Quaresima: incontrare davvero Cristo
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Il periodo di quaranta giorni che precede la celebrazione della Pasqua del Signore, durante il quale rinnoveremo le promesse battesimali fatte il giorno in cui siamo rinati a una vita nuova.
La Quaresima è un tempo di conversione, per rimettere Dio al centro della nostra anima. Per questo il profeta Gioele invita a lacerarci il cuore, non le vesti, per rivolgerci al Signore, che è un Dio compassionevole e misericordioso.
Nel suo Messaggio per questa giornata, Papa Leone XIV ci ricorda la necessità di tornare al Signore, di riconoscerlo come il centro della nostra esistenza, «affinché la nostra fede riprenda slancio e il nostro cuore non si disperda tra le ansie e le distrazioni quotidiane». Corriamo infatti il rischio di allontanarci lentamente dal Signore o di spostarlo dalla centralità del nostro cuore.
Questo periodo di Quaresima, quindi, è un tempo privilegiato per rimetterci a fuoco, cambiare rotta, riscoprire la rotta che conduce la nave della nostra vita al porto.
Grazie a questa nuova conversione, fissiamo nuovamente la nostra attenzione su Dio.
Ma dobbiamo chiederci dove ci troviamo per riorientarci. Da qui la necessità di un autoesame, di porci sinceramente davanti a Dio, di riconoscere il nostro stato attuale, senza paura, senza vergogna, senza finzioni. Come il figliol prodigo, che ha riconosciuto la sua situazione pietosa (vivere in terra straniera, lontano dal padre, sopravvivere a stento come uno schiavo privato della libertà, lottare con i porci per il cibo). Quando ne prese coscienza, vide sorgere in lui il desiderio di tornare alla casa del padre. Di tornare al luogo da cui si era allontanato, dove era figlio del padrone di casa, dove viveva senza essere soggetto a schiavitù e dove godeva dell'amore e della cura di un padre.
Tornare alla casa del Padre. Questo è il desiderio che ci spinge. Abbiamo questo tempo per ritornare all'abbraccio del Padre: riconoscendo i nostri errori, confessandoli umilmente, percorrendo un cammino a volte costoso, sì, lungo, duro, ma sempre un cammino di libertà e di gioia.
Il cammino di ritorno a casa si compie nell'ascolto della Parola di Dio, nel dialogo orante con il Padre, ravvivando la nostalgia della casa lasciata e il calore dell'abbraccio di un padre. Il cammino di conversione inizia quando ci lasciamo toccare dalla Parola e l'accogliamo con docilità di spirito.
Il cammino quaresimale verso la casa del Padre ci rende più attenti all'ascolto della sua Parola e alle necessità dei fratelli. Sentire la misericordia di Dio su di noi ci rende necessariamente più generosi, attenti e sensibili alle necessità dei fratelli.
Nel cammino di conversione, di ritorno alla casa del Padre, il digiuno è un aiuto particolarmente efficace. Non solo ci aiuta a discernere e ordinare i nostri desideri, ma risveglia anche la nostra fame e sete di giustizia e santità. Rende il bene attraente e piacevole. Nel Messaggio sopracitato, Papa Leone parlando del digiuno, avanza una proposta molto concreta per questo tempo: "disarmare" il nostro linguaggio astenendosi dall'usare "parole che colpiscono e feriscono il prossimo (...) rinunciando alle parole offensive, al giudizio immediato, al parlare male di chi è assente e non può difendersi, alla calunnia".
È chiaro a tutti quanto questa forma di digiuno – alla portata di tutti – contribuirebbe a migliorare le nostre relazioni, ad appianare le asperità, ad allentare le tensioni e a placare gli animi, così necessari nel nostro tempo presente!
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