Sant'Agostino d'Ippona

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Dopo aver celebrato la madre, Santa Monica, la Chiesa fa memoria del figlio.
Agostino nacque il 13 novembre 354 a Tagaste, una piccola città della Numidia nell'Africa romana. Quella popolazione algerina è oggi chiamata Souk-Ahras. Era figlio di Patrizio, un funzionario pagano al servizio dell'Impero, originario del Nord Africa che si convertì al cattolicesimo, e di Monica, una devota cattolica.  

Sebbene non fosse battezzato da bambino, la madre Monica gli insegnò i rudimenti della religione cristiana e, vedendo come il figlio si allontanasse da loro a mano a mano che cresceva, si dedicò a una preghiera costante, commossa e fiduciosa. Fervente cattolica, dedicò tutta la sua vita alla conversione del figlio al cristianesimo. Anni dopo, Agostino si sarebbe definito il "figlio delle lacrime di sua madre", descrivendo con dovizia di particolari nelle sue Confessioni il lento processo di conversione al cristianesimo sostenuto e accompagnato dalla madre.  

Agostono frequentò le scuole sia a Madaura che a Cartagine, dove studiò grammatica e retorica. Tra i 16 e i 30 anni visse con una donna cartaginese di cui non si conosce il nome, dalla quale nel 372 ebbe un figlio, Adeodato, nome latino che significa "dono di Dio". 

Nel 383 d.C. ottenne un posto come professore di retorica a Milano. Per sua stessa ammissione, al suo ritorno a Roma, ebbe un'esperienza che gli avrebbe cambiato la vita per sempre: udì la voce di Dio. Mentre era a Milano, incontrò il santo vescovo Ambrogio (339-397 d.C.), la cui influenza intellettuale fu cruciale per la sua conversione al cattolicesimo.  Agostino fu battezzato da Sant'Ambrogio  la notte del 24 aprile 387, all'età di 33 anni. 

Con una rinnovata consapevolezza, iniziò a studiare gli scritti di Platone e Plotino, che lo portarono a interessarsi al neoplatonismo. Avrebbe usato questa ritrovata passione per il neoplatonismo per difendere e affermare la teologia cristiana. 

Dopo la morte della madre Monica, Agostino, ritornato nella natia Africa, vendette tutti i suoi beni, distribuì gran parte del suo guadagno ai poveri e trasformò la casa di famiglia a Tagaste in un monastero dove, insieme ai suoi discepoli, si dedicò alla vita monastica.  

Su insistenza dei suoi seguaci, nel 391 fu ordinato sacerdote a Ippona dall'anziano vescovo Valerio, che gli affidò la missione di predicare la parola di Dio tra i fedeli, un compito che sant'Agostino svolse con fervore e che gli valse grande fama. 

Nel 395 fu consacrato vescovo di Ippona. Da questo piccolo villaggio di pescatori, avrebbe diffuso il suo pensiero in tutto il mondo occidentale. Infatti, l'attività episcopale di Agostino fu enorme e varia. Predicò a tempo pieno e in molti luoghi, scrisse instancabilmente.   

Visse un periodo di grande fermento, sia politico che in relazione alla formazione del dogma cattolico, con molteplici discussioni e teorie contrastanti. Fu un periodo turbolento segnato dalla definitiva divisione dell'Impero Romano in una parte orientale e una occidentale, avvenuta dopo la morte dell'imperatore Teodosio (fine del IV secolo), e dall'inizio del definitivo declino dell'Impero Romano d'Occidente. 

Gli scritti di Agostino si collocano al confine tra teologia e filosofia. Autore prolifico, le sue opere principali includono:
  •   Le Confessioni: un'opera autobiografica scritta intorno al 400 d.C.
  •  La Città di Dio: un'opera in 22 volumi scritta tra il 413 e il 425 d.C.
  •  Ritrattazioni: una riconsiderazione delle sue opere precedenti.
Tra gli scritti meno noti ricordiamo:
  •   Contro gli accademici
  •   Sulla grandezza dell'anima
  •   Sul libero arbitrio
  •  Contro Fausto il Manicheo
  •   Sulla grazia e sul libero arbitrio 
Le sue opere costituivano una giustificazione filosofica del cristianesimo. Agostino credeva che solo il cristianesimo fosse la vera verità e che senza fede la filosofia non avrebbe mai potuto raggiungere la verità.  
Dopo quarant'anni di amore per la Chiesa, il 28 agosto 430, Agostino, vescovo di Ippona, si addormentò nella pace del Signore. Aveva 75 anni, 10 mesi e 15 giorni.

Le sue spoglie sono venerate nella Basilica di San Pietro in Pavia.


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