Amoris lætitia - Capitolo 3°/ 2
Il sacramento del matrimonio strumento di santificazione e di salvezza

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Continuiamo con l'esposizione che il Papa fa del matrimonio e della famiglia nel terzo capitolo della sua Esortazione apostolica post Sinodale Amoris laetitia. Gesù ha elevato a sacramento l’istituzione naturale del matrimonio, questa comunità indissolubile di vita e di amore tra un uomo e una donna aperta alla vita, dotandola di una nuova e più alta dignità. In effetti, il Signore ha voluto il matrimonio come canale e veicolo di grazia; come uno dei sette segni sacramentali mediante i quali fa giungere agli uomini l'acqua viva della grazia di Dio e comunica la salvezza. L’amore sponsale è stato così fatto segno naturale della grazia soprannaturale; segno di amore senza misura che Cristo ha per la sua Chiesa; inolre, segno efficace che fa entrare l'amore umano dei coniugi in una dimensione completamente nuova, quella dell'amore di Cristo per la sua Chiesa che lo ha portato a dare se stesso per lei, “per consacrarla, purificandola con il lavacro dell'acqua e la parola e per presentarla splendente, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e irreprensibile” (Ef 5, 27-28).
 
Come segno sacramentale istituito da Cristo, il matrimonio gode di una forza soprannaturale per realizzare ciò che significa; cioè dà l'amore degli sposi la forza sufficiente per superare gli ostacoli che minacciano di indebolirlo, lo rafforza per superare le tendenze egoistiche, lo fa entrare nel flusso vivo dell'amore di Cristo per la sua Chiesa e rinvigorisce gli sposi per renderli capaci di una donazione reciproca, piena e completa, a immagine di Cristo per la sua Chiesa.
 
Come dice il Papa, l'amore degli sposi è stato assunto da Cristo nell'Incarnazione, lo ha purificato e lo è elevato alla sua pienezza: Cristo Signore ha voluto andare incontro ai coniugi cristiani nel sacramento del matrimonio, ridando a essi la loro dignità originaria. Ha fatto dell'amore sponsale, ripeto, un segno efficace del suo amore per la Chiesa: un amore che costituisce il modello e l’ideale che gli sposi dovrebbero riprodurre e a cui devono continuamente tendere (cfr 71). Il Santo Padre Francesco dice che "il matrimonio cristiano è un segno che non solo indica quanto Cristo ha amato la sua Chiesa nell’Alleanza sigillata sulla Croce, ma rende presente tale amore nella comunione degli sposi" (73).

 
Questa è la grandezza del matrimonio cristiano! "Il sacramento del matrimonio non è una convenzione sociale, un rito vuoto o il mero segno esterno di un impegno”. Il matrimonio tra battezzati è un dono di Dio, strumento di santificazione e di salvezza. Si tratta di un cammino di santità, un percorso che porta alla perfezione cristiana. Si tratta di una vera vocazione, una vocazione divina, una chiamata da parte di Dio, un percorso specifico che vuole che la maggior parte dei cristiani diventino perfetti come il Padre celeste è perfetto.
 
“Pertanto – scrive il Papa - la decisione di sposarsi e di formare una famiglia dev’essere frutto di un discernimento vocazionale" (72). Non si tratta di uan vocazione “per difetto”, vale a dire, la vocazione che è disponibile per un cristiano quando non abbia ricevuto la chiamata al sacerdozio, alla vita consacrata o al celibato per il regno dei cieli. Il matrimonio è stato voluto da Dio come una vocazione propria e vera, come un cammino di santità che trova aiuto e incoraggiamento nella grazia porpria del sacramento. Questa è fonte della grazia necessaria per raggiungere la pienezza della vita cristiana.

L’amore santo degli sposi, le manifestazioni proprie di questo amore, l'unione sessuale vissuta in modo umano e santificata dal sacramento è la itineario di crescita della vita della grazia per gli sposi. Sono sicuro che queste parole apriranno a molti orizzonti insospettati.

 

 

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