San Tommaso d’Aquino
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Ricordare Tommaso d'Aquino, la cui festa liturgica si celebra il 28 gennaio, significa ricordare una figura che continua ad avere un influsso benefico sulla Chiesa di oggi.
Un vero gigante della storia del pensiero, Tommaso d'Aquino divenne il più grande rappresentante della teologia del suo tempo e, col passare del tempo, di tutta la scolastica. Elaborò la influente dottrina filosofica del "tomismo" che prese le idee platoniche adottate in precedenza dal cristianesimo e le fuse con le tesi aristoteliche, dando origine a un pensiero che avrebbe segnato il futuro della storia. Il suo lavoro doveva essere il primo passo verso l'indipendenza della ragione.
Un vero gigante della storia del pensiero, Tommaso d'Aquino divenne il più grande rappresentante della teologia del suo tempo e, col passare del tempo, di tutta la scolastica. Elaborò la influente dottrina filosofica del "tomismo" che prese le idee platoniche adottate in precedenza dal cristianesimo e le fuse con le tesi aristoteliche, dando origine a un pensiero che avrebbe segnato il futuro della storia. Il suo lavoro doveva essere il primo passo verso l'indipendenza della ragione.
Tommaso d'Aquino è un classico della teologia, perché al di là delle sue particolarità storiche, la sua efficacia è diventata universale, poiché ha saputo aprirsi ad altre culture e suggerire nuovi approcci.
San Tommaso d'Aquino è il dottore comune o universale di tutta la Chiesa, poiché la Chiesa ha fatto propria la sua dottrina, “poiché in essa riconosce l'espressione particolarmente elevata, completa e fedele del suo Magistero e del sensus fidei di tutto il Popolo di Dio”. Questa affermazione di Paolo VI è probabilmente l'elogio più alto che si possa fare a un teologo.
Tale elogio è tanto più significativo perché San Tommaso non era esattamente un teologo conservatore e sottomesso, bensì un teologo libero, aperto al dialogo con i migliori contributi scientifici e culturali del suo tempo. Se Tommaso d'Aquino è il dottore comune della Chiesa cattolica, ciò significa che egli è un tesoro per tutti e appartiene a tutti.
Ricordare San Tommaso d'Aquino è una buona occasione per rispondere a una domanda che molti si pongono: qual è lo scopo della teologia? Questa domanda è sollevata anche tra i credenti. Alcuni la considerano una "costruzione culturale" lontana dalla "vita reale". Tuttavia, è un compito ecclesiale essenziale e assolutamente necessario.
La teologia è fede vissuta attraverso la riflessione umana. Aiuta i credenti a comprendere e apprezzare il mistero di Dio in modo più intelligente, a parlare con coerenza del Dio di cui le Scritture rendono testimonianza e anche ad affrontare le difficoltà e i problemi che la cultura circostante pone alla fede. In questo senso la Teologia favorisce l’intelligenza della fede.
Il vero credente cerca ciò che San Tommaso d'Aquino diceva di sé, citando Sant'Ilario: che la sua lingua e tutti i suoi sensi parlino di Dio. La teologia è il miglior aiuto a questo scopo. Ma lingua e sensi parlano di ciò che conoscono e parlano bene di ciò che amano. Pertanto, al fondamento di ogni teologia c'è un'esperienza d'amore.
Per Tommaso d'Aquino, la teologia è una forma di sapienza, cioè un modo di assaporare, di gustare Colui sul quale fissiamo lo sguardo e la mente, e di scoprire così il Suo volto e l'incanto della Sua presenza. Pertanto, il teologo, come Tommaso, è una persona di preghiera profonda e costante, immersa in un'atmosfera di contemplazione e comunione con Dio.
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