Dieci pensieri sulla Pasqua

<< Torna indietro

 

1.   Pasqua di risurrezione, perché "è morto e risuscitato" (Mt 8,6).
Quando noi confessiamo Cristo risorto non diciamo semplicemente che la sua tomba fu trovata vuota, ma che Egli vive per darci la vita. Quando ogni prova si trasforma in grazia, ogni tristezza e sofferenza in gioia, ogni peccato in perdono, quando ci liberiamo da ogni nostra schiavitù e passiamo anche noi dalla morte alla vita, è la Pasqua di Risurrezione.

 2.  Pasqua di gloria, poiché "era necessario che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria" (Lc 24,26).
Anche se le nostre lotte si riducono molto spesso al fallimento, anche se i nostri sogni non si realizzano, anche s ei nostri sacrifici sembrano sterili, possiamo gridare che la morte non è la fine assoluta della vita; ciò che abbiamo seminato con fatica e amore nella nostra vita diventerà Pasqua di gloria.

3.  Pasqua del Signore, perché i discepoli dissero: "Abbiamo visto il Signore" (Gv 20,25). E chiamarlo "Signore" significa che Egli è il fondamento, lo scopo e il destino dell'uomo, del mondo e della storia. Nella sua risurrezione, Gesù Cristo ri-vive in maniera piena, e vive tutto per Dio e per gli uomini; e questa è la vita che Gesù comunica ai suoi. Lui è la salvezza già presente e la salvezza futura nella sua pienezza, perché Egli è il Signore.

4.  Pasqua eucaristica, perché hanno riconosciuto "nello spezzare il pane" (Lc 24,35 ). Un pane che non stimola per un momento, ma dà la vita per sempre. Gesù si incontra nella Eucaristia e da lì Gesù parla al cuore e lo riempie della sua grazia. Quando si fa l’esperienza del Sacramento dell’Eucarestia si aprono gli occhi del cuore e si vede Dio in ogni cosa, come i discepoli nella pasqua di Emmaus.

 5.  Pasqua della vita, poiché Cristo "è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti" (1 Cor 16,9 ). La vita del credente non è il solitudine angosciante, ma un'esperienza condivisa con il Risorto. Ora sappiamo che veniamo da Dio, che siamo fatti a sua immagine e che la nostra vocazione è quella di "riprodurre le caratteristiche di Cristo." (Rm 8,29). Non possiamo cercare tra i morti Colui che è vivo.

 6.  Pasqua di santificazione, perché Cristo risorto ha offerto "il perdono dei peccati" (Gv 20,22). Cristo ha voluto che la Chiesa fosse segno e strumento di perdono ad essere segno e strumento del perdono e della riconciliazione che ci è stata ottenuto a prezzo del suo sangue per una Pasqua santa.

 7.  Pasqua di gioia, perché "i discepoli gioirono al vedere il Signore" (Gv 20,20). I cristiani non sono il popolo di un morto, ma popolo del Risorto. La gioia pasquale dà il vero significato e senso a tutta la vita umana.  La speranza e la gioia sono le caratteristiche della vita spirituale dell'uomo. Nonostante le croci e le sofferenze della vita, la fine sarà sempre e inevitabilmente la gioia vittoriosa della Pasqua di risurrezione.

 8.   Pasqua di pace, perché Gesù risorto ha ripetuto: "Pace a voi" (Gv 20,21). È possibile portare la pace, offrire la pace; una pace traboccante che nasce sempre dal possesso di Dio e dalla sua grazia e che si manifesta nella tranquillità dell’animo, nell'integrità del corpo, nella felicità piena, nella garanzia del cielo. Pace con Dio, pace con i fratelli, pace con se stessi, pace con il creato. perché Cristo è la nostra pace.

 9.  Pasqua missionaria, perché Gesù risorto disse: "Come il Padre ha mandato me, così io mando voi" (Gv 20,21 ). Chi che vive con la fede pasquale, non può restare indifferente al mondo, al sociale, alle periferie, alla Chiesa. Siamo una Chiesa missionaria “in uscita” verso il mondo e gli uomini seguendo il comando di Gesù: "Andate in tutto il mondo" (Mt 28). La Chiesa del Signore è tanto più Chiesa quanto più sarà aperta all’evangelizzazione del mondo per una vera Pasqua di risurrezione.

 10.  Pasqua comunitaria, perché "venne Gesù e stette in mezzo a loro" (Gv 20,19). La comunità è la comunità di ciascuno e di tutti con Cristo. Egli unisce sempre! La vita comunitaria non consiste nello stare insieme, o collaborare come membri di una équipe che svolgono un compito di carattere sociale o apostolica, ma per essere veramente uniti con Cristo e tra di sé. La comunità rende presente Cristo per una Pasqua di risurrezione.