I 50 giorni della Pasqua

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Con la domenica di Pasqua di risurrezione si è aperto nella Chiesa il tempo della celebrazione della Pasqua che dura 50 giorni, ossia fino alla Pentecoste.

L’evento della Risurrezione del Signore è un fatto tanto importante e trascendentale che la Chiesa ha stabilito che sia preparato dai 40 giorni della Quaresima e che fosse seguito - come continuità della celebrazione, come se fosse un unico giorno di festa - da altri 50 giorni fino alla Pentecoste.

 

In realtà tutti i giorni che seguono e seguiranno all’evento pasquale della Risurrezione del Signore Gesù fino alla discesa dello Spirito Santo sono Tempo di Pasqua.

Non accadrà più nella storia della Chiesa un avvenimento così trascendentale e misterioso fino al ritorno del Signore con potere e gloria grande a giudicare i vivi e i morti. Intanto con la Chiesa camminiamo verso quell’appuntamento, convinti che siamo stati salvati dalla Passione, Morte e Risurrezione del Signore attraverso il sacramento del Battesimo e l’azione dello Spirito Santo e viviamo nella attesa della sua ultima venuta.

 

In questi 50 giorni la Chiesa pone uno speciale impegno perché i risorti con Cristo vivano secondo la nuova vita inaugurata dal Signore Gesù con la sua Risurrezione dai morti e iniziata in per mezzo del Battesimo.

Questa vita nuova si caratterizza dal fatto che una vita nello Spirito e secondo lo Spirito del Signore. Lo Spirito Santo è il dono del Signore Risorto, il Dono dei doni, dal quale tutti gli altri derivano. Dono gratuito, che tuttavia, deve essere accolto e corrisposto.

 

La vita secondo lo Spirito si connota dai segni e dai carismi che la accompagnano. Tanto negli incontri del Signore risorto con i suoi discepoli, come nella Discesa dello Spirito Santo, così come nella vita delle comunità cristiane originate dalla fede in Cristo risorto e dalla Pentecoste si riscontrano tra i doni e i carismi: la pace, la gioia, la libertà, la fraternità nella comunità dei discepoli, lo spirito di preghiera, la celebrazione della Eucarestia e della Parola di Dio, il sentirsi inviati quali testimoni della Risurrezione e della speranza cristiana con la stessa missione con la quale furono inviati i primi discepoli del Signore che dopo la discesa dello Spirito Santo andarono in tutto il mondo ad annunciare le grandi meraviglie compiute dal Gesù di Nazareth il Cristo della fede.

 

Per alimentare e mantenere la vita nuova del risorto con Cristo sono a nostra disposizione la preghiera, l’ascolto della Parola di Dio, la vita sacramentale, la vita della comunità cristiana.

Fin dal principio i discepoli del Signore ebbero come forte punto di riferimento la celebrazione della Domenica, il giorno del Signore che è il signore dei Giorni. Esso divenne subito il giorno della comunità per vivere l’esperienza dell’incontro di tutta la comunità con il Signore e con tutti i fratelli e porre in comune la vita vissuta nel corso della settimana e prendere forza per continuare a vivere da cristiani in mezzo al mondo durante la nuova settimana che inizia.

Gli antichi abitanti di Abitene dicevano: “Senza la domenica non possiamo vivere!”

 

Non sono concepibili, infatti, una parrocchia o una comunità cristiana che non pongano la domenica al centro della propria vita come giorno principale: giorno del Signore, giorno della famiglia, giorno della comunità cristiana, giorno dedicato a un maggior approfondimento spirituale, giorno del riposo, giorno riservato all’esercizio più generoso della carità verso i sofferenti, gli ammalati e i poveri, giorno dedicato al servizio gratuito tanto ecclesiale quanto civile nei numero si e differenti settori.