Festa di Maria Madre della Chiesa

<< Torna indietro

 

Papa Francesco, con uno di quei suoi gesti profetici, ha istituito la memoria liturgica di Maria Madre della Chiesa che sarà celebrata ogni anno in modo obbligatorio nel Lunedì dopo Pentecoste.
 
Il  21 novembre 1964, a conclusione della terza Sessione del Concilio Vaticano II, il santo Pontefice Paolo VI ha dichiarato la beata Vergine Maria «Madre della Chiesa, cioè di tutto il popolo cristiano, tanto dei fedeli quanto dei Pastori, che la chiamano Madre amantissima». Mi trovavo di fronte al TV in quel moment. Forse non ne compreso il senso e il significato teologico e pastorale; ricordo solo che i 2500 Padri conciliari presenti nella grande aula della Basilica di San Pietro di alzarono tutti in piedi e applaudirono il Papa Paolo VI per la lungimirante decisione.
 
Giovanni Paolo II nel 1980 volle che nelle Litanie lauretane fosse venerata la come Madre della Chiesa.
 
Ora il Santo Padre Francesco ha stabilito che la celebrazione di Maria Madre della Chiesa diventasse universale per tutta la Chiesa di rito romano e obbligatoria. Il 3 marzo 2018, con un decreto pubblicato dalla Congregazione del Culto divino, papa Francesco ha iscritto nel Calendario romano la memoria obbligatoria della beata Vergine Maria Madre della Chiesa fissandola al lunedì dopo la domenica di Pentecoste.
Non possiamo dimenticare che la Chiesa è nata sì dal cuore aperto di Cristo sul Calvario mentre Maria era ai piedi della Croce, ma si èi manifesta al mondo nella Pentecoste mentre gli Apostoli erano adunarti nel Cenacolo con Maria. I Dodici, poi, uscirono rinnovati dal Cenacolo, dopo la discesa dello Spirito Santo e annunciarono le meraviglie di Dio.
 
Qual è il significato di questo titolo mariano?
Già nel 1951 Hugo Rahner, nel suo noto volume «Maria e la Chiesa» aveva invitato a «reimparare ciò che era così familiare e caro alla chiesa primitiva: vedere la chiesa in Maria e Maria nella chiesa». Per la teologia patristica Maria è il «tipo della chiesa e cioè esempio, sostanza, e insieme compendio di tutto ciò che si doveva poi sviluppare nella Chiesa nella sua essenza e destino». I Padri «vedono Maria e la chiesa in un’unica immagine: tipo e antitipo sono uniti come il sigillo e la cera». Per questo la devozione a Maria e alla chiesa stanno o cadono insieme.
De Lubac, rifacendosi alla tradizione patristica, riafferma i legami «essenziali», «intessuti dal di dentro» esistenti tra Maria e la Chiesa. Le due realtà sono intrinsicamente solidali e si rimandano a vicenda. Gli stessi simboli biblici sono applicati alternativamente o simultaneamente alla Chiesa e a Maria: nuova Eva, paradiso, arca dell’alleanza, scala di Giacobbe, porta del cielo, tabernacolo dell’Altissimo, città di Dio.
 
Nel decreto firmato dal cardinale Prefetto del Dicastero del Culto Divino si legge: «La gioiosa venerazione riservata alla Madre di Dio dalla Chiesa contemporanea, alla luce della riflessione sul mistero di Cristo e sulla sua propria natura, non poteva dimenticare quella figura di Donna la Vergine Maria, che è Madre di Cristo e insieme Madre della Chiesa. Ciò era già in qualche modo presente nel sentire ecclesiale a partire dalle parole premonitrici di sant’Agostino e di san Leone Magno. Il primo, infatti, dice che Maria è madre delle membra di Cristo, perché ha cooperato con la sua carità alla rinascita dei fedeli nella Chiesa; l’altro poi, quando dice che la nascita del Capo è anche la nascita del Corpo, indica che Maria è al contempo madre di Cristo, Figlio di Dio, e madre delle membra del suo corpo mistico, cioè della Chiesa. Queste considerazioni derivano dalla divina maternità di Maria e dalla sua intima unione all’opera del Redentore, culminata nell’ora della croce. La Madre infatti, che stava presso la croce (cf. Gv 19, 25), accettò il testamento di amore del Figlio suo ed accolse tutti gli uomini, impersonati dal discepolo amato, come figli da rigenerare alla vita divina, divenendo amorosa nutrice della Chiesa che Cristo in croce, emettendo lo Spirito, ha generato. A sua volta, nel discepolo amato, Cristo elesse tutti i discepoli come vicari del suo amore verso la Madre, affidandola loro affinché con affetto filiale la accogliessero. Premurosa guida della Chiesa nascente, Maria iniziò pertanto la propria missione materna già nel cenacolo, pregando con gli Apostoli in attesa della venuta dello Spirito Santo (cf. At 1, 14). In questo sentire, nel corso dei secoli, la pietà cristiana ha onorato Maria con i titoli, in qualche modo equivalenti, di Madre dei discepoli, dei fedeli, dei credenti, di tutti coloro che rinascono in Cristo e anche di “Madre della Chiesa”, come appare in testi di autori spirituali e pure del magistero di Benedetto XIV e Leone XIII».
 
La memoria della Beata Vergine Madre della Chiesa ci invita a vivere uno speciale cammino di Chiesa: attingere la fede dalla fede di Maria, attingere la perseveranza dalla perseveranza di Maria, attingere la fedeltà dalla fedeltà di Maria, attingere la speranza dalla speranza di Maria. Sarà questo il modo  di incontrare il Cristo risorto, quasi condotti per mano proprio da Maria che, come ai servi di Cana, ripete anche a noi: “Fate quello che Lui vi dirà”. (Gv 2,5)
 
Affidiamoci con audacia filiale a Maria Madre della Chiesa, perché è Mamma nostra
 
Dio Padre di misericordia,
il tuo unico Figlio, morente sulla croce, ha dato a noi
come madre nostra la sua stessa madre, la beata Vergine Maria;
fa' che, sorretta dal suo amore, la tua Chiesa,
sempre più feconda nello Spirito, esulti per la santità dei suoi figli
e riunisca tutti i popoli del mondo in un'unica famiglia.
 
© Riproduzione Riservata