Battesimo: chiamata e missione
dei laici battezzati

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Qualche giorno fa un giornalista mi ha posto una domanda che riflette un'idea molto comune in certi ambienti ecclesiali, sul fatto che la mancanza di vocazioni sacerdotali e religiose potrebbe sollecitare "l’ora dei laici". Ho risposto, come ho espresso in diverse occasioni, che l'ora dei laici inizia nel momento in cui si riceve il battesimo. Ho aggiunto che questa "ora" non dipende dalla fluttuazione delle statistiche dei seminari. E ho ipotizzato: qualora rifiorissero le vocazioni al sacerdozio, allora i laici dovrebbero fare un passo indietro?

 

Ho ripescato nella mia memoria questa conversazione meditando la festa del Battesimo di Gesù. Come per Gesù il “battesimo” ricevuto da Giovanni ha segnato l’inizio della sua missione messianica e la voce del Padre rivelò che Gesù era il Figlio amato, così con il sacramento del battesimo ogni battezzato è consacrato dallo Spirito Santo, chiamato figlio di Dio e partecipa alla stessa missione di Cristo nel mondo. 

 

L’immagine di copertina fa parte del ciclo della Cappella degli Scrovegni in Pdova e raffigura “Il Battesimo di Cristo” di Giotto, databile al 1303-1305 circa. 

                                

Il Concilio Vaticano II ha riacceso la consapevolezza della vocazione e missione dei laici soprattutto con lo splendido documento (del tutto inattuato!) Apostolicam Actuositatem. Successivamente san Giovanni Paolo II ha pubblicato l'esortazione Christifideles laici, scaturita dalle riflessioni del Sinodo dei vescovi del 1987 sulla vocazione e missione dei laici nella Chiesa e nel mondo. Anche questo documento post-conciliare ha auspicato e promosso una più profonda consapevolezza della partecipazione e della missione dei laici battezzati e della responsabilità che essi devono assumere e condividere nella comunione e missione della Chiesa. (Una domanda sorge spontanea: li conosciamo questi documenti? Approfittiamo di questo periodo di confinamento forzato almeno per leggerli…)

 

Anche la Costituzione Lumen Gentium offre una profonda meditazione sul battesimo come fonte dell'identità laicale. La missione evangelizzatrice dei laici nasce dalla loro partecipazione al triplice ufficio sacerdotale, profetico e regale di Gesù Cristo (che non  è il sacerdozio sacramento)La partecipazione al sacerdozio comune e al triplice ufficio di Cristo, attraverso il Battesimo e la Confermazione, dà fondamento all’attributo di discepoli del Signore, all’uguale dignità cristiana e alla vocazione universale alla santità e all’apostolato. Pertanto, in forza della comune dignità battesimale il fedele laico è corresponsabile, insieme con i ministri ordinati e con i religiosi e le religiose, della missione della Chiesa.

 

La secolarità propria e peculiare dei laici, che vivono nel mondo, li coinvolge nel loro lavoro e nelle loro occupazioni e nelle condizioni ordinarie della vita familiare e sociale: lavorano, instaurano rapporti sociali, di amicizia, culturali, professionali, eccetera. A qualcuno può non essere di immediata comprensione il concetto di “secolarità”. Essa indica l’appartenenza ontologica al saeculum, ovvero al mondo presente e creato da Dio. Essa è quindi una caratteristica antropologica che deriva dallo stato creaturale. Il Battesimo non annulla questa relazione creaturale con il mondo, ma la “configura” a partire dalla redenzione operata da Cristo e in attesa della consumazione finale. Questa nuova relazione cristiana con il mondo che sorge dal Battesimo è la “secolarità cristiana” comune a ogni battezzato. L’“indole secolare”, quindi, indica la forma propria adottata dalla “dimensione secolare” nei laici.

 

In tal modo i laici contribuiscono alla trasformazione del mondo dall'interno, come lievito nell'impasto, attraverso l'esercizio dei propri compiti, guidati dallo spirito evangelico, manifestando Cristo di fronte agli altri con la loro parola e la loro testimonianza, con la loro fede, la speranza e la carità.

 

Ma non dobbiamo essere pavidi; non dobbiamo essere delusi, disaffezionati, o “schizofrenici spirituali”. Quella del laico credente è un'avventura necessaria e possibile, basta avere fiducia in noi stessi, non avere paura, e confidare sul serio nel dono dello Spirito Santo che abbiamo ricevuto quando siamo stati battezzati e cresimati.

 

Quanto siamo stati fortunati a incontrare Dio! Se Dio non ci fosse (paradosso assoluto!) bisognerebbe inventarlo!

E grande avventura è la sequela di Gesù e quali meraviglie contiene! 
Siamo amati da Dio liberamente.
Dio ci ha resi suoi figli attraverso il Battesimo, e questo è il suo grande dono.
Ci ha creati a sua immagine e somiglianza e ci ha fatto figli nel Figlio suo.

 

Ma desso tocca a noi! Non dimentichiamo la cosa importante: il Signore ci chiama a una radicale conversione di vita e a crescere nella Parola del Signore per vivere l’identità secolare del laico battezzato con un impegno formidabile per una missione esaltante nella Chiesa e nella società.

 

Fondamentale è che non rimaniamo alla superficie delle opinioni e dei comportamenti; scopriremo, così, l'ardente desiderio di spiritualità dei nostri contemporanei. Dopo tanta indifferenza, c'è sete di verità e bellezza, di autenticità e di vita. Oggi più che mai ogni uomo desidera amare ed essere amato. Anche se inconsapevolmente c'è tanta sete di Dio. I cuori delle persone rimangono irrequieti fino a quando non possono trovare e riposare con fiducia nel Salvatore che li ha plasmati (Sant'Agostino).

 

Anche per questo non possiamo rimanere inattivi, oziosi, perplessi, volti al passato a rimpiangere le cipolle d’Egitto … mentre tanti aspettano che qualcuno mostri loro Cristo e li accompagni nel cammino della sua sequela.

 

Gesù Cristo continua a contare su di noi per inviarci come suoi testimoni.

 

 

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