Ascensione: fiducia e responsabilità

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Al vangelo originale di Marco, a un certo punto della redazione, fu aggiunta un'appendice in cui è raccolto questo comando finale di Gesù: "Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura". Il Vangelo non avrebbe né potuto né dovuto rimanere racchiuso all'interno del piccolo gruppo dei discepoli del Signore. Essi avrebbero dovuto uscire e raggiungere il "mondo intero" per portare la Buona Novella a tutti i popoli, a "tutta la creazione". Papa Francesco in Evangelii Gaudium scrive: Nella Parola di Dio appare costantemente questo dinamismo di “uscita” che Dio vuole provocare nei credenti”.(20)

Senza dubbio queste parole sono state ascoltate con entusiasmo quando i cristiani erano in piena espansione e le comunità si moltiplicavano in tutto l'impero, ma come ascoltarle oggi quando ci troviamo impotenti a trattenere coloro che si allontanano dalle nostre chiese perché non hanno più bisogno e/o non avvertono la necessità della nostra religione?
 
Il primo cosa da fare è quella di vivere con assoluta fiducia nell'azione di Dio. Lo ha insegnato Gesù. Dio continua a lavorare con infinito amore nel cuore e nella coscienza di tutti i suoi figli e figlie, anche se noi li consideriamo "pecore smarrite".
Dio non è bloccato da nessuna crisi! Non aspetta che mettiamo in cantiere i nostri piani o i nostri progetti di rinnovamento pastorale ed ecclesiale. Egli continua ad agire nella Chiesa e fuori della Chiesa. Nessuno vive abbandonato da Dio, benché non abbia mai sentito parlare del Vangelo di Gesù.

Ma tutto questo non ci solleva dalle nostre responsabilità. Dobbiamo cominciare a porci nuove domande: Per quali vie Dio è alla ricerca degli uomini e delle donne della cultura moderna? Come rendere presente agli uomini e alle donne del nostro tempo la Buona Notizia di Gesù?

Dobbiamo ancora chiederci qualcosa di più: Quale chiamata ci sta facendo il Signore per trasformare il nostro modo tradizionale di pensare, di trasmettere, di celebrare e di incarnare la fede cristiana in modo da favorire e propiziare l'azione di Dio nella cultura contemporanea? Non corriamo il rischio di diventare, con la nostra inerzia e il nostro immobilismo freno e ostacolo culturale perché il Vangelo sia incarni nella società contemporanea? Ancora papa Francesco ricorda: La riforma delle strutture, che esige la conversione pastorale, si può intendere solo in questo senso: fare in modo che esse diventino tutte più missionarie, che la pastorale ordinaria in tutte le sue istanze sia più espansiva e aperta, che ponga gli agenti pastorali in costante atteggiamento di “uscita” e favorisca così la risposta positiva di tutti coloro ai quali Gesù offre la sua amicizia”. (27)
Nessuno sa come sarà la fede cristiana nel nuovo mondo che sta nascendo, ma difficilmente sarà "clonazione" del passato. Il Vangelo ha in sé la forza per inaugurare un cristianesimo nuovo.
 

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