il mondo diventa così l’ambito e il mezzo della vocazione cristiana dei fedeli laici ... I fedeli laici sono da Dio chiamati a contribuire quasi dall’interno a modo di fermento alla santificazione del modo” (CHL n15).
 
Gesù ha lasciato una immagine molto espressiva: “Voi siete il sale della terra” (Mt 5,13). Questa icona evangelica del sale è molto indicativa e significativa per determinare la missione dei fedeli laici.
Da un lato esprime la piena partecipazione e il profondo inserimento nella terra, nel mondo, nella comunità umana. Dall’altra esprime anche la novità e la originalità dei tale partecipazione e inserimento.
L’immagine del sale parla della condivisione delle condizioni ordinarie della vita con gli uomini e le donne del nostro tempo e di essere fermento della Storia.
 
1. Che qualità deve avere il sale?
 
In primo luogo quella di salare. Dare sapor al cibo. E’ questa la missione del laico cristiano: salare ciò che è insipido là dove c’è; nel luogo dove non c’è sapore; portare sapore alla gente che si incontra. Rendere gradevole e attraente la vita di fede, amabile la virtù, gioioso il sacrificio, consolante la sofferenza.
Il laico cristiano deve lavorare esprimersi, operare sempre con tanto buono spirito, trattare il prossimo con tanta gentilezza, elargire ogni buona consolazione, recare al suo animo una persuasione che dia sapore a tutta la sua vita.
 
In secondo luogo il sale deve cauterizzare. Si tratta di fermare il sangue delle ferite e curare altre infermità. La virtù amabile, l’affabilità, l’accondiscendenza, la tolleranza del cristiano fanno cicatrizzare più celermente le ferite. La carità, l’amore di Dio purifica tutto ciò che tocca.
 
Infine il sale deve preservare. Deve, cioè, proteggere porre al riparo preventivamente persona o cose dal danno o dal pericolo. Dove si pone il sale non c’è corruzione. E dove si trova un vero credente, tanto meno esiste corruzione! Le sue parole e i suoi discorsi, il suo modo di agire, tutta la sua persona deve essere antidoto contro la corruzione.
 
Il nostro popolo è stanco, forse nauseato, a causa delle ricorrenti notizie di corruzione di vario genere.
Il nostro popolo è stanco di giustificazioni vere o presunte, di spettacoli fatti di accuse, di illazioni morbose, di supposizioni smerciate per verità.
Sui temi etici, poi, si tradisce la scienza, si inventano nuove teorie mistificandole per “ultimi ritrovati della scienza e della tecnica”.
In fondo non si fa altro che spalancare le porte al relativismo etico e al nikilismo, con la conseguenza tragica di un vero e proprio cambiamento del modello di società.
 
Di fronte a questa situazione e a quelle che inevitabilmente seguiranno il laico battezzato deve assolutamente prendere coscienza di essere sale della terra.
 
2. In che modo il sale produce i suoi effetti?
 
Salando, comunicando a tutta la massa il suo intenso sapore proprio del sale. Il sale da sapore, altresì, con la testimonianza della parola e della vita del cristiano. Il sale da sapore sciogliendosi con il servizio, l’offerta, l’abnegazione, la donazione di se stesso. Solo a partire da queste virtù è possibile curare le ferite dell’umanità.
 
3. Ma è possibile essere sale che non sala? sale che ha perso il suo sapore?
 
Certamente! Ne fa esplicito riferimento il brano del Vangelo. Subito dopo aver affermato: “Voi siete il sale della terra”, Gesù chiede: “Se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini”. (Mt 5,13)
 
Il laico battezzato perde il sapore:
    ammettendo forme di pensiero e agendo in disaccordo con lo spirito evangelico;
    non considerando come essenziale punto d riferimento la figura di Gesù Cristo e la gerarchia dei valori che la sua accettazione impone;
    quando si cerca di rendere compatibile la luce con le tenebre;
    quando si annuncia il Vangelo della pace, mentre si continua a lottare per prevalere sugli altri;
    quando viviamo una vita fondata sull’autosufficienza e sulla vanità;
    quando parliamo di carità mentre non cerchiamo di servire, ma di essere serviti o di servirsi di qualcuno;
    quando si invoca la democrazia, ma si conculcano i più fondamentali diritti della persona umana, stabilendo come norma assoluta il criterio personale;
    quando si parla di Dio e si vive tanto comodamente nel mondo come se Lui non ci fosse!
    quando si parla della necessità di professare la propria fede, ma la si camuffa camaleonticamente di fronte a coloro che potrebbero pregiudicare i nostri propri interessi per il fatto di manifestarci credenti;
    quando si parla della speranza della vita del mondo che verrà, ma si pone tutta la speranza nella vita dell’ora e qui!
    quando la gioia cristiana è soppiantata dalla ricerca del comfort umano;
    quando si parla della verità e ci si professa sinceri quando, al contrario, si vive nella grande menzogna.
 
Cari amici, che lo Spirito della Pentecoste illumini la nostra intelligenza, sostenga la forza di volontà, infiammi il nostro cuore nella gioiosa, non facile ma felice testimonianza di fede e di verità.