Amoris Lætitia - Capitolo 2°
La realtà e le sfide delle famiglie

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Continuando il commento all’Esortazione apostolica post Sinodale di Papa Francesco Amoris laetitia ci occuperemo del secondo capitolo della stessa: Realtà e sfide delle famiglie. Il Papa rivolge la sua attenzione alle famiglie di oggi in tutto il mondo per offrire un quadro che rifletta la loro situazione, con le sue luci e le ombre. A tal fine, il Papa usa anche l'esperienza e i contributi pastorali dei Vescovi di tutto il mondo riuniti nei due ultimi Sinodi sulla famiglia.


Le luci di questo quadro sono specificate, per esempio, nella esistenza di ampi spazi di libertà nelle famiglie; una più equa ripartizione degli oneri, responsabilità e compiti; un maggiore apprezzamento della comunicazione personale tra gli sposi con conseguente maggiore umanizzazione della vita familiare (cfr 32); il riconoscimento più chiaro dei diritti e della dignità delle donne (54); una sua maggiore partecipazione nello spazio pubblico; il superamento della violenza domestica e alcune forme di discriminazione.


 È noto, allo stesso tempo, che la società attuale soffra alcuni mali che non consentono che si mantengano forme e modelli del passato. Tra questi, la cultura troppo individualista del possesso e del profitto; il ritmo frenetico della vita moderna; l'organizzazione sociale e del lavoro; e - forse soprattutto - una falsa idea di libertà, priva di limiti, che orienta lo sviluppo personale "secondo i desideri assunti con carattere assoluto" (33), e che permetterebbe di passare con una certa disinvoltura da una relazione affettiva all’altra. Questo porta a considerare la casa come un luogo di passaggio dove si va quando "serve"; a porre i vincoli familiari sottomessi al capriccio di una volontà volubile; a considerare la fedeltà, l'esclusività e la perpetuità dell'amore coniugale come qualcosa che limiti e coarti la libertà personale. Casa e "famiglia" quindi - se si può ancora continuare a parlare in questi termini - servono solo come mero beneficio o utilità.

 

Questo capitolo non poteva non menzionare il timore che suiscita in molti l'idea di un impegno permanente, o la considerazione del matrimonio e della famiglia come "mezzo per porre rimedio alla solitudine, per avere una protezione o ricevere un servizio" (39). Non mancano coloro che rinunciano a contrarre matrimonio e formare una famiglia per motivi economici, lavorativi o di studio (cfr. 40).

 

Sull’altro versante, infine, i fallimenti matrimoniali portano a "nuove relazioni, nuovi partner, nuovi unioni e nuovi matrimoni, creando situazioni familiari complesse e problemaiche per la opzione cristiana" (41). Questi, insieme ad altri, sono alcune delle minacce di oggi sul matrimonio e la famiglia.


 Cosa fare di fronte a un tale scenario? Dice il Papa: "Come cristiani non possiamo rinunciare a proporre il matrimonio allo scopo di non contraddire la sensibilità attuale, per essere alla moda, o per sentimenti di inferiorità di fronte al degrado morale e umano" (35). Non possiamo farlo per fedeltà a Dio e per fedeltà agli uomini, perché "staremmo privando il mondo dei valori che possiamo e dobbiamo offrire." (ibid). Il Papa chiede uno sforzo per presentare le ragioni e le motivazioni che rendono il matrimonio e la famiglia, tali quali sono sttai voluti da Dio, qualcosa di bello e desiderabile, un vero bene per gli uomini, un percorso verso la felicità, non giogo o "un peso da sopportare per tutta la vita" (37). Il Papa chiede che il nostro messaggio sul matrimonio e la famiglia sia un "un chiaro riflesso della predicazione e degli atteggiamenti di Gesù, il quale nel contempo proponeva un ideale esigente e non perdeva mai la vicinanza compassionevole alle persone fragili come la samaritana o la donna adultera." (38). Inoltre, è bene essere consapevoli che "i grandi valori del matrimonio e della famiglia cristiana corrispondono alla ricerca che attraversa l’esistenza umana" (57).

 

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