Responsabilità sulle strade delle vacanze
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È iniziato il mese di luglio: un mese, con quello di agosto, tradizionalmente riservato alle ferie. Non tutti si potranno permettere un tempo di riposo anche a causa della situazione economica attuale; pur tuttavia l’estate registra sempre un maggior traffico stradale e autostradale.
Il traffico è una realtà nella nostra vita. È necessario. Ma i cristiani sono chiamati a prendersi cura dei fratelli. Abbiamo una responsabilità verso gli altri. E quella responsabilità inizia con la prudenza: bisogna essere prudenti in macchina e per strada, perché non solo posso danneggiare la mia vita, ma anche quella degli altri.
Spesso viaggiano intere famiglie sullo stesso mezzo per divertirsi, per trascorrere insieme qualche giorno di vacanza, visitare nonni e parenti o semplicemente uscire per trascorrere una giornata felice. Il fatto che tutta la famiglia sia nello stesso mezzo esige dall'autista la massima attenzione e responsabilità sulla strada, affinché ciò che è iniziato con entusiasmo si concluda felicemente.
Appare, pertanto doveroso e propizio un invito a focalizzare la nostra attenzione sul significato e l'importanza della guida e sull'urgenza di illuminare la nostra prudenza. Non possiamo, infatti, ignorare che la nostra disattenzione può causare lacrime e sangue.
A questo proposito, il Concilio Vaticano II nella Costituzione Apostolica Gaudium et Spes, dice: “Alcuni trascurano certe norme della vita sociale, ad esempio ciò che concerne la salvaguardia della salute, o le norme stabilite per la guida dei veicoli, non rendendosi conto di metter in pericolo, con la loro incuria, la propria vita e quella degli altri. Che tutti prendano sommamente a cuore di annoverare le solidarietà sociali tra i principali doveri dell'uomo d'oggi, e di rispettarle”. (30)
A questo proposito, il Concilio Vaticano II nella Costituzione Apostolica Gaudium et Spes, dice: “Alcuni trascurano certe norme della vita sociale, ad esempio ciò che concerne la salvaguardia della salute, o le norme stabilite per la guida dei veicoli, non rendendosi conto di metter in pericolo, con la loro incuria, la propria vita e quella degli altri. Che tutti prendano sommamente a cuore di annoverare le solidarietà sociali tra i principali doveri dell'uomo d'oggi, e di rispettarle”. (30)
Dunque dire vacanze è dire anche “traffico sulle strade”! Da sempre ho associato l’idea dei bollini rossi o neri sulle strade alla parabola del Buon Samaritano quando dice all'oste, riferendosi a quell'uomo gravemente ferito: «Abbi cura di lui, e quanto spenderai troppo, te lo ripagherò quando tornerà» (Lc 10,35).
«Abbi cura di lui»! Sia che siamo pedoni o automobilisti, siamo invitati a vivere la vita con lo stile dei buoni samaritani, facendo del bene e praticando misericordia nei confronti degli altri, a imitazione di Gesù.
La pandemia sta diminuendo grazie alla progressiva vaccinazione della popolazione, e dal punto di vista piscologico un moto spontaneo di “liberazione” prende tutti. Ed è legittimo che sia così dopo un tempo così arduo e difficoltoso, durante il quale siamo stati perfino interdetti dall’abbracciarci, dal baciarci, dallo stingerci la mano. Ma non dobbiamo ora rischiare di incorrere in un atto liberatorio imprudente e incontrollato. I viaggi familiari sono una buona terapia per ristabilire i consueti legami affettivi, soprattutto con i bambini e gli anziani.
Essere un buon samaritano è fare della strada un'arteria di vita, di comunicazione, di incontro fraterno, di ricchezza culturale ed economica.
La strada deve diventare uno spazio per poter vivere la gioia di famiglie e di amici che tornano a incontrarsi e abbracciarsi.
Purtroppo, il numero di morti e feriti sulle nostre strade e autostrade alla fine della stagione estiva è sempre troppo alto. La distrazione la fa da padrona: l'uso di telefoni cellulari, l'eccesso di velocità, l'ingestione di alcol, di sostanze che limitano i riflessi e l’attenzione nella guida. L'uso delle cinture di sicurezza è ancora un problema in sospeso per alcuni. Inoltre, ci sono persone che, dopo aver provocato un incidente stradale, anche mortale, fuggono senza prestare soccorso ai feriti, per sottrarsi alle loro eventuali responsabilità.
«Abbi cura di lui»! Essere un buon samaritano in viaggio complica un po’ la vita; fa perdere un po’ di tempo; ma è necessario agire nello stile del Samaritano, che implica lasciarsi colpire da ciò che di vede, sapendo di fronte alla sofferenza dell'altro io devo mi compromettere.
Umanizziamo le nostre strade e i nostri veicoli. E’ anche una questione di carità cristiana da parte del conducente che deve avere stima nei confronti di chi viaggia - siano o meno familiari -, non compromettendo la propria vita con manovre sbagliate o sconsiderate, che possono mettere a rischio passeggeri e pedoni. E non dimentichiamo che Gesù, Buon Samaritano dell'umanità, vuole ungere ogni ferita, sanare ogni doloroso ricordo e ispirare un futuro di pace e di fratellanza su questa terra.
Inoltre, durante i nostri spostamenti, gli itinerari vacanzieri prestiamo attenzione alla nostra casa comune, al creato. Ricordiamoci che siamo solo inquilini di questo pianeta e dobbiamo prenderci cura di esso. Rispettiamo il creato con senso di responsabilità e premura.
Infine un augurio: non manchiamo di buon senso! Siamo ancora in tempo di pandemia.
Non dimentichiamoci durante l’estate delle norme sanitarie e di convivenza indicate dalle nostre autorità: rispettiamole per il nostro bene e per chi ci sta vicino. Divertiamoci, ma con uno svago responsabile che salvaguardi la salute di tutti.
Per chi può permetterselo: Buone vacanze!
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