La Settimana Santa

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La celebrazione della Settimana Santa introduce al mistero centrale della nostra fede, facendoci rivivere e attualizzare il dono di Gesù per l'umanità, facendoci contemplare il mistero di quell'Amore, più forte della morte, in cui siamo stati salvati.
 
Con la commemorazione dell'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, su un asino e acclamato dalla gente semplice, inizia la Settimana Santa, che anno dopo anno riempie la vita delle nostre comunità con un respiro diverso. 
 
È la Settimana per eccellenza: la sola chiamata santa. Solo dalla fede cristiana possiamo capire cosa celebriamo in essa. Il Mistero che commemoriamo è sorprendente e sbalorditivo; è il mistero di Dio e dell'uomo, della vita e della morte, del male e della grazia, dell'odio e del perdono, delle tenebre e della luce. 
 
Tutta la storia, tutto il suo significato, tutto il dramma dell'uomo e dell'umanità intera è concentrato e chiarito in ciò che celebreremo nei prossimi giorni e soprattutto nel Triduo Sacro.
 
Il momento come quello che viviamo, completamente immersi, dal marzo dello scorso anno, nei terribili effetti della pandemia che ci affligge, e che limiterà le prossime celebrazioni; ma non dovrà minimamente incidere sull'esperienza profonda della memoria di quanto Gesù Cristo ha fatto per noi uomini e per la nostra salvezza.
 
È importante e necessario aiutarci a recuperare tutta la verità della Settimana Santa: accettare l'amore infinito e la misericordia sconfinata e tenera del Padre che ci ha tanto amati da donarci il suo Figlio, che si è spogliato del suo rango e si è abbassato alla morte e a una morte ignominiosa come quella della Croce. Tutto è stato trasformato dalla follia dell’Amore che è Dio ha manifestato nel Mistero Pasquale.
 
Questo è ciò che è decisivo per tutta l'umanità; questo deve rimanere vivo, presente ed evidente nelle celebrazioni liturgiche dei giorni della Settimana Santa!
 
Liturgia, pietà popolare, letteratura, musica e arte ci introdurranno al mistero di Cristo.
 
Cosa accadde a Gerusalemme a Gesù, al Giovane Rabbi di Nazaret? L’osanna da parte della gente semplice al suo arrivo nella Città Santa su un asino; la cena pasquale con i suoi discepoli; la sua preghiera nell'Orto degli Ulivi;  il tradimento di Giuda; l'arresto, la passione, la condanna; la crocifissione, la morte, la sepoltura; e finalmente, la sua risurrezione.
 
Tutti questi eventi hanno definitivamente e per sempre spezzato il dominio del male e della morte sugli uomini; hanno annientato le paure e le angosce del mondo intero; e a noi hanno portato perdono, riconciliazione pace e salvezza, senza che nessuno sia escluso dall'immensità di questo amore misericordioso.
 
E il Calvario è ancora vivo.
Perché il Crocifisso rimane vivo per sempre. 
Perché questo evento resta e resterà vivo: la sua passione e morte, la sua vita donata per noi, la vittoria del suo amore sulla morte. 
Non solo ogni anno, ma anche tutti i giorni, ogni momento Egli continua a offrire se stesso per il nostro conforto e la nostra speranza. Davanti al Padre perennemente Gesù intercede per noi con le sue piaghe e il suo costato aperto. 
 
Il Calvario continua anche nel sacrificio incruento (= senza spargimento di sangue) in un modo del tutto speciale nell'Eucaristia che ci ha lasciato come memoriale di quella notte cui fu tradito. Così quel Calvario di redenzione, quella Croce redentrice diventa presenza reale. 
L'Eucaristia è il suo Corpo dato per noi e il suo sangue versato per la remissione dei nostri peccati. 
Dall'Eucaristia sgorga e in essa converge tutta questa Settimana, in cui si concentrano il tempo e l'eternità, la vita, il lavoro, i sentimenti, i desideri, il cielo si apre alla terra e a Lui.
 
Viviamo, allora, il dono di questa Settimana Santa dell'anno 2021.
Diamo valore al significato di questi giorni sacri che non possiamo perdere e viviamoli come giorni unici, autentici tesori di grazia, cui si accede con il dono della fede. 
 
Apriamo la mente e il nostro cuore all'amore di Gesù che si manifesta nella sua Croce, e alla speranza viva e decisa che ci ha donato con la sua risurrezione.
 
Maria, che ci è stata donata da Gesù come madre, e che ha prolungato il suo sì dall'Annunciazione fino ai piedi della Croce, possa intercedere presso suo Figlio affinché possiamo vivere una feconda celebrazione della Settimana Santa.

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