«Cristo Gesù bussa alla nostra porta attraverso la Sacra Scrittura»

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Desidero ritornare ancora sul tema che abbiamo posto alla nostra riflessione nella terza domenica del tempo ordinario e che il Papa Francesco ha voluto stabilire nella Chiesa come Domenica della Parola di Dio.
Sono passati cinquantasei anni dalla Dei Verbum, la costituzione sulla Divina Rivelazione, approvata dal Concilio Vaticano II il 18 novembre 1965.  E' stata un punto di svolta per la Chiesa, ma tanto resta da fare ancora per affermare la centralità della Parola di Dio nella vita cristiana.

Il Concilio afferma: «La Chiesa ha sempre venerato le Divine Scritture come ha fatto con il Corpo stesso di Cristo». L'esperienza del Concilio Vaticano II ha operato una riappropriazione della Bibbia nella comunità cristiana. Tuttavia si constata, purtroppo, un lento allentamento e appannamento della attenzione nel confronti del Libro Sacro; la Bibbia sta tornando sugli scaffali impolverati delle nostre piccole biblioteche casalinghe.
 
E’ stato Papa Francesco a spiegarci lo scopo di questa giornata dedicata alla Parola di Dio: «La domenica dedicata alla Parola possa far crescere nel popolo di Dio la religiosa e assidua familiarità con le Sacre Scritture così come l’autore sacro insegnava già nei tempi antichi: «Questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica (Dt 30,14) ».
 
A tal fine, ha proposto più volte, con accento di pastore e pedagogo, di leggere in tranquillità alcuni documenti della Chiesa e, soprattutto, le  Introduzione al Messale e al Lezionario, che presentano una sintesi dei principi teologici, celebrativi e pastorali sulla Parola di Dio proclamata nella Messa, ma validi anche per tutte le celebrazioni liturgiche (Sacramenti, Sacramentali, Liturgia delle Ore)». La lettura di questi documenti aiuterà a scoprire la ricchezza della Parola di Dio che ascoltiamo a Messa ogni domenica e ad accogliere con cuore aperto ciò che il Signore ci propone attraverso di loro.
 
Abbiamo bisogno di entrare in confidenza costante con la Sacra Scrittura, altrimenti il cuore resta freddo e gli occhi rimangono chiusi, colpiti come siamo da innumerevoli cecità. Dio parla all'uomo affinché la Sua Parola divenga inesauribile forza della fede e cibo dell'anima. Non si tratta di concetti astratti, bensì di concreto insegnamento e conforto per la persona che conduce la sua esistenza nel mondo e nei diversi contesti sociali, culturali, religiosi.
 
Il Santo Padre Francesco continua a dirci che, poiché dobbiamo comunicarla ai fedeli, dobbiamo prestare una particolare attenzione alla sua attuazione nella Sacra Liturgia. Ci consiglia di conoscere meglio Gesù per spalancare il nostro cuore a Lui, e così farlo conoscere meglio agli altri.
 
Nell’Omelia della Messa di domenica 24 gennaio 2021 (letta dal Celebrante per una indisposizione del Papa) il Santo Padre Francesco ha suggerito: «La Parola ci fa vicini a Dio: non teniamola lontana. Portiamola sempre con noi, in tasca, nel telefono; diamole un posto degno nelle nostre case. Mettiamo il Vangelo in un luogo dove ci ricordiamo di aprirlo quotidianamente, magari all’inizio e alla fine della giornata, così che tra tante parole che arrivano alle nostre orecchie giunga al cuore qualche versetto della Parola di Dio. Per fare questo, chiediamo al Signore la forza di spegnere la televisione e di aprire la Bibbia; di chiudere il cellulare e di aprire il Vangelo».
E all’Angelus della medesima domenica è tornato a ripetere il suo convincimento pratico e, semplicissimo: «Che mai ci manchi la gioia di seminare il Vangelo! E mi ripeto un’altra volta: abbiamo l’abitudine, abbiate l’abitudine di portare sempre un piccolo Vangelo in tasca, nella borsa, per poterlo leggere durante la giornata, almeno tre, quattro versetti. Il Vangelo sempre con noi» (Angelus, 24 gennaio 2021).
 
In questo modo arriveremo alla «sublime conoscenza di Gesù Cristo» (Fil 3, 8), con la frequente lettura delle divine Scritture. Giustamente San Girolamo poteva scrivere: «L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo» (Aperuit illis 1).
 
«Cristo Gesù bussa alla nostra porta attraverso la Sacra Scrittura; se ascoltiamo e apriamo la porta della mente e del cuore, allora entra nella nostra vita e rimane con noi» (Aperuit illis 8).
 

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