Il Rosario compendio del Vangelo

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Il Rosario della Vergine Maria, diffuso gradualmente nel secondo millennio sotto il soffio dello Spirito Santo, è una preghiera amata da innumerevoli santi e incoraggiata dal Magistero della Chiesa. Nella sua semplicità e profondità  rimane - anche nel terzo millennio - una preghiera di grande significato, destinata a produrre frutti di santità.

 

Il rosario è "compendio di tutto il Vangelo", "orazione biblica", preghiera profondamente cristologica, virgulto germogliato sul tronco secolare della Liturgia cristiana, "Salterio della Vergine, attraverso il quale gli umili sono associati al canto di lode e di intercessione universale della Chiesa”. Ecco alcune delle espressioni usate dal Papa Paolo VI, nell’Esortazione apostolica Marialis cultus (2 febbraio 1974), che connotano le inesauribili ricchezze e le opportunità del Rosario. E' amcora il beato Paolo VI che definì il Rosario “preghiera evangelica di orientamento cristologico”,  e agiunse che nel Rosartio "vi è tutto il Vangelo che la Chiesa proclama”.

 

I Misteri gaudiosi propongono di leggere le tappe dell’incarnazione del Verbo e del Suo crescere nella famiglia di Nazaret in una progressività dove l’umanità del Figlio di Dio è accompagnata dall’attenzione della Sua famiglia e dalla fedeltà al Padre.
I Misteri luminosi del Rosario indicano alla Comunità cristiana cinque momenti significativi di questa fase della vita di Cristo… I Misteri luminosi ricordano il grande dono del Battesimo, grazie al quale siamo divenuti, con e in Cristo, creature nuove. L’Eucaristia è fonte e culmine di tutta l’evangelizzazione.
La meditazione dei Misteri dolorosi sostengono la sofferenza e la fatica della vita accompagnano ciascuno di noi in tutte le situazioni e le età. La contemplazione dell’umanità del Verbo incarnato, Cristo Gesù prostrato dalla sofferenza, dall’umiliazione e dal dolore fisico e morale, ci renderà il Signore più vicino e ce lo farà sentire più fratello e amico. Il Rosario sceglie alcuni momenti della Passione, inducendo l’orante a fissarvi lo sguardo del cuore e a riviverli.
I Misteri gloriosi iniziano con la contemplazione della risurrezione di Cristo, un avvenimento reale che ha avuto manifestazioni storicamente constatate, come attesta il Nuovo Testamento. Alla luce del Mistero della Risurrezione in questa parte del Rosario viene offerta a noi tutti la contemplazione della Pentecoste, evento in cui prende avvio il cammino della Chiesa grazie all’epifania e all’effusione dello Spirito Santo sugli Apostoli, su Maria, la Madre di Gesù, sulle donne e sugli uomini che erano con loro.

Papa san Giovanni Paolo II, verso la fine del suo pontificato, ha pubblicato una magnifica lettera apostolica dal titolo Rosarium  Virginis Mariae (16 ottobre 2002).

"Recitare il Rosario - ha detto san Giovanni Paolo II -, è  contemplare con Maria il volto di Cristo" (RVM 3). "sullo sfondo delle parole Ave Maria passano davanti agli occhi dell'anima i principali episodi della vita di Gesù Cristo. Essi si compongono nell'insieme dei misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi, e ci mettono in comunione viva con Gesù attraverso – potremmo dire – il Cuore della sua Madre. Nello stesso tempo il nostro cuore può racchiudere in queste decine del Rosario tutti i fatti che compongono la vita dell'individuo, della famiglia, della nazione, della Chiesa e dell'umanità. Vicende personali e vicende del prossimo e, in modo particolare, di coloro che ci sono più vicini, che ci stanno più a cuore. Così la semplice preghiera del Rosario batte il ritmo della vita umana” (RVM 2). "Il Rosario, se riscoperto nel suo pieno significato, porta al cuore stesso della vita cristiana ed offre un'ordinaria quanto feconda opportunità spirituale e pedagogica per la contemplazione personale, la formazione del Popolo di Dio e la nuova evangelizzazione. " (RVM 3).

 

Tradizionalmente, il Rosario è una preghiera molto appropriata e utilizzata per pregare per la pace e per la famiglia. A queste due intenzioni possono aggiungerne una terza, oggi molto necessaria: le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata.

 

Che la pratica quotidiana della preghiera del Rosario, specialmente in questo mese di ottobre, ci serva da stimolo per recuperare questa pia pratica, qualora l’avessimo perduta, e confermarla nel nostro progetto di vita cristiana, nelle nostre case, nelle nostre parrocchie e nelle nostre comunità.

 

 

 

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